Al contrario un progetto che sviluppa un nuovo curriculum, in modo che sia calibrato rispetto alle condizioni del paese e in grado di coinvolgere studenti e genitori, può avere un impatto sull'intera nazione. Un progetto che dimostri che la partecipazione e il controllo locale delle scuole rurali incrementi la qualità della scuola (come in El Salvador(18) o il rendimento degli studenti (come in Nicaragua (19) può essere replicato a scala nazionale ( e, se opportuno, a scala mondiale), con una quota di risorse aggiuntive limitata. In realtà, queste forme di coinvolgimento locale possono essere catalizzatrici di iniziative di sviluppo promosse dalla comunità locale che vanno oltre l'educazione. Questi progetti hanno una forte carica di esternalità. Non solo la gente impara direttamente dai progetti, ma impara a sviluppare la cultura come sistema di interazione, di coinvolgimento e di consenso; un modello generalizzabile ad ogni altro tipo di progetto.  La promozione di casi esemplari dovrebbe essere un punto centrale delle politiche governative per i progetti, se le politiche voglione essere veramente trasformatrici.

Partecipazione, Identificazione e il ruolo degli Outsider

Vedere lo sviluppo come trasformazione della società ha chiare implicazioni su dove deve essere concentrato lo sforzo di sviluppo, e come deve essere organizzato lo sforzo di assistenza.

Perché imporre cambiamenti dall'esterno è dannoso. Questo è molto chiaro: un cambiamento reale non può essere imposto dall'esterno. In realtà tentare di imporre il cambiamento dall'esterno causa resistenze e barriere al cambiamento, anziché facilitarlo. Al centro dello sviluppo è il cambiamento del modo di pensare, e gli individui non possono essere forzati a cambiare quello che pensano. Essi possono essere spinti a prendere certe decisioni. Essi possono anche essere spinti ad accettare taluni concetti. Ma non possono essere forzati a cambiare i loro sentimenti e la loro testa.

In realtà, attualmente le interazioni fra chi concede aiuti e chi li riceve impediscono spesso questa trasformazione. Piuttosto che incoraggiare chi riceve a sviluppare proprie capacità di analisi, l'uso di imporre condizionamenti vanifica sia l'incentivo ad acquisire quelle capacità, sia l'abitudine ad usare tali abilità. Piuttosto che coinvolgere ampi strati della società in un processo di discussione sul cambiamento - con lo scopo di mutare il loro modo di pensare - gli eccessivi condizionamenti rafforzano le tradizionali relazioni gerarchiche. Piuttosto che privilegiare coloro che potrebbero essere catalizzatori del cambiamento nella società, essi dimostrano la loro impotenza. Piuttosto che promuovere l'apertura del dialogo, che è centrale per la democrazia, si obbietta, nei casi migliori, che esso non è necessario, e nei casi peggiori che esso è controproducente.

Identificazione e partecipazione. Gli ingredienti chiave di una stategia di sviluppo sono identificazione e partecipazione. Abbiamo visto ripetutamente che l'identificazione è essenziale per una trasformazione di successo: le politiche imposte dall'esterno possono essere accettate di malavoglia, in modo superficiale, e raramente saranno implementate nel modo voluto. Il processo che guida la strategia deve essere partecipativo, e deve coinvolgere gli interessati nel processo di trasformazione. Lo sviluppo non può essere una negoziazione limitata fra chi concede prestiti e i governi. Lo sviluppo deve operare in profondità. Esso deve coinvolgere e supportare i gruppi della società civile; questi gruppi sono parte del capitale sociale, che deve essere rafforzato. Esso da voce a gruppi spesso senza voce della società, facilitando la loro partecipazione e aumentando la loro identificazione nel processo di sviluppo.(20)

Il processo di formulazione delle strategie, grazie al coinvolgimento di questi gruppi, è in grado di sollecitare l'impegno delle parti sociali a lungo termine, indispensabile perché lo sviluppo sia sostenibile. Identificazione e partecipazione sono inoltre indispensabili per l'articolazione di una strategia che si adatti alle circostanze del paese; la nostra ricerca mostra che i progetti con un alto grado di coinvolgimento hanno un elevato grado di successo, probabilmente perché quei progetti commettono meno ipotesi errate sui bisogni e le capacità dei beneficiari.(21)

Gli agenti esterni, compresi coloro che concedono aiuti, possono incoraggiare gli interessati attraverso la persuasione - per esempio attraverso dimostrazioni, teoriche ed empiriche, che particolari strategie e politiche sono più adatte di altre per raggiungere il successo. Inoltre è auspicabile che il grado di identificazione sia molto ampio nel caso di strategie e politiche sviluppate in un paese la cui guida, tecnica e politica, è poco dinamica.

Alcuni, nel loro entusiasmo per identificazione e partecipazione, tendono a sostenere che questo processo sia di per se stesso sufficiente. Ma l'attiva partecipazione al dibattito su cosa fare e come farlo è solo una parte di questo processo, che ha aspetti più complessi.

Primo, perché la partecipazione sia pienamente significativa deve basarsi sulla conoscenza: da cui deriva il ruolo cruciale dell'educazione e della capacità di costruire.

Secondo, la partecipazione è correlata agli incentivi: gli individui (e i gruppi di individui o organizzazioni) devono essere motivati ad essere coinvolti. In particolare sarà difficile sostenere la partecipazione senza tener conto delle idee dei partecipanti nella presa di decisioni. Ci deve essere la consapevolezza che il processo della presa di decisioni è leale, e questo a sua volta richiede la partecipazione nel processo che definisce intese istituzionali. Ancora, deve esserci una partecipazione rappresentativa, ogni individuo deve avere adeguati incentivi ad agire nella direzione desiderata.

Una delle motivazioni per la partecipazione è che i policymakers hanno una miglior comprensione di quali possano essere i migliori incentivi. Istituzioni, incentivi, partecipazione e identificazione devono essere visti come complementari; nessuno da solo è sufficiente.

Partecipazione e identificazione sono cruciali, quindi, deve essere chiaro che il coinvolgimento delle parti esterne non può sostituire la rappresentanza locale. Non di meno, come dirò più avanti, le parti esterne devono avere il ruolo di facilitatori del processo, assistendolo con il reperimento di risorse e conoscenze. 

La necessità dell'inclusione e della costruzione del consenso. Uno degli ostacoli a uno sviluppo di successo è stata la limitata capacità di alcuni paesi nel risolvere i conflitti. Il capitale sociale e organizzativo hanno un ruolo fondamentale nel risolvere le dispute perché le riforme spesso avvantaggiano alcuni gruppi a svantaggio di altri. Occorre lavorare perché vi sia una vasta accettazione delle riforme, grazie a una più ampia partecipazione nel processo di trasformazione: deve esserci uno sforzo nella formazione del consenso, in un ambiente segnato dall'equità, dall'imparzialità, dalla identificazione.

IV. Le Componenti di una Nuova Strategia di Sviluppo

Mentre i dettagli di una strategia di sviluppo differiscono da paese a paese, nella sua generalità, coerentemente con l'obiettivo di trasformare la società, essa deve coinvolgere tutti i componenti della società.

 Propulsori dello sviluppo

La strategia deve comprendere tutti i soggetti interessati a sviluppare il settore privato, il settore pubblico, la comunità, la famiglia, gli individui. Le diverse componenti sono strettamente interrelate: ad esempio, al centro della strategia per lo sviluppo degli individui c'è l'educazione, la quale, aumentando le capacità dei singoli è cruciale anche per le strategie del settore privato; così come l'incremento dei salari delle donne, che risulta dall'incremento dell'educazione femminile, ha un forte impatto sulle famiglie.

(a) Sviluppo del settore privato. In passato troppo spesso le strategie di sviluppo erano incentrate sul governo; questo era naturale, dato che le azioni erano definite dai 'piani', e questi erano piani di azione pubblica, una sorta di agenda per i governi.

Ma dato il ruolo che qui si assegna alle strategie di sviluppo, è naturale iniziare la discussione dal settore privato, che sarà, in ogni caso, al centro della scena.

Un obiettivo chiave è la creazione di un settore privato efficiente, forte e competitivo. Gli elementi principali di strategia che permettono di raggiungere tale obiettivo sono:

*            Una infrastruttura legale, che garantisca e rafforzi le leggi sulla     concorrenza, la bancarotta ed il commercio

*            Una rete di regole che incoraggi, dove possibile, la realizzazione di infrastrutture da parte dei privati, che massimizzi l'obiettivo di una reale concorrenza, e che assicuri, dove la concorrenza non è possibile, che non ci sia abuso di potere di mercato

*            La realizzazione di infrastrutture da parte del governo, nel caso i privati non intervengano

*            Una struttura macroeconomica stabile

*            Un sistema finanziario stabile e reale, gestito con un sistema di regole che assicuri non solo sicurezza e vigore, ma anche migliori la competizione, protegga i depositi, crei fiducia in un mercato azionario inteso come uno "spazio equo in cui giocare", che protegga gli investitori dagli abusi e si identifichi nei gruppi meno protetti della società

*            Una strategia di regolazioni, una strategia per la correzione di quelle distorsioni economiche che interferiscono con l'efficiente sviluppo delle risorse.

La mancata realizzazione di alcune delle riforme istituzionali fondamentali per un'economia di mercato è forse uno de fattori che ha contribuito al fallimento della transizione a un'economia di mercato di molti dei paesi dell'ex URSS. Anche nella crisi dell'Estremo Oriente ha giocato un ruolo importante la mancanza di un sistema legale e regolamentato per banche, mercato azionario e settore finanziario. Mentre l'importanza del settore finanziario per lo sviluppo è stata al centro delle riflessioni non solo della Banca Mondiale, ma anche dello Strategic Compact che è stato formulato ben prima della crisi asiatica.(22)

Perché il settore privato sia florido, l'ambiente deve essere favorevole al suo sviluppo, ossia deve disporre di forza lavoro qualificata e ben istruita.

(b) Sviluppo del settore pubblico. La strategia di sviluppo deve prestare particolare attenzione al settore pubblico. Dopo tutto, se il governo non sa condurre i suoi affari, come ci si può aspettare sappia dirigere quelli degli altri? La questione chiave per il settore pubblico è il ruolo delle autorità governative - sia per quanto riguarda il cosa fare che il come fare. La questione non è se una particolare attività deve essere sviluppata dal settore pubblico o privato, ma come i due possono meglio integrarsi, agendo come partner per lo sviluppo. I programmi quindi devono precisare quali responsabilità e quali livelli di governo devono impegnarsi nei programmi, e come il sistema governativo può interagire con la "società civile", per creare condizioni che favoriscano la trasformazione dell'intera società.

Gli ingredienti principali della strategia del settore pubblico (23) sono:

(i)                  concentrarsi sulle specifiche funzioni di propria competenza, come: creazione di un sistema di regole che favoriscano l'operatività del settore privato (come precisato al punto precedente); assicurare la crescita della salute e dell'educazione; concentrarsi sull'eliminazione della povertà;

(ii)                un rafforzamento delle proprie capacità, compreso lo sviluppo di un efficiente servizio civile, e la ristrutturazione della Pubblica Amministrazione per rendere efficace l'uso degli incentivi e dei meccanismi di mercato; (iii) un atteggiamento ben equilibrato rispetto alle proprie capacità, sia per quanto riguarda l'assunzione delle responsabilità che i modi di operare.

(c) Sviluppo della comunità. Mentre una serie di attività possono essere implementate solo a livello nazionale o internazionale, molti dei centri vitali vicini alle comunità locali e le comunità stesse sono i veicoli più efficaci per guidare la trasformazione della società. I governi nazionali sono troppo lontani e le occasioni per gestire la partecipazione sono troppo limitate. I buoni progetti di sviluppo (specie quelli finanziati attraverso i fondi sociali) possono essere decisivi per lo sviluppo della comunità. La partecipazione a livello di comunità permette di fare scelte di progetto che riflettono bisogni, preferenze, condizioni e circostanze specifiche di quella comunità. Altrettanto importante, la partecipazione locale genera impegno, che è necessario per la sostenibilità a lungo termine del progetto. La fase di partecipazione al progetto è parte integrante del processo di trasformazione. Sta aumentando la consapevolezza riguardo alla relazione fra partecipazione e sviluppo reale.

(d) Sviluppo della famiglia. Uno dei fattori più importanti per la crescita del reddito pro capite è l'aumento della popolazione, una dinamica che trae origine dalle decisioni all'interno della famiglia. Un altro fattore importante è l'educazione femminile, un'altra decisione determinata dalla famiglia; l'impatto dell'educazione femminile è speculare al ruolo fondamentale che le donne giocano nell'educare le generazioni future. Durante gli anni chiave della formazione di un bambino la famiglia è responsabile non solo dell'educazione, ma anche della nutrizione e della salute.

Si è divenuti sempre più consapevoli della forza della famiglia come strumento di sviluppo, ma siamo anche consapevoli come essa sia il centro di notevoli disfunzioni, compresa la violenza nelle famiglie.

(e) Sviluppo individuale. Per finire, la trasformazione della società implica la trasformazione del modo individuale di pensare e di comportarsi. Lo sviluppo implica il rafforzamento degli individui, perché essi abbiano più consapevolezza delle forze che condizionano la loro vita, perché possano avere più benessere e una vita più sana. Educazione e salute sono al centro dello sviluppo individuale.

Risorse, conoscenza e istituzioni.

E' stata fin qui proposta una rete di pensiero sulle strategie di sviluppo, articolata su cinque livelli: il settore privato, il settore pubblico, il governo, la comunità, gli individui. Un secondo approccio a tali strategie tende a precisare cosa occorre fornire:

(a) Risorse. Come si è rilevato precedentemente, sviluppo non significa solo aumentare le risorse: il ritorno di capitale, definito in modo esteso fino a comprendere il capitale umano, dipende dalla disponibilità di input complementari, come un ambiente economico ben gestito e istituzioni che funzionano bene. Tuttavia è chiaro che le risorse sono un importante ingrediente dello sviluppo. Una strategia di sviluppo deve elaborare piani per: favorire la crescita del capitale fisico ed umano e proteggere le risorse naturali; incoraggiare il risparmio e gli investimenti e diminuire il gap fra i due; la realizzazione di scuole ed il loro finanziamento; usare e rinnovare le risorse naturali.

(b) Management economico. Una delle caratteristiche dei paesi meno sviluppati è la limitatezza delle risorse, è questo il motivo per cui la cosa più importante è il buon uso delle risorse disponibili. Le strategie di sviluppo globali devono sforzarsi di identificare le principali distorsioni dell'economia ed i sistemi di correzione, considerando i costi sociali e gli impatti distributivi delle politiche. Di conseguenza, gli ingredienti del management economico devono essere più ampi di quelli tradizionali, incentrati su liberalizzazione, privatizzazione e macro-stabilità.

(c) Management del sapere. Sviluppo significa ridurre il gap non solo per quanto riguarda le 'cose', in termini di capitale fisico ed umano, ma anche riguardo alla conoscenza. Conoscenza e capitale sono di fatto complementari: aumentare la conoscenza facilita il ritorno di capitali, mentre capitali aggiuntivi sono l'opportunità per acquisire conoscenze più aggiornate. L'incorporare la conoscenza nelle strategie di sviluppo richiede la capacità di assorbire e adattere le conoscenze (attraverso investimenti in capitale umano e in istituzioni di ricerca), investire in tecnologie per facilitare la disseminazione di saperi e per creare cultura locale. Di conseguenza una strategia di sviluppo richiede di promuovere un management per la conoscenza. La Banca Mondiale si sta muovendo secondo questa linea, pensando se stessa come banca per la conoscenza, perché uno dei suoi fondamentali obiettivi è aiutare i paesi a diminuire il loro gap di conoscenze.24 Essa può fornire una campagna di esperienze che possono integrare la conoscenza locale, per rendere possibili scelte reali per lo sviluppo di politiche, programmi e progetti.

(d) Strategie settoriali e regionali. In molti casi è utile restringere l'attenzione dall'economia nel suo complesso verso alcuni suoi settori: alcuni comparti industriali (ad es. il settore sanitario o agricolo), alcune regioni, città (strategia urbana) o aree rurali. La città rappresenta un'arena nella quale un grappolo di elementi si muove forzatamente in modo dinamico e sistemico: le infrastrutture, l'ambiente, la salute, la finanza. In qualche modo le città sono microcosmi dell'economia nel suo complesso, e soluzioni integrate ai problemi della città possono fornire soluzioni integrate ai problemi dell'intera economia. Inoltre, molte aree urbane sono state più rapide delle aree rurali nel recepire i processi di modernizzazione; è così naturale l'attenzione particolare verso la città nel tentativo di conseguire la trasformazione dell'intera società.

(e) Capitale sociale e organizzativo. Per una trasformazione virtuosa, oltre al capitale fisico, umano e la conoscenza  è essenziale un'altra forma di capitale: quello sociale ed organizzativo, che comprende le istituzioni e le relazioni che mediano le transazioni e risolvono le dispute. Voglio soffermarmi un poco su questo punto, perché esso è spesso bruscamente liquidato nelle discussioni politiche. Le società più evolute hanno un alto livello di capitale sociale e organizzativo, benchè questo spesso assume forme che non facilitano lo scambio. Ma nel processo di sviluppo questo capitale sociale e organizzativo è spesso distrutto: la trasformazione può infatti indebolire le tradizionali relazioni fra autorità, e nuove forme di migrazioni possono tagliare i legami della comunità. Il problema è che questo processo di distruzione si verifica prima che possano essere create nuove forme di capitale sociale e organizzativo, lasciando la società priva delle necessarie strutture istituzionali, che le permettano di funzionare bene.(25)

Il capitale sociale e organizzativo non può essere importato dall'esterno, esso deve essere sviluppato all'interno di un paese, anche se la conoscenza di altre esperienze può facilitare la creazione di tale capitale. Il passo del cambiamento e il tipo di riforme deve essere adattato alla capacità di ogni paese di creare capitale sociale/organizzativo.

Questo fattore può essere, di fatto, il più importante elemento della velocità di trasformazione. Nella prima letteratura sullo sviluppo, nell'epoca in cui si pensava che il fattore principale di separazione fra i paesi sviluppati e meno sviluppati fosse il capitale fisico, ci fu un rilevante dibattito sulla capacità di assorbimento di tale capitale da parte dei paesi sottosviluppati.(26) Nell'ottica di questo paper, il punto rilevante non è la capacità di assorbire capitale, ma la capacità di trasformare la società.

La Cina ha dimostrato che un paese può assorbire molto rapidamente una quantità enorme di capitale fisico. Nella prima fase di sviluppo il fabbisogno di strade, scuole, energia, telecomunicazioni, ed altre infrastrutture è enorme, ed è difficile pensare che ulteriori risorse non potrebbero essere utilmente usate. Ma semplicemente utilizzando solo questi elementi non si produce sviluppo.

Si è molto discusso della capacity-building. La parte (relativamente) facile della capacity-building è fornire la capacità umana, l'educazione, la qualificazione, la conoscenza necessarie per lo sviluppo. La parte difficile della capacity-building è lo sviluppo del capitale sociale/organizzativo, comprese le istituzioni che permettono alla società di ben funzionare. Questo può avvenire grazie alla creazione di un ambiente favorevole:

*            al settore privato, che comprende i mercati ma anche le infrastrutture legali che permettono al mercato di funzionare correttamente

*            alla conoscenza, che permette l'assorbimento dei nuovi saperi, grazie al suo adattamento alla situazione del paese e la sua messa in uso

*            alla politica, che comprende la capacità di prendere decisioni strategiche riguardo allo sviluppo

Consistenza, coerenza e completezza.

Sono stati descritti i vari elementi che costituiscono una reale strategia di sviluppo da due punti di vista: i livelli secondo cui operare e i "building blocks" che bisogna costruire. Ma l'insieme è maggiore della somma delle parti, e le parti non devono essere solo coerenti l'un l'altra, ma devono anche combaciare e insieme definire una guida, una visione del futuro coniugata con una struttura per realizzare questa visione.

La strategia di sviluppo qui delineata non si realizza in un anno e nemmeno in cinque. Gli obiettivi di migliorare l'alimentazione e l'educazione dei bimbi dall'età prescolare daranno i frutti nell'arco di un decennio o più. La visione deve essere a lungo termine, ma nello stesso tempo devono svilupparsi quotidianamente azioni puntuali. La visione e le azioni, per essere comprensibili, devono essere sviluppate per mezzo di una struttura coerente, che richiede di definire le priorità, incoraggiare gli accordi fra parti diverse e considerare l'ambiente globale e regionale.

Priorità.

 Sappiamo che molto è necessario per un buon sviluppo, comprese le azioni di cui abbiamo fin qui parlato. Per prima cosa occorre sottolineare che, data la limitatezza delle risorse disponibili, compresa la capacità di gestione amministrativa dei paesi (sia sviluppati che sottosviluppati), bisogna definire le priorità, prestando particolare attenzione a quegli ambiti in cui con azioni limitate si possono avere effetti a larga scala. Benchè le priorità sono specifiche di ogni paese, alcune sono comuni a tutti:

* Istruzione, è  la più importante, perché senza di essa un paese non può svilupparsi, non può attrarre e realizzare moderne industrie, non può adottare nuove tecnologie che permettano una rapida crescita del settore rurale. Ma, questione fondamentale, se lo sviluppo rappresenta la trasformazione della società, l'educazione è il fattore che permette alla gente di imparare, accettare e supportare questa trasformazione. L'educazione è il centro dello sviluppo.

* Infrastrutture, in particolare comunicazioni e trasporti. Esse sono esssenziali per lo sviluppo degli affari nel mondo moderno, ma sono ugualmente indispensabili per ridurre l'isolamento dei paesi sotto sviluppati. In quanto oggi queste strutture sono in gran parte realizzate da privati è assolutamente indispensabile che i governi provvedano tempestivamente a fornire un sistema di regole e leggi. Questa è una priorità assoluta.

 * Salute - perché uno standard di base della salute è un diritto umano fondamentale, perché abbiamo sotto gli occhi i disagi che abbiamo ereditato e che continuano ad affliggere i paesi sotto sviluppati, perché senza salute è impossibile accedere al lavoro. Oggi stiamo sviluppando nuove azioni, importanti quanto la realizzazione dei tradizionali servizi medici, tendenti a diffondere la consapevolezza verso comportamenti nocivi (come il fumo) ed il sostegno di buoni comportamenti (come le diete corrette).

 * Sapere - perché, come l'educazione, arricchisce lo spirito umano, e perché, come educazione e salute, rende possibile una società più produttiva. Il potere del sapere è enorme: grazie al suo incremento, l'output che può essere ottenuto con le limitate risorse locali può mutare per ordine di magnitude.

 * Capacity-building - perché in fondo, uno sviluppo di successo, una trasformazione di successo, deve partire dall'interno del paese stesso, e per assisterla deve avere istituzioni e leadership per catalizzare, assorbire e guidare il processo di cambiamento e la società che cambia.

Strategie di assistenza e partnership. Un paese per elaborare una propria strategia di sviluppo, deve disporre di un sistema organico e articolato di idee che vanno a confluire sistematicamente in un piano. All'interno di questo, un sistema di 'donors', fra cui la Banca Mondiale, possono agire da partner, fornendo servizi 'strategici' che non sono solo il trasferimento di capitali, ma anche quei sistemi di conoscenze che sono essenziali per lo sviluppo e la 'capacity building'.

Ma la partnership va oltre il rapporto fra paese e chi fornisce aiuto; lo sviluppo implica la trasformazione di tutta la società, quindi tutta la società deve essere coinvolta.  La strategia di sviluppo richiede di indicare come questo coinvolgimento sarà operato: occorre rendere esplicito, per esempio, il ruolo del governo, il sistema di decentramento del settore pubblico, le aree che potranno essere gestite direttamente dai settori privati o dalla società civile. Più in generale i "termini del contratto" fra governo, settore privato e società civile.

Coerenza fra ambiente  globale e regionale. E' stato sottolineato che tutte e cinque le componenti della strategia di sviluppo sono interrelate; ad esempio deve esserci integrazione fra strategie del settore pubblico e privato, così come fra le strategie nazionali e quelle locali. A ciascun livello la strategia deve essere coerente con l'ambiente all'interno della quale deve essere collocata, sia a scala superiore che inferiore. E tutte le strategie operano all'interno di un cambiamento globale dell'ambiente, il quale sta aprendo nuove opportunità: ampi mercati internazionali per le merci, così che i paesi non devono limitare la loro prospettiva alla crescita alla sola domanda interna; la possibilità di ampi flussi di capitali internazionali, per integrare le risorse interne.

Ma queste opportunità devono essere accompagnate da nuove sfide. Per esempio, una forte dipendenza per l'esportazione di merci o l'importazione di capitali espone i paesi alle vicissitudini dei mercati esteri: così, un rovescio economico su un mercato estero può chiudere le possibilità di export, oppure, un repentino cambiamento nella psicologia degli investitori può ridurre rapidamente i flussi di capitale dall'estero. Per superare questi rischi, che spesso comportano forti costi per l'economia, rivelatisi disastrosi nell'esperienza dei paesi in via di sviluppo, i governi locali devono aumentare la capacità di dirigere la propria economia, la quale a sua volta dipende dal rafforzamento delle istituzioni e delle norme economiche. Le nuove strategie di sviluppo devono saper trarre vantaggio dai nuovi processi di globalizzazione, ma, nello stesso tempo, devono saper ridurre la vulnerabilità del paese dagli inevitabili shock correlati alle sfide globali.

Tutti i paesi, sviluppati o no, condividono il nostro pianeta, di conseguenza devono risparmiare assieme le scarse risorse, compresa l'atmosfera. La difesa della nostra atmosfera - grazie alla riduzione dei gas serra - è un esempio di un bene pubblico internazionale, i cui benefici vanno a tuttti.(27) Una strategia di sviluppo richiede di sviluppare una visione di come questi beni collettivi devono essere gestiti.

Vi è un altro aspetto dello sviluppo globale che diventa particolarmente importante quando si vede lo sviluppo attraverso la lente della trasformazione della società. Abbiamo visto come alcuni paesi abbiano registrato notevoli successi nella trasformazione e che quelli che sono nella prima fase di transizione possono imparare dall'esperienza (positiva o negativa) degli altri. La diffusione delle esperienze gioca un ruolo importante per l'avanzamento dello sviluppo.

 V. Commenti conclusivi 

Nell'ultima metà del secolo abbiamo imparato che lo sviluppo è possibile, ma non inevitabile. Abbiamo imparato che lo sviluppo non è un insieme di aggiustamenti tecnici, ma una trasformazione della società.

All'inizio di questo paper ho parlato della delusione verso il "Washington consensus", le cui indicazioni hanno fallito l'obiettivo dello sviluppo, perché troppo limitate sia rispetto agli obiettivi che agli strumenti. Successivamente ho tentato di illustrare gli elementi fondativi di un paradigma alternativo a quello del "Washington consensus". In ogni modo quello che ho sostenuto è lontano dall'essere rivoluzionario: nella Banca Mondiale e ancor più nella comunità dello sviluppo nell'ultimo decennio è andata crescendo l'attenzione per la salute e l'educazione, e i provvedimenti a favore del GDP sono stati presi in funzione dell'aumento del saggio di sopravvivenza e di alfabetizzazione. Abbiamo riconosciuto l'importanza della sicurezza economica e lavorato per la creazione di reti di sicurezza. E' cresciuto il consenso verso gli obiettivi dello sviluppo  democratico, equo e sostenibile. Qui ho tentato di argomentare che l'insieme è più grande della somma delle parti, e uno sviluppo di successo deve focalizzarsi sull'insieme: la trasformazione della società. Siamo ben preparati per questo obiettivo, perché abbiamo preso in considerazione un sempre crescente numero di fattori - ricordando come in passato si siamo sottovalutate componenti importanti, come il ruolo della competizione, dei mercati finanziari e di più forti infrastrutture istituzionali.

Ma ho tentato anche di argomentare che una trasformazione di successo riguarda non solo cosa fare, ma come farlo. Questo ampliamento di prospettiva riguarda le strategie, le politiche ed i processi. Significa lavorare con lealtà, in partnership e partecipazione, parole che troppo spesso suonano come appelli alle quotidine panacee politically correct. Ho tentato di spiegare il legame fra queste parole e la teoria dello sviluppo, e come questi processi possono favorire un positivo sforzo di sviluppo.

Onestamene, devo aggiungere ancora una parola. Parlando della trasformazione della società ho eluso una questione centrale: trasformazione verso quale genere di società e per quali fini?

Inoltre, alcuni hanno obiettato che lo sviluppo distruggerà i valori tradizionali. In alcuni casi potrà esserci conflitto tra pensiero scientifico e tradizionale. Ma oggi lo sviluppo presta grande attenzione alla difesa dei valori tradizionali, in parte perché questi valori servono come forza di coesione nel momento in cui molte altre forze stanno dissolvendosi. Mantenere le organizzazioni sociali e rafforzare il capitale sociale sono le azioni chiave per un processo di trasformazione di successo. Inoltre è importante notare che gran parte del progresso è collegato a un'idea di sviluppo che riflette valori guida universali - le madri che non vedono i loro bimbi morire in età infantile, che vedono l'apertura delle menti alle nuove conoscenze e opportunità -

Ma c'è un'ultima ragione in cui credo con franchezza: alla trasparenza dei processi, che contribuisce a una società più aperta e democratica. Per me questi sono i valori più nobili.


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