FERNANDO SANTI“UN UOMO, UN’ IDEA”
Celebrazioni per il centenario della nascita
COMUNE DI PARMA - PROVINCIA DI PARMA
CGIL NAZIONALE - CGIL PARMA - CISL PARMA - UIL PARMA
LEGA COOPERATIVE
COMITATO PROMOTORE DELLE CELEBRAZIONI PER IL CENTESIMO ANNIVERSARIO
DELLA NASCITA DI FERNANDO SANTI IN PARMA
Con i patrocini di
PRESIDENZA DELLA CAMERA DEI DEPUTATI
REGIONE EMILIA ROMAGNA
Info: Comune di Parma Tel. 0521 218297
MERCOLEDÌ 13 NOVEMBRE
ore 15,30 visita alla Casa Natale (via Savani)
ore 16: commemorazione ufficiale - Teatro Regio
Saranno presenti il Sindaco, il Presidente della Provincia, ed autorità cittadine con l'intervento del
segretario nazionale CGIL GUGLIELMO EPIFANI.
Al termine della commemorazione l'attore Giancarlo Ilari leggerà alcune testimonianze di Fernando Santi
ore 18 - Oratorio Novo della Biblioteca Civica, vicolo Santa Maria
Inaugurazione della mostra iconografica documentaria su Fernando Santi, curata da Roberto Spocci,
alla presenza di Guglielmo Epifani, del Sindaco e delle massime autorità cittadine
SABATO 16 NOVEMBRE ore 16,30 - Palazzo Cubani, piazzale San Francesco
Presentazione del libro curato da Roberto Spocci Fernando Santi. Un uomo, un’idea,
con la prefazione di Sergio Cofferati
Interverranno Piero Boni (presidente Fondazione Brodolini), Luciano Dallatana e
rappresentanti delle segreterie nazionali delle Organizzazioni Sindacali CGIL - CISL - UIL.
Al termine della presentazione l’attore Giancarlo Ilari leggerà alcune testimonianze di Fernando Santi
Il volume è prenotabile presso la Casa editrice MonteUniversitàParma,
vicolo del Leon d’Oro 6 Parma, tel/fax 0521.386014
VENERDÌ 29 NOVEMBRE ore 16 - Salone delle Feste di Palazzo Sanvitale
Convegno sul tema Il Sindacato in Emilia Romagna al tempo di Fernando Santi con interventi di
Adolfo Pepe (Fondazione «Giuseppe Di Vittorio»),
Luca Baldissara (Università di Pisa),
Lorenzo Bertucelli (Università di Modena e Reggio Emilia),
Anna Quarzi (Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara),
Alessandro Luparini (Università di Pisa)
Marco Minardi (Istituto Storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Parma)
A cura dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Parma
Nel mese di dicembre verrà presentata la videointervista di VITTORIO FOA curata da
Federica Montevecchi e Roberto Spocci con la regia di Pietro Medioli, in preparazione della tavola rotonda
Commemorazione di Fernando Santi
nel trentennale della sua scomparsa
A trent’anni dalla scomparsa voglio rendere partecipe questa Assemblea del ricordo della figura di Fernando
Santi, “uno dei nostri” come lo definisce efficacemente il manifesto che ne annuncia le commemorazioni ufficiali.
Affermiamo che Fernando Santi era “uno dei nostri”, non per faziosità o spirito di parte, ma perché è stato ed è ancora,
attraverso il suo agire, i suoi insegnamenti e il suo esempio, uno di quei combattenti per il riscatto materiale e civile dei lavoratori e degli oppressi, al pari di tutti coloro che nel Risorgimento, nella Resistenza e nell’epoca repubblicana, diedero all’Italia la
dignità di Nazione.
Nato a Golese nel 1902 da una famiglia poverissima, iniziò diciottenne la sua attività sindacale nella Camera del Lavoro di Parma per poi dirigere quella torinese nel 1925.
Negli anni trenta intraprende l’attività di rappresentante di
commercio, anche e soprattutto, per mantenere clandestinamente i contatti con i compagni antifascisti.
Dopo aver conosciuto il carcere fascista, partecipa alla Resistenza ricoprendo la carica di commissario politico del battaglione Matteotti in Val d’Ossola e
partecipando all’insurrezione milanese del 25 aprile 1945 al fianco di Sandro Pertini, Leo Valiani, Riccardo Lombardi, Emilio Sereni, Luigi Longo.
Nel secondo dopoguerra continua la sua attività sindacale dapprima come segretario della Camera del Lavoro di Milano,
poi nella segreteria nazionale della CGIL. Viene eletto deputato nelle fila del PSI nella I, II, III e IV Legislatura, sempre nella circoscrizione Parma, Modena, Piacenza e Reggio Emilia.
La personalità di Fernando Santi era complessa, straordinariamente
interessante. Le sue idee infatti, si riveleranno estremamente moderne, spesso al punto di non essere capite, pur nella loro fondatezza.
Fernando Santi era un grande sindacalista, precursore di tante realizzazioni che sono oggi di estrema attualità. In questa
sua attività era anche e soprattutto un uomo delle Istituzioni. Fermo sostenitore dell’unità sindacale, non antepose mai gli interessi particolari a quelli generali, ma si fece promotore di un pieno inserimento dei lavoratori nella giovane democrazia repubblicana,
bisognosa come non mai di allargare la propria base sociale. Lasciamo alle sue parole questo concetto: Perché l'albero della democrazia metta profonde radici e dia i buoni frutti della concordia civile e della giustizia sociale, è necessario che i diritti politici
dell'uomo come cittadino siano accompagnati e sostanziati dai diritti sociali dell'uomo come lavoratore […]. La sua azione si svolge nell'ambito della Costituzione, […] perché si prefigge un fine democratico e costituzionale: la realizzazione dei diritti sociali
che la Costituzione riconosce ai lavoratori."
L’attualità del pensiero di Fernando Santi è rinvenibile anche nel suo originale e convinto europeismo. Nei giorni in cui Fidenza celebra il decennale del gemellaggio con Herrenberg suonano premonitrici le
parole di Fernando Santi ad un convegno degli “Amici de Il Mondo” tenutosi nel 1955: “Credo sinceramente alla necessità che ognuno di noi si impegni per costruire una Europa economicamente e politicamente unita, che sia forza di pace e di progresso, per sé e
per il mondo”. Fernando Santi voleva un Europa che fosse un’occasione per i lavoratori, per il loro definitivo ingresso nei processi politici e sociali delle democrazie moderne, in cui fosse possibile eliminare il prevalere di quegli interessi oligopolistici che
limitano un effettivo esercizio dei diritti di cittadinanza. Un’Europa nella quale, come ha affermato sabato scorso il sindaco Tedeschi di fronte agli amici di Herrenberg, prevalgano i rapporti umani.
È l’Europa che vogliamo costruire.
Fernando Santi era
un laico, ma un laico consapevole. “[…] i preti [..] bollavano i socialisti come figli del demonio - scriveva - e stavano sempre dalla parte dei padroni […]. Oggi anche loro sono cambiati, aiutano gli scioperanti, c'è stato Papa Giovanni, e ci sono
le ACLI che certe volte cercano perfino di dare dei punti in testa ai socialisti. Meglio così”. Era dunque un laico consapevole della necessità del dialogo con la chiesa, quella autentica, quella - mi sento di dire – di Celestino V e non quella di Bonifazio
VIII.
Fernando Santi era un socialista, anche in questo moderno, lungimirante e attento all’evolversi della situazione politica generale. Al congresso di Genova del 1948 si batté per una linea che predicava la stretta collaborazione sul piano sindacale con
le formazioni politiche facenti capo al movimento operaio; la totale autonomia del Partito Socialista sul piano politico e il non allineamento fra Stati Uniti e URSS in politica estera. Una linea che anticiperà le scelte attuate dalle socialdemocrazie scandinave negli
anni ’70. Scelte che hanno rappresentato la più avanzata elaborazione teorica e politica del socialismo mondiale e che Fernando Santi già prefigurava trent’anni prima.
Per concludere voglio ricordare Fernando Santi con le parole che l’allora Presidente della
Camera Sandro Pertini pronunciò il 23 ottobre 1969 nella commemorazione ufficiale nell’aula di Montecitorio: “Bramava dire che così si era fatto alla scuola dei maestri di vita come Filippo Turati, Claudio Treves, Camillo Prampolini. Ed aveva ragione di
affermare questo non solo per rivendicare un privilegio, ma anche per rispondere a chi con sufficienza definiva "romantici" questi socialisti che come lui erano persuasi non potersi avere socialismo senza libertà. "Romantici", uomini come Fernando
Santi che con fermezza seppero battersi; che hanno sempre pagato di persona; che il partito hanno servito senza mai servirsene e che non consideravano la politica quale occasione propizia per ottenere poltrone e prebende, ma quale missione d'assolvere solo
nell'interesse della classe lavoratrice e del paese”.
Davide Vanicelli
Consiglio Comunale di Fidenza, 27 settembre 1999