altre interessanti iniziative :

Gli Argomenti Umani  L'associazione collegata alla fondazione Nenni La Fondazione ItalianiEuropei

Socialisti e repubblicani nei DS

 

Il dibattito: l'Internazionale dei democratici o quella dei socialisti? E, comunque, si può dare concretezza alla Internazionale?

Vedi anche alcuni degli articoli riportati in Evoluzioni ed involuzioni, ed, in particolare, Giorgio Ruffolo:dietro la fragile unità dei Ds lo spettro della guerra di Troia e, Giuliano Amato: no al Prodi-Cofferati 

Intini:gli scenari del socialismo europeo

Napolitano:la macchina delicata del riformismo

Ruffolo:la sinistra e l'ordine nuovo Il seminario di Aylesbury Amato:sbagliato rincorrere il centro
Boselli:riformare l'Internazionale Veltroni: l'avevo detto altri interventi 

Intanto...avanti con tutte le reti possibili: dai Laburisti che non si sciolgono, ai Riformatori per l'Europa che misurano la insensibilità politica dei DS, ai tanti compagni dello SDI non "rassegnati e contenti". Anche Tamburrano si rimette in moto con la Fondazione Nenni. Ruffolo progetta di rilanciare la Società Fabiana.Siamo andati a trovare Stefania ed i compagni della Fondazione Craxi a Radicofani.La sinistra ha bisogno di tutte le sue energie, e non solo degli eterni possessori della verità, non più rivoluzionaria ma saldamente burocratica. Bene! Dateci notizie e...non chiudetevi. Insieme saremmo già una forza sufficiente a farsi sentire, anche perché parliamo la lingua antica della sinistra che sa guardare lontano.


Nota introduttiva ( a settembre2002)

Dopo le amministrative parziali

Non solo Francia...

 

Speravamo di riuscire a dare qualche ulteriore notizia, ma i compagni capiranno facilmente che niente può essere più dannoso di un annuncio intempestivo o di una anticipazione di note e documenti su cui si sta lavorando. Quel che possiamo dire, e chiediamo di essere creduti sulla parola, è che non ci siamo arresi alle difficoltà, e proseguono intensamente contatti ed incontri per giungere ad una inziativa comune tra tutti coloro che - ferma l'opposizione al centrodestra- credono fortemente che la scomparsa dell'area politico-culturale laico-socialista sia un danno per il paese e per ogni prospettiva di recupero di una politica di progresso civile, economico e sociale. Possiamo chiedere ai nostri lettori una cosa sola: di visitare spesso il sito, perché non appena ci sarà un annuncio da dare od un documento significativo da pubblicare, lo faremo. Intanto...partecipate a tutte le iniziative e gli incontri di cui diamo notizia, fate sentire che non siamo in pochi a pensare che il riformismo socialista non può morire.   

Dopo gli ultimi avvenimenti, ed il rischio crescente di una frattura insanabile non solo tra i sindacati, ma anche tra visioni diverse dei compiti e delle responsabilità di una moderna forza di sinistra, cresce l'urgenza di una iniziativa politica che dia voce e rappresentanza a chi non accetta che ci sia solo subalternità, alla destra in tema di sviluppo economico, o alla sinistra massimalista o girotondina in tema di diritti e di rivendicazioni.

Non abbiamo pensato mai ad un ritorno all'indietro - verso i partiti di dieci o venti anni fa- ma abbiamo puntato con forza alla costruzione di un moderno partito del socialismo europeo, commettendo molti errori, sopratutto di sopravvalutazione di espressioni verbali, anche calorose.

Di giorno in giorno la possibilità che i DS si trasformassero radicalmente è apparsa sempre più remota, ma non per questo abbiamo smesso di intervenire francamente, anche con toni non sempre apprezzati, in un partito di antiche liturgie conformiste.     

Cosa succederà nelle prossime settimane è difficile dirlo.

Noi sappiamo quello che faremo: continueremo a lavorare perché l'Italia abbia un partito della sinistra socialista riformista capace di tenere il campo, senza strilli superflui ma anche senza entusiasmi liberisti. Naturalmente non pensiamo ad una formazione degli ex-PSI, ma al partito di tutti coloro che hanno imparato davvero la lezione della storia.

Stiamo lavorando, senza segreti maniacali ma con la necessaria riservatezza, ad un documento attorno a cui concretizzare ampie ma politicamente significative convergenze, prevedendo fin d'ora per l'autunno un incontro con tutti coloro che vorranno partecipare.

Intanto...ringraziamo Rino Formica che ci ha autorizzato a pubblicare alcune note su cui si è sinora svolto il confronto, e si sono realizzate molte convergenze: un documento più completo sarà pronto alla ripresa, a settembre, per consentire un più ampio avvio della discussione, che non può restare "privata". Se il tutto potrà diventare un fatto politico di rilievo dovremo deciderlo insieme, in sedi e forme pubbliche, che rendano possibili le assunzioni di responsabilità. (settembre 2002)

 

Dopo le amministrative parziali

Se c'era bisogno di una conferma del fatto che così non si va da nessuna parte, sono arrivate puntualmente le parziali elezioni amministrative: tutti contenti nel centrosinistra, specie dopo i ballottaggi..ma per che cosa?  Il rischio che si profila è di un governo poco incisivo e di una opposizione più solida...per dieci o quindici anni. Che il centrosinistra abbia bisogno di altro per recuperare e candidarsi seriamente a governare dovrebbe essere evidente. Ma per questo non basta la somma di postcomunisti e postdemocristiani, occorre la ripresa - o l'inizio, perché ce n'è stata veramente poca- di una riflessione sulla società di oggi e sulle risposte che una moderna e rinnovata sinistra deve dare ai problemi di oggi.

Le risposte non le ha in tasca nessuno, ma le basi culturali e politiche delle risposte da trovare stanno nella cultura laica socialista-democratica e socialista-liberale della "nostra" orgogliosa storia. Coraggio compagni...come ripeteva Nenni: non è mai vinto chi non si dà per vinto.     

Work in progress, e così è inevitabilmente disordinata questa pagina, che registra partenze e ripartenze, appelli e vuoti, speranze e delusioni. Qualche fiammella nel buio dei girotondi e dei massimalismi, si potrebbe dire. 

 

Molte delle riflessioni sulla sconfitta della sinistra in Francia ci riguardano da vicino e sono, anzi, il "nostro" dibattito. 

Qui, un po' alla rinfusa, altri materiali per la riflessione...

Spini: colmare il vuoto con l'innovazione socialista 

Giuliano Amato: qualche riflessione e qualche speranza

 

F.Besostri: tenere la barra Amato: partiti e nuovo populismo Giddens:«La ricetta per la nuova sinistra» M. Casalinuovo: sinistra, riformismo e ruolo dei partiti
Giudice: l'ultimo dei sagrestani Il 2° Congresso dello SDI   Valenza:siamo tutti riformisti? 

Giudice: una prospettiva socialista e riformista

Nannicini: problemi del riformismo  Amato al Convegno di "ItalianiEuropei" Salvati: la partita riformista D'Alema: diversi da quelli del Palavobis 
Caldarola: la sinistra parolaia Il Congresso della UIL Ruffolo: per un nuovo partito riformista Guidi: lettera aperta a tutti i socialisti
Salvati:centrosinistra al bivio Gianfranco Pasquino: critica della sinistra italiana Tronti: una solida restaurazione Coen: un riformismo solo proclamato

 

Giorgio Ruffolo:  Un partito e un'idea per il centrosinistra 

                              Anche questi,prima o poi, pasaràn!

 

G.Amato:lezione sul riformismo G. Amato ed A.Giddens:le riforme al tempo del mercato globale Gaetano Arfé: Il riformismo carico di storia
Intini: omaggio ai compagni che non sono fuggiti Mario Artali: DS e dintorni Penna: i socialisti,oggi

 

Del tutto insufficienti le risposte dei nuovi organismi dirigenti dei Democratici di Sinistra

Dopo il Congresso, si accentua il malessere

Ci proviamo anche con i repubblicani...

 
Per il 110 ° anniversario della fondazione del PSI.

Sarebbe facile e quasi ovvio, riflettere sul centodiecesimo anniversario della nascita del PSI in termini tutti rivolti al passato e di sconsolato pessimismo sul presente. Ma oggi,dopo circa otto anni di seconda repubblica, il tema deve essere un altro. La ricorrenza del centodiecesimo anniversario della fondazione del Partito Socialista Italiano va considerata un'occasione propizia per riflettere su come colmare un vuoto che si è aperto nella politica italiana. Non c'è dubbio infatti che un forte partito socialista,non solo europeo, ma anche innervato nella tradizione del socialismo italiano, con le sue caratteristiche riformiste,laiche e libertarie, sarebbe l'elemento aggiuntivo decisivo per portare alla vittoria una moderna coalizione di centro-sinistra e modificare i rapporti con il centro-destra.
Molti di noi sono stati impegnati a vario titolo nei più svariati tentativi in questa direzione. Altri si sono tenuti aldifuori di questi tentativi, ma sono potenzialmente disponibili ad un impegno politico. Senza stare a dare voti a nessuno, credo che la unanime constatazione sia che nessuno di questi tentativi abbia risolto il problema.
Pure il problema si pone. Un'ipotesi riformista che attragga nuovi consensi e impedisca a Berlusconi di spaccare il paese in due dal punto di vista della giustizia,dell'economia, dei rapporti economici e sociali, ed in questo modo di mantenere al potere il centro-destra. Una riaffermazione franca della dignità dello stato laico, di fronte al risorgere di intolleranze impensabili,la riapertura ad una partecipazione politica che vada oltre i ceti dirigenti dell'ex-Pds, dell'ex DC o di movimenti e forze che erano stati antisocialisti, sono tutti elementi che porterebbero del nuovo nello schieramento politico italiano. 
C'è tanto conservatorismo nella sinistra e nel centro sinistra e una nuova grande stagione innovativa del filone socialista italiano è quanto mai necessaria.

Valdo Spini

 

(fine dicembre 2001) Siamo alla fine di un anno travagliato, e, a Congresso DS concluso - su come e con quanti pochi entusiasmi ci soffermiamo in altra parte dell'Ossimoro- non è per nulla chiaro se e come possa iniziare il percorso verso la costruzione del Partito del Socialismo Europeo in Italia.

Se la "Cosa 2" è fallita ed altre operazioni del genere non sembrano probabili (né significative), data la difficoltà dei DS  ad aprirsi davvero, una federazione tra le attuali forze- l'alleanza delle piccole e meno piccole nomenklature- non sembra avere un grande fascino, e Boselli preme già il piede sul freno (vedi, su tutti questi temi,il materiale sul Congresso DS ed  i primi commenti (a partire da quello di Ruffolo, ma anche di osservatori esterni), nonché gli interventi  di compagni di diversa collocazione (tra cui Giuseppe Giudice).

Da subito abbiamo raccomandato di mantenere aperta la discussione alla ricerca di qualche idea nuova, che non può nascere se non ci si confronta, se tutti coloro che  hanno creduto - e  credono ancora - alla prospettiva socialista non mantengono forte la pressione: dai giovani della Costituente ai "Comitati Amato", dalla Associazione presso la fondazione Nenni ai molti nei DS e nello Sdi che non accettano la sconfitta. Tra questi segnaliamo con piacere l'area della sinistra repubblicana, che accetta pienamente la prospettiva di un partito riformista che stia nel PSE.

Occorre quindi mettere in conto sempre più - e mi riferisco a chi sta nei partiti- forme di organizzazione e di azione libera ed autonoma.

Che senso ha d'altra parte languire nella attesa, mentre la destra trionfa e la sinistra riformista è un fantasma?

Nel corso del 2002 qualcosa deve accadere, dobbiamo farla accadere, con o senza i partiti attuali, con o senza le attuali dirigenze.

(ottobre-novembre 2001) Il dibattito sulla prospettiva di costituzione di un forte partito del socialismo in Italia si svolge oggi, in gran parte ma non esclusivamente, nel ed attorno al dibattito- drammatico per alcuni aspetti- in casa Ds. Al Congresso DS dedichiamo una ampia parte dell'Ossimoro. E tuttavia ci pare importante che anche altre iniziative ci siano e si rafforzino. Il partito del socialismo deve avere confini più ampi, ed il dibattito deve diventare più impegnativo di quello che oggi seguiamo con passione.

 

Giuliano Amato : 

le culture riformiste e le liti nella sinistra

a Massimo D'Alema per ItalianiEuropei

 

Dibattito al De Amicis ed altri contributi

Attorno alla questione socialista

I comitati per la sinistra riformista Luca Molinari: proposte per la sinistra
Molti compagni si chiedono - e qualcuno ci chiede - che rapporto può esserci tra la iniziativa di Giuliano Amato, quella dei compagni che si sono incontrati più volte presso la Fondazione Nenni, dando vita infine ad una Associazione, gli appelli che vengono da parti significative dello SDI, il dibattito faticosamente avviato per il Congresso DS. Non c'è - non può esserci- una risposta univoca. Allo stato delle cose sarebbe velleitario chiedere che tutto confluisca subito in una sola iniziativa. Non c'è solo il passato ad impedirlo, ci sono anche le ragioni dei numeri e delle ...abitudini, quelle che hanno ridotto a così povera cosa la "Cosa 2"- a cui pure abbiamo partecipato con entusiasmo- che hanno ridotto a rituale lo sforzo di Ruffolo e di molti validi compagni sul "Progetto", insomma tutto quello che ha finora impedito ciò che da anni sarebbe stato ragionevole, il ritrovarsi sotto le stesse bandiere - in forme libere e di libero confronto, perché nessuno ha le soluzioni in tasca- di tutti coloro che credono che il Socialismo non è morto ed è ancora l'unica identità possibile per una sinistra che voglia far sentire la sua autonoma voce anche all'interno della necessaria alleanza di centrosinistra, comunque si chiami.
Così vorremmo partecipare a tutte queste iniziative, per coglierne tutte le potenzialità, non nascondendoci difficoltà e problemi, ma non trasformando le difficoltà in giustificazioni del fallimento.
Ecco perchè ci sembra giusto mettere insieme le critiche più feroci e le speranze più alte: se qualcuno verrà dopo di noi non ci giudicherà sul fatto che avevamo o meno ragione su qualche specifico punto, ma sulla capacità od incapacità di guidare il processo di ricostruzione della sinistra ad uno sbocco positivo.  M.A. 

Due sono le iniziative in corso: quella della fondazione Nenni (in cui è confluita quella da noi stimolata prima delle elezioni) e quella delle riviste riformiste. Altre sono in incubazione, anche perché c'è spazio per una visione del "partito nuovo" come espressione politica di tutti i socialisti, inclusi coloro che credono che il riformismo non possa prescindere da un ampio movimento di popolo. A questa idea del riformismo l'Ossimoro si ispira.  Scriveteci

Costituita l'associazione amici della Fondazione Pietro Nenni per il socialismo

Per la costituzione dei comitati per la sinistra riformista

L'internazionale socialista a Lisbona

Prima delle elezioni avevamo lanciato, con il documento "Per un impegno socialista nel centro sinistra" una iniziativa per sostenere il centrosinistra, e, contemporaneamente, l'esigenza di una franca scelta socialista per la forza nuova da creare. Dopo le elezioni c'è la iniziativa di Giuliano Amato, ci sono le ripetute dichiarazioni di Massimo D'Alema per una scelta socialdemocratica, c'è la sensazione che il tema sia tornato d'attualità, pena la scomparsa di una moderna sinistra dal nostro paese. Sarà possibile mettere insieme energie diverse, spesso divise dalla storia - o dalla cronaca- ma che alla fine insieme dovrebbero stare? Vogliamo provarci, per quanto difficile sia. E, con Giuliano Amato, siamo convinti che bisogna provarci dal basso, con la libera volontà di chi, iscritto o meno ad un partito, pensa che la battaglia socialista meriti di essere combattuta.

G.Amato: i riformisti nella casa dei socialisti europei

G.Ruffolo: la sinistra si riscatti

D'Alema: identità socialista

Boselli: si ma senza trucchi

Cafagna : i progetti di Amato

Si è aperta la discussione: interventi e contributi

Altri articoli in "Evoluzioni ed involuzioni"(anche sul Congresso DS)  ed in "Confronto a sinistra"     

Torna alla pagina precedente

Vai alla prima pagina