8 luglio 1978: Sandro Pertini diviene presidente della Repubblica F. Coen:il "compagno Presidente" La mostra a Milano Pertini, un secolo di storia italiana
Ciampi ricorda Pertini Il Presidente più amato
Il si alla fondazione Turati
Nonno coraggio

Stefano Rolando. Un ricordo di Sandro Pertini


La mostra su Sandro Pertini è una rassegna ben più complessa su quasi un secolo di storia italiana, cui la vita di Pertini fu legata indissolubilmente. Nei suoi momenti più drammatici - la Grande Guerra, l’avvento del Fascismo, la repressione della libertà, la Resistenza, e poi gli anni bui del terrorismo, delle stragi mafiose – ma anche negli attimi più luminosi – l’affermarsi del movimento operaio, la Liberazione, la creazione delle Istituzioni democratiche e la ricostruzione economica e sociale del nostro Paese. 
Sandro Pertini è stato un socialista, un antifascista costretto all’esilio e alla clandestinità, un partigiano. La mostra su Sandro Pertini non è solo una mostra sulla sua lunga vita, spesa con rigore e passione al servizio della giustizia sociale e della libertà. E nemmeno può soffermarsi unicamente sul suo settennato alla Presidenza della Repubblica, che pur lo ha reso il Presidente più amato della storia repubblicana. 
Ma anche un protagonista delle Istituzioni: eletto nel 1946 alla Costituente, e poi ininterrottamente deputato in Parlamento, nel 1963 divenne vice-presidente della Camera dei Deputati e nel 1968 Presidente, riconfermato nel 1972. Erano anni difficili e Pertini fu all’altezza delle aspettative, dando prova di grandi doti di equilibrio, di fermezza e di umanità: le stesse per le quali venne eletto nel 1978 alla Presidenza della Repubblica. 
Il periodo del settennato, dal 1978 al 1985, ha visto la democrazia italiana in grave pericolo: il ‘Presidente Pertini’ ha saputo infondere coraggio ai propri concittadini, mantenendo un costante dialogo con gli italiani e rappresentandoli nei suoi frequenti incontri con le maggiori personalità sulla scena internazionale. In molti ne hanno studiato il ‘mito’, la mostra racconta la vita di Pertini. E ricorda come, se di ‘mito’ si può parlare, esso sia nato dalla storia stessa del nostro Paese.

Il Presidente della F.I.A.P. Aldo Aniasi 
Il Sindaco  di Milano Gabriele Albertini 
L'Assessore alla Cultura e Musei  Salvatore Carrubba 


invitano alla inaugurazione della mostra su 

Sandro Pertini

lunedì 27 settembre 2004 - Ore 12.00 
Palazzo della Ragione 
Piazza Mercanti – Milano 

La Sua presenza è gradita anche alla 
Tavola Rotonda 
Sandro Pertini: antifascista, partigiano, 
presidente 
che si terrà a Palazzo Marino - Sala Alessi 
Lunedì 27 settembre 2004 - ore 09.30 


Introduzione di Aldo Aniasi 
Saluto del Sindaco Gabriele Albertini 
Interventi di:  Gianni Bisiach, Salvatore Carrubba, Antonio Maccanico, Maurizio Punzo, Giuliano Vassalli, Sergio Zavoli 

F.I.A.P. 
Federazione Italiana Associazioni Partigiane 


Con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica 

Il Patrocinio della Presidenza della Camera dei Deputati, Regione Lombardia, Provincia di Milano 
e Camera di Commercio di Milano 


28 settembre - 24 ottobre 2004 
Palazzo della Ragione Piazza Mercanti – Milano


Orari 
mercoledì, venerdì, sabato e domenica 9.30-19.30 
martedì e giovedì 9.30-22.00; lunedì chiuso 

Ingresso libero 
Informazioni 
Tel 02 83 78 830 – 83 75 465 
Ore 9-17.30 

 

PERTINI un secolo di storia italiana

Sandro Pertini nasce a Stella, Savona, il 25 settembre 1896. 

Laureato in Giurisprudenza e in Scienze politiche e sociali, si avvicina ben presto al Partito Socialista. Partecipa alla Prima Guerra mondiale, distinguendosi per il proprio valore. 

Nel dopoguerra intraprende la professione forense e inizia un’intensa attività politica nelle file del socialismo e dell’antifascismo, cui consegue una serie di processi: la sua prima condanna è a otto mesi, mentre nel 1926 gli vengono inflitti cinque anni di confino. 

Sottrattosi alla cattura, si rifugia a Milano e partecipa all’organizzazione della fuga di Filippo Turati in Francia, dove rimane, tra Parigi e Nizza, svolgendo i più svariati mestieri, dal muratore al tassista. Tornato in Italia nel 1929, viene arrestato, nuovamente processato dal Tribunale speciale e condannato a 11 anni di reclusione. 

Scontati i primi sette, viene assegnato al confino per altri otto: sua madre firma una domanda di grazia. Lui rifiuta. 

Tornato libero nell'agosto 1943, entra a far parte del primo esecutivo del Partito Socialista. 

L'8 settembre combatte contro i tedeschi a Roma a Porta San Paolo accanto ai militari e ai cittadini. Partecipa all'organizzazione delle prime formazioni della resistenza romana. 

Catturato unitamente a Giuseppe Saragat dalle SS è condannato a morte. 

Evade dal carcere di Regina Coeli nel gennaio del '44 e riprende la lotta contro i nazifascisti fino alla liberazione di Roma (4 giugno '44). Riprende la lotta e partecipa alla liberazione di Firenze nell'agosto del '44. 

Attraversa la Francia, scala il Monte Bianco, raggiunge l'Italia occupata e da Milano organizza unitamente a Leo Valiani ed Emilio Sereni l'insurrezione generale del 25 aprile del '45. 

Per il suo contributo alla Resistenza, viene insignito della Medaglia d'Oro al valor militare. 

Dopo la Liberazione, viene eletto Segretario del Partito Socialista Italiano di Unità proletaria nel 1945 e Deputato all'Assemblea Costituente. 

Direttore dell'Avanti! dal 1945 al 1946 e dal 1950 al 1952, nel 1947 assume la direzione del genovese Il Lavoro. 

Senatore nel 1948, sarà poi deputato fino al 1978. 

Nel 1963 è Vice-Presidente della Camera, e nel 1968 ne diviene Presidente.

Viene eletto Presidente della Repubblica l'8 luglio 1978. 

Trascorso il settennato, nel 1985 diviene Senatore a vita. 

Il 24 febbraio 1990 muore a Roma. 


Torna alla pagina precedente

Vai alla prima pagina