Socialismo é libertà: statuto ed organi di coordinamento

Ci scrivono per aderire . Il dibattito su l'Ossimoro.

Pieno successo delle prime iniziative: la riunione del Comitato direttivo nazionale e il Convegno svoltosi a Napoli

I socialisti nei Ds: a sinistra, ma non subalterni 

A sinistra, ma non subalterni

Il grande successo delle prime iniziative di "Socialismo è libertà" incoraggia i moltissimi compagni che hanno scelto di aderire con forte convinzione alla nuova associazione proseguendo la loro attività politica nel partito dei Democratici di Sinistra a porre con più forza la questione di un partito della sinistra che voglia superare le divisioni del passato senza pretendere la subalternità di quella che della sinistra italiana è stata la storia più gloriosa e politicamente giusta: l'esperienza socialista.

Non molleremo la presa e non chineremo il capo, come altri hanno accettato di fare: eravamo e siamo socialisti, stiamo a sinistra senza ripensamenti, ma poniamo forte la questione di un partito che sinora non è riuscito ad andare oltre la cultura e la prassi dell'ex-PCI (semmai impoverendola e peggiorandola). 

E' urgente un incontro nazionale tra gli aderenti a "Socialismo e libertà" che hanno condiviso la deludente esperienza DS ma non hanno nessuna intenzione di buttare via il bambino con la -molta- acqua sporca. Anche su questo è urgente un franco dibattito.(MA)

vedi Correr: uomini di gomma

   

SOCIALISMO E' LIBERTA'

Anche l'incontro sul tema "UNIRE I SOCIALISTI PER UNA MODERNA SINISTRA DI GOVERNO", svoltosi il 18 Giugno dalle ore 17.00 presso l'Hotel New Europe in Napoli ha avuto molto successo. Hanno partecipato, insieme a centinaia di compagni, LUIGI ANGELETTI, CLAUDIO  MARTELLI, CLAUDIO SIGNORILE, RINO FORMICA. Presiedevano FRANCESCO BARRA e ANTONIO SIMEONE.

Riporteremo al più presto la cronaca e le notizie apparse sulla stampa.

 

Interventi, adesioni  ed... echi: ( vedi anche altri interventi)

D'Agostino: è nata Socialismo è libertà 

L'adesione di AvantiEuropa!

Iniziative dei giovani della Costituente socialista riformista

Nisticò: unire i socialisti ed i riformisti della Calabria

 

M. Punzo: giù le mani da Turati!

 

Di Cioccio: un forte impegno I neofiti del riformismo Claudio Martelli: una casa senza muri Punzo: la questione elettorale
Di Cioccio: dalla terra di Silone Maurizio Punzo: a proposito di socialismo Besostri: socialista o "nuova" Internazionale? I socialisti, dieci anni dopo il «grande terrore»
Rocchi: né col centrodestra né coi girotondi Elli:offrire una prospettiva socialista DelBene: è ora di scendere in campo! D'Agostino: Avanti!
D'Agostino: come, quando, perché Besostri:Il Consiglio dell’Internazionale Socialista Giudice: la sinistra che manca Biscardini: manca un forte partito socialista
Mario Casalinuovo

Giudice: una "Casa dei socialisti" … oltre la II Repubblica

 

Vito Bartalesi

Delbene e D'Agostino sul riformismo

Anna Prato: un progetto necessario

Peppe Giudice: socialisti!

In Sicilia

Massimiliano di Valvasone

E' nata Socialismo è Libertà, e come Rino Formica recita nelle prima righe della sua relazione è iniziata una nuova avventura

Come affrontarla?
Pazienza - Coerenza - Coraggio.


Pazienza
La pazienza è necessaria visto la gravità della situazione.
Oggi abbiamo il partito più grande della sinistra diviso al suo interno ma unito dall'assenza di un'identità chiara di carattere storico politico che gli consenta di perseguire qualsiasi obiettivo. Chi ha letto la Gazzetta Politica, di qualche settimana fa, avrà trovato un articolo a riguardo di grande spessore.

Poi abbiamo quella che chiamo sinistra alternativa, rappresentata dal movimento no-global e da Rifondazione Comunista. E' una sinistra tanto diversa da noi quanto importante. Ha una grande capacità di elaborazione, di coinvolgimento di masse giovanili, ha soluzioni difficilmente realizzabili e spesso non condivisibili, ma offre la possibilità di proporre nuove idee, ed opera da stimolo per una sinistra più "istituzionale". 

Infine la terza sinistra, e per definirla uso le parole brillanti di Ugo Intini. Intini è un pò come quel leader della Comune di Parigi che difronte al disfacimento di quell'esperienza affermava "sono il loro leader, non posso non seguirli".
Ma torniamo al nostro argomento e lasciamo la parola ad Intini, che qualche mese fa diceva:
"I riformisti affrontano in queste settimane un massimalismo ed un estremismo nuovo. Quello del Palavobis, dei girotondi, del dipietrismo e del borrellismo. I massimalisti di un tempo, quelli dei quali ci separammo 110 anni fa, qui a Genova, erano povera gente e gente di cuore. Questi no. I massimalisti di un tempo, i massimalisti del '68 erano libertari, questi no. Sono massimalisti con le manette. Non si sottovaluti né l'intelligenza politica né l'intuito naturale dei compagni. Chiunque abbia respirato l'aria di una sezione della sinistra sa distinguere tra la risata larga di Peppone e il sorriso affilato di Borrelli. Sa distinguere tra chi dà un valore simbolico al pane e chi lo dà alla torta Sacher. Sa distinguere tra la sinistra vera e una mutazione genetica della sinistra. Sono miliardari incattiviti per la perdita di status e di potere, gli orfani di mamma Rai catto-comunista. Sono i nostalgici di Mani Pulite che vogliono non una "sinistra sociale", ma una "sinistra penale"". 
Noi a questa sinistra diciamo di no! Ecco perché siamo qui!
La crudezza della realtà ci potrà venir confortata dalla maggiore coscienza di noi stessi e dal non saperci vittime miserevoli di illusioni infantili.
Noi lavoriamo per la Sinistra socialista, laica e libertaria. Per la sinistra dei più deboli, per la sinistra del lavoro. Ecco perché serve pazienza. Serve ad elaborare una nuova teoria per rendere possibile il socialismo nel 2003. 

Coerenza.
Brevemente ripropongo alcune proposte che abbiamo fatto, e che ci hanno spinto ad incontrarci. Dicevamo:
Non c'è un destino avverso che ci ha condannato, è la nostra inazione l'avversità da battere. Perché il 2003 sia l'anno del risveglio tutti devono sapere che solo con le rinunce personali e con il coraggio si possono aprire le montagne e attraversare i mari.
Abbiamo detto di voler ridar voce al silenzio, allora teniamo fede agli impegni presi, e facciamolo anche quando le difficoltà ci sembreranno insormontabili. 

Coraggio
Ecco quindi la necessità di ritrovare il coraggio. Abbiamo trovato la via; ora percorriamola insieme senza prendere "scorpioni" come è avvenuto in questi anni, perché nostro padre a Livorno nel 21 ci ammonì dicendo "che le vie della storia non sono facili".

Concludo, poiché è già ora dipartire, ad ogni singolo ricordo ciò che annotai tempo fa in un diario scolastico:

"Punta a conquistare la luna. Se non ci sarai riuscito, avrai vagabondato tra le stelle." 


Sandro D'Agostino
16 marzo 2003

Caro Mario,

da molti mesi seguo e leggo la tua lodevole webzine l'Ossimoro, che convoglia e rilancia ogni giorno -tramite i messaggi di molti compagni sparsi in formazioni diverse della sinistra o di "socialisti senza partito" (come insegnava ad essere il Compagno Silone di fronte alle delusioni di una classe dirigente piccola e cieca)- la conquista migliore del PSI nell'ultimo ventennio trascorso: il socialismo liberale e la sua pratica.

Sembrerebbe superfluo, ma mai ridondante, ricordare al colto pubblico di lettori de l'Ossimoro che questo avvenne grazie al compagno Craxi, spesso dimenticato e oggi forse tardivamente riabilitato, e a quanti assieme a lui contribuirono alla svecchiamento ideologico (non indolore) del purtroppo defunto Partito, aprendolo a contributi ideali ed esperienze non marxiste.

Oggi, grazie all'impegno di Rino Formica e di altri a lui vicini, nasce SOCIALISMO è LIBERTA', un'associazione politica che -giustamente- pone al centro della sua proposta la riflessione sulla questione socialista come domanda in primis agli stessi socialisti: sperando che i pochi (o i molti!) ancora convinti dell'attualità di tale tradizione vogliano contribuire al rilancio di una forte, nuova iniziativa organizzata.

Come milanese d'adozione (la mia terra è quella di Silone) vorrei sperare che anche qui a Milano tramite l'Ossimoro ed il Circolo De Amicis possa presto nascere una cellula di SOCIALISMO è LIBERTA'. Dopo aver letto l'ultima lettera del Compagno Formica a te indirizzata, spererei che soprattutto ai giovani, studenti o lavoratori come me, non venga lasciata solo commozione ed orgoglio nell'ammirare il simbolo che fu del partito socialista unitario di Turati e Matteotti... (della cui pubblicazione ti ringrazio come collezionista di storia)

Quel simbolo sarebbe bello votarlo di nuovo su una scheda elettorale e portarlo all'occhiello della giacca nei luoghi di lavoro come negli incontri sociali dove i socialisti si sono sempre distinti per capacità e dedizione. Diamo quindi nuova forza al socialismo liberale, uniamoci!

Confido in una tua risposta a questa mia speranza.

Fraterni saluti per riempire la vita di socialismo.

Devis Di Cioccio
19 febbraio 2003

A proposito di socialismo

Sabato scorso (8 febbraio 2003) sul Corriere della Sera è comparso un articolo di Piero Ostellino nel cui titolo si accennava a una "rifondazione socialista", che lasciava sperare in qualcosa di più seducente del rinnovato, e comunque inascoltato, invito alla maggioranza diessina di avere coraggio e rompere con l'equivoco della convivenza con l'ala movimentista e giustizialista.
Credo che bisognerebbe interrogarsi maggiormente sulle ragioni di questa incapacità, o impossibilità, di scegliere, e trarne qualche riflessione utile, magari non sul piano pratico, ma almeno su quello dell'analisi.
Esiste in Italia un vuoto politico, che in larga misura deriva dalla scomparsa del - o di un - partito socialista. Si tratta di un'anomalia, per un paese europeo. La socialdemocrazia, in realtà, attraversa una crisi profonda dovunque: crisi di identità e di programmi politici. Questo non lo si può negare, ma il fatto stesso che i partiti socialdemocratici esistano organizzativamente ed elettoraralmente può far sperare che questa crisi sia passeggera, che ci sia un rinnovamento e una ripresa politica ed ideale.
In Italia il partito socialista non c'è più. Qualcuno crede che possa esserlo, o diventarlo, il partito del D. S. Secondo me non è un'ipotesi credibile: un comunista, smettendo di essere comunista, non diventa necessariamente, ipso facto, un socialista. I D. S., del resto, del nome socialismo non hanno voluto saperne. Lo usano in Europa, non in Italia. Non è però solo un fatto nominale, e non si tratta neppure solo dell'ovvia considerazione che comunismo e socialismo sono due cose diverse: "I socialisti coi socialisti… " - scrisse Treves. Indubbiamente, però, il comunismo ha avuto ed ha molto a che fare col socialismo, non solo per contrapposizione e possiamo senz'altro dire che il socialismo in certi momenti è stato un polo d'attrazione per molti comunisti, critici del sistema sovietico e attratti dal riformismo. Per alcuni è stato un punto d'approdo, per altri un punto di riferimento, un'occasione di dialogo. Esisteva però un partito socialista. Ora che non esiste più, i postcomunisti non possono subire nessuna attrazione; sono lasciati a loro stessi, incapaci di scegliere. Perché qualcosa si muova anche presso do loro è necessario che la spinta venga dal di fuori, che ci sia qualcosa e qualcuno che indichi loro la via e li attragga a sé. Quello che fece Mitterand in Francia e cercò di fare Craxi da noi.
C'è poi un'altra considerazione: il socialismo moderno indubbiamente non potrà più voler dire, come un tempo, lotta di classe e socializzazione dei mezzi di produzione e di scambio, ma dovrà ben avere qualcosa di più del liberalismo politico e di diverso dal liberismo economico. Se queste differenze non esistono, non vedo la necessità di organizzare un partito socialista. Ora, a me pare che tra i D. S. questa consapevolezza di dover costituire un partito socialista, diverso dagli altri partiti democratici non sul piano dell'accettazione della democrazia, come era il vecchio P. C. I., ma su quello dei programmi, non ci sia, come dimostra bene il comportamento conservatore dei vari governi cosiddetti di centrosinistra succedutisi negli ultimi anni, compresi quelli del diessino D'Alema e del suo consigliere Amato.
Se esiste la necessità che in Italia torni ad esistere un partito socialista, non è da lì che verrà l'iniziativa. Può darsi che non venga da nessuna parte, ma certo non da lì. Se qualcun altro l'iniziativa la prendesse, forse qualcuno, anche molti, dei D. S. sarebbero interessati. Sarebbero comunque obbligati a scegliere.
Personalmente non sono molto ottimista, ma credo che se un appello vada fatto, debba essere rivolto prima di tutti ai socialisti: a quelli che hanno rinunciato alla loro autonomia e si sono fatti inserire nella logica dei "poli", perché l'abbandonino,a quelli che ne sono rimasti fuori, perché siano più propositivi e più coraggiosi, a quelli che si sono ritirati nella vita privata,e che neppure votano, perché tornino a fare politica. Un ultimo, estremo appello andrebbe rivolto alla società civile, perché si chieda se può permettersi il lusso di non avere a propria disposizione, in Italia, un partito socialista.

Maurizio Punzo
12 febbraio 2002

Socialisti:né col centrodestra né coi girotondi

Occorre pur fare qualcosa per salvare quei compagni che intendono opporsi al centro destra e, contemporaneamente
riaffermare il proprio radicale antagonismo a Di Pietro,Pancho Pardi,girotondisti e altre manifestazioni di una sinistra estranea ad una concezione democratica e liberale della società.
In questa logica, desidero esprimere la mia adesione all'appello socialista e dare la mia disponibilità di tempo e di passione sincera per contribuire alla riuscita delle iniziative che si vorranno assumere.
La dispersione dei socialisti in mille piccoli rivoli, la pubblicazione di ben due diversi "Avanti!", altre tristi rappresentazioni di quelle che sono caricature di organizzazioni socialiste, impongono ovviamente di non dare ulteriori contibuti in questa direzione.
Questo non significa però che sia illegittimo lavorare in funzione del superamento della diaspora, non tanto in rapporto ai "titolari" delle sigle e siglette socialiste in circolazione, quanto a quell'area della società italiana che non ha rappresentanza con grave danno per l'intera democrazia italiana.
Ritengo che presto occorrerà dare voce ai pacifisti che non intendono iscriversi ai movimenti dei "partigiani della pace" e che prima o poi bisognerà pur denunciare la truffa del cosiddetto bipolarismo e del suo sistema elettorale sciagurato, per non parlare dei temi del lavoro e della sicurezza sociale su cui gravano le pessime politiche del governo e l'assenza di una credibile alternativa da parte dell'opposizione.
Occorre valutare se esiste una strada che consenta di coniugare il giusto rifiuto di sbocchi organizzativi predeterminati con l'esigenza di non ridurre le nostre aspettative a quelle di mera testimonianza.
Un affettuoso saluto e a presto

Francesco Rocchi
28 gennaio 2003


Offrire una prospettiva democratica e socialista

Che piacere vedere che Rino Formica è tornato in prima linea con i (pochi) socialisti rimasti in giro, per dare una forte spinta ad un processo di aggregazione di cui tutti noi sentiamo (ma è giusto domandarsi: ne sentono allo stesso modo gli italiani?) il bisogno.
La questione socialista è ancora aperta, non la questione del PSI che in un modo o nell'altro si è chiusa nei primi anni '90, ma la questione di un forte partito riformista europeo saldamente ancorato nel solco della tradizione della internazionale socialista è sul tavolo.
Ma chi potrà e saprà e vorrà dare vita ad un nuovo partito della sinistra che raccolga tutti i non girotondisti, i non cattocomunisti, i non massimalisti, i non giustizialisti?
Lo SDI c'è, è piccolo ma c'è, una parte dei DS - e non solo quelli una volta iscritti al PSI - mi pare attenta ed orientata, ma è minoranza politica e numerica. Poi ci sono i socialisti senza tessera, i 'no land men', gli ex sindaci, ex ministri, ex consiglieri regionali/provinciali/comunali, ex sindacalisti, ecc.ecc.
Ci sarebbe poi (ma c'è?) la vasta platea di coloro che, da cittadini, votavano un tempo per la sinistra laica moderata, considerando in quest'area coloro che spaziavano dalla sinistra repubblicana al migliorismo PCI.
A tutti costoro noi vorremmo, dovremmo saper offrire una opzione unitaria, univoca, intelligibilmente concreta e percepibile come alternativa sia al girotondismo massimalista sia alla opzione rinunciataria di coloro che hanno scelto, per opportunismo, ma forse anche per radicata convinzione, il campo avverso (l'autodifesa della 'razza' socialista autonomista sotto le ali protettive della CdL, contro le legioni della via giudiziaria al socialismo).
Ebbene, nel terzo millennio la comunicazione è diventata ormai come ben sappiamo l'arma più importante, se non l'unica, lo strumento principe, la via obbligata per raggiungere il singolo e il gruppo, la classe e la casta, la lobby e il 'produttore', e per comunicare ad essi il proprio messaggio.
Come dicevo più sopra, possibilmente univoco, chiaro, diretto, percepibile con immediatezza, efficace insomma.
La voce dei socialisti, poco importa se su carta per un secolo quasi e oggi anche su internet o altrove è stata 'l'Avanti'.
Ebbene, oggi ci sono tre avanti, e nessun Avanti!
C'erano una volta (chi se lo ricorda più?) i tre moschettieri, più D'Artagnan. Mi piace pensare che quest'ultimo fosse Riccardo Lombardi, mentre Aramis/Cicchitto, Athos/Signorile e Porthos/De MIchelis che allora combattevano spalla a spalla contro il nemico (ma anche contro le guardie del Re) oggi combattono (combattono?) su fronti distinti e diversi.
Però Athos ha la gazzetta politica, bel foglio senza dubbio, ma anonimamente teso a mio parere a scimmiottare il Foglio piuttosto che Le Monde e non certo identificabile da un non addetto ai lavori come di 'area socialista'. E infatti Claudio Signorile presentandolo a Milano l'ha definito un giornale per addetti ai lavori.
Porthos (insieme al figlio del Conte di Montecristo) ha invece il suo avantino, e ora anche Aramis sfodera il suo, diretto da un carneade lavitoliano che si fa pubblicità su RadioMontecarlo, mentre un altro avanti (ma solo della domenica, però esce il sabato) è dello SDI.
Quindi sul versante media andiamo maluccio quanto a messaggio unitario e percepibile con chiarezza.
E il fronte avverso (meglio: i fronti avversi di varia tendenza e colore), e la stampa indipendente ci azzuppano, deridendo (come dargli torto) l'ennesima diasporina socialista, l'ennesima guerra dei pupi giocata coi soldi degli altri, sia privati che pubblici.

Che fare?
Ancora una volta provarci, darci dentro, chiamarci a raccolta per dire a noi stessi che ne vale la pena, che va fatto, che il popolo lo vuole, che la storia lo richiede?
Chissà, speriamo che Rino Formica ci dia la carica, e che sia vero che c'è ancora qualcuno in questo strano paese che non vuole morire cattocomunista, o peggio clericofascista.

Raimondo Elli
27 gennaio 2003

Un'Associazione Politica Laica e Socialista: Come, Quando e Perché?

Perché:

La cd. Seconda Repubblica non ha rappresentato ciò che i benpensanti del nostro paese avevano programmato e, cioè, una stagione di rinnovamento politico.
Gli anni '90 sono stati caratterizzati dalla scomparsa del radicamento sociale e territoriale dei partiti, trasformatisi in una riunione di persone attorno ad un capo. Vengono meno programmi, manifesti di valori, si impongono tatticismi di galleggiamento, spot elettorali.
Una democrazia malata doveva essere guarita, si è scelta una via più crudele: è stata uccisa.
E' nata la democrazia televisiva che spalanca le sua braccia a chi ha accesso facilitato ai mezzi di comunicazione, e solo apparentemente è più disponibile ai cittadini. 
Infatti, cala la partecipazione attiva dei cittadini alle attività partitiche, ed anche la semplice partecipazione alle consultazioni elettorali. Disaffezione alla politica, e rinuncia ai propri diritti.
Manca tuttora un progetto che segni una discontinuità; i socialisti hanno il dovere di suggerire un'alternativa. 

Come:

Coma sta avvenendo finora, con una grande partecipazione dal basso, con nuova passione verso la politica e con la volontà di operare un rinnovamento culturale che porti ad una nuova etica dell'amministrazione.
Si impone che il tutto venga accompagnato da una imponente operazione culturale.
Toccherà al mondo della cultura (non elitario, ma attento ai contributi dell'opinione pubblica) realizzare una sana e, necessaria, revisione storica degli ultimi trent'anni del secolo scorso, con grande attenzione alle tristi vicende degli anni '90. Alexis de Toucqeuville affermava, nello spiegare il suo metodo d'indagine storica: "Ho fatto come quei medici che, in ogni organo estinto, cercano di sorprendere le leggi della vita". La storia è il nostro patrimonio secolare, e il nostro punto di partenza per un futuro d'unione socialista nella chiarezza.
Ripeto bisogna guardare alla storia, non com'è avvenuto finora con malsana necrofilia ma per cercarvi una regola che coinvolga il presente e fondi di più sicuro l'avvenire.
Serve un'opera di onestà, serietà, studio, riflessione; una riflessione non militante, non servono gli slogan o le piazzate.
Accanto all'opera di verità, l'opera politica. 
I socialisti si uniscano nell'elaborazione di una "Carta di Valori" che abbia l'obiettivo di esaltare il necessario legame dell'uguaglianza alla libertà, che affermi il primato della politica sull'economia, che affermi i diritti globali del sapere, quelli universali dell'uguaglianza realizzabili solo attraverso la valorizzazione delle necessarie differenze di credo, di cultura, di orientamenti sessuali.
"Il diritto del cittadino è il diritto all'uguaglianza delle possibilità. Ciò significa parità nel diritto a manifestare e coltivare le differenze o le disuguaglianze, la parità nel diritto ad essere riconosciuto diverso".(T.H. Marschall) 
L'unione dei socialisti passa attraverso la condivisione della Carta di Valori e dei "programmi minimi" necessari per realizzare i puri ideali.
E' l'elaborazione di idee nuove che consente di superare le divisione e le incomprensioni ingiustificabili, talvolta basate su inimicizie, o semplici antipatie personali. 
Non bisogna poi dimenticare come il rinnovamento culturale comporti anche un rinnovamento generazionale. Quindi attraverso all'opera dei giovani.

Quando:

Subito, non aspettiamo altro tempo.
Abbiamo di fronte una sinistra smarrita, confusa, senza identità. Riaffiora una sua caratterizzazione in senso massimalista. E' un massimalismo moderno che ha solo alcune caratteristiche del vecchio massimalismo.
Prendo in considerazione i due aspetti, a mio parere, più rilevanti.
Da una parte il suo contatto con il passato, il massimalismo come irresponsabilità.
Siamo difronte ad una sinistra che non si pone come obiettivo il cambiamento graduale della società, e che individua il suo nuovo nemico nella globalizzazione.
E' una sinistra tanto diversa da noi quanto importante. Ha una grande capacità di elaborazione, di coinvolgimento di masse giovanili, ha soluzioni difficilmente realizzabili e talvolta anche non condivisibili, ma offre la possibilità di proporre nuove idee,ed opera da stimolo per una sinistra più "istituzionale".
E' la sinistra di una parte del movimento, che ha una sua morale e con cui è necessario istaurare un rapporto di collaborazione e confronto.

Vi è poi un'altra forma di massimalismo quello più vicino ai nostri giorni.
E' il massimalismo qualunquista che offre una visione semplicistica della società, una sinistra neo-borghese; la sinistra penale, giustizialista, forcaiola.
Una sinistra che non accetta le differenze, ma pronta ad accettare falsificazioni, di aprire le proprie braccia a sceriffi inquisitori di destra.
E' la sinistra dell'indignazione permanente che fa di tutta un'erba un fascio; per cui i socialisti sono stati socialfascisti prima e ladri poi. 
Una sinistra drogata dalla falsa purezza di chi non ha mai sbagliato, dal senso di superiorità morale, la sinistra che non cambia. 
E bisogna aver paura di chi non cambia. 
E' questa la sinistra con cui non possiamo essere uniti.

La nostra autonomia non ha mai significato separatezza, l'autonomia è capacità d'elaborazione, è relazione nella chiarezza con chi c'è simile, è scontro sempre leale con gli avversari politici.
Accettiamo l'invito a non aver paura:
"Vale la pena di battersi, perché non c'è scritto da nessuna parte che debbano vincere per forza le carogne".(K.Marx).
Non abbiate paura di rispondere alla propria coscienza, al proprio sentirsi socialista.
Non abbiate paura a rompere il patto con i professionisti della politica, a vivere la politica in modo diverso da un rapporto di vassallaggio (fedeltà in cambio di protezione).
Non abbiate paura dei precedenti fallimenti "talvolta è più difficile essere il secondo che il primo. Basta meno genio, ma occorre più coraggio. Il primo inebriato dall'innovazione ha potuto ignorare il pericolo, il secondo vede l'abisso e vi si precipita".(V. Hugo)

Sandro D'Agostino
22 novembre 2002


UNIRE I SOCIALISTI ED I RIFORMISTI DELLA CALABRIA


I socialisti devono essere parte determinante nella battaglia contro la destra.
Se , da una parte nessuno può essere legittimato ad autoproclamarsi depositario delle storia e della tradizione del PSI,dall'altra , sicuramente , nessuno può definirsi socialista e collocarsi,contemporaneamente ,nello schieramento di Belusconi,di Fini e di Bossi.
Sappiamo che i socialisti che aderiscono alla casa della libertà,vivono questa condizione con disagio,in circostanze di chiara ,come è avvenuto ultimamente in Calabria.
Dopo l'approvazione delle Leggi sulle rogatorie e sul legittimo sospetto,dopo i tentativi di attuazione di una devolution in cui il Sud viene abbandonato a sè stesso con la concretizzazione di attacchi preoccupanti alla Costituzione della Repubblica,chi fra i socialisti può collocarsi nello schieramento politico che è autore di queste iniziative?
E' a sinistra , nel centro sinistra e nell'Ulivo che i socialisti devono impegnarsi e qui trovare motivi di incontro e di ricostruzione di una identità.
Non penso ad un nuovo partito - d'altra parte , perché non aderire allo SDI di Boselli,se la questione è quella del Partito-casa ;Penso piuttosto ad un'area politica ,ad una associazione,ad un forum permanente che abbiano la capacità di coinvolgere nel confronto i socialisti dello SDI,quelli che hanno aderito ai DS,quelli che non hanno aderito a nessuna formazione politica ma hanno mantenuto fermo il loro riferimento verso il centro sinistra,i socialisti del Sindacato,i riformisti che sono nei DS.
Stiamo assistendo all'assurdo che nel centro sinistra si preparano a condizionarne le scelte i girotondini ,"Aprile" e cosi via, quando sarebbe essenziale portare il contributo di autonomia,di giustizia,di libertà e di laicità proprio dell'impegno socialista per come si è esplicitato nel corso della loro storia.
Saltare per ora a piè pari le grandi questioni nazionali è necessario ,salvo poi a riprenderle nella sede opportuna,se si vuole porre l'attenzione su quelle regionali,locali dove i socialisti sono più presenti e dove continuano a rappresentare importanti fasce di opinione ,di impegno professionale , di rapporti politici non secondari.
Tale spazio è talmente importante che senza il suo contributo in Calabria la battaglia contro il centro destra si perde come è stato più volte dimostrato.Se la presenza politica dei socialisti rimane dispersa anche nel centro sinistra questo stesso non vince , non può vincere.Viceversa è necessario incontrarsi,trovare le forme per costruire un riferimento,momenti di visibilità politica nei quali porgere all'opinione pubblica regionale il contributo di tanti compagni che non si sono rassegnati ma che possono costituire un riferimento per larghe fasce di opinione che ancora non ha visto dopo il congresso ds di Pesaro costituirsi una nuova formazione politica socialista democratica ed europea,e non si riconosce nel massimalismo infantile ed inconcludente di Moretti e Flores D'arcais.
A parte Cosenza dove sono proprio i socialisti a garantire la forza determinante del governo di centro sinistra ,tutti i grandi centri della Calabria sono oggi in mano al centro destra ,cosi come anche il governo della Regione.
Il momento politico regionale è oggi caratterizzato dall'assoluta assenza di presenza politica della sinistra.Questa è assente dai grandi temi della politica regionale e locale e ciò accade perché i DS si sono rinchiusi in una logica di ricerca interna di identità e di aggiustamenti di equilibri fra componenti ; non c'è oggi la serenità necessaria in quel partito perché si dia precedenza ai problemi della società regionale rispetto a quelli degli equilibri interni.
La questione della riforma dello statuto regionale,quella dello sviluppo e dell'utilizzo delle risorse, della occupazione ,della difesa e della valorizzazione del territorio ,dell'ordine pubblico, del mancato utilizzo delle risorse comunitarie all'insorgere di preoccupanti spinte campanilistiche ,sono i temi su cui occorre serrare il confronto e partendo da questo elaborare il progetto ,il programma con cui vincere le prossime battaglie elettorali,avendo anche il tempo ed il modo di individuare le candidature giuste attraverso il ricorso alle "primarie".
Le spinte che si stanno agitando a Lametia e le operazioni in corso a Catanzaro per la cittadella regionale abbisognano di essere comprese in un ragionamento ampio che dia un ruolo all'area centrale della Calabria ed una dimensione precisa a Catanzaro per la sua funzione istituzionale , a Lametia per una dimensione produttiva , di sviluppo tecnologico e di ricerca applicata.In questo contesto si supera la questione della cittadella ; nei fatti,giacchè la sua localizzazione , se deve rispondere a queste logiche non può che collocarsi nel territorio che è vocato naturalmente per riceversi quella dimensione : Germaneto.Questo consente di aprire una via allo sviluppo,consente di ridurre , proprio perché il territorio si apre, quelle spinte campanilistiche e si restituisce alla politica regionale una questione che le forze retrive della speculazione edilizia e le forze della destra tentano di ridurre ad una disputa campanilistica e localistica .
Quante cose ,su questi temi potrebbe dire una presenza riformista. 
E' in questo contesto che trova posto la necessità della presenza dei socialisti.
Si può avere perso la casa ma non le idee , le spinte propulsive,la volontà di produrre iniziativa politica di stimolare opinioni,di coinvolgere strati sociali che continuano a vedere nei valori che i socialisti hanno espresso la garanzia di equilibrio di laicità e di modernità .
Occorre rientrare nella lotta e nell'impegno politico e supplire a questa assenza della politica , ma bisogna trovare il modo di incontrarsi,di parlarsi e di confrontarsi.
In quella sede si vedrà cosa fare,come e dove farlo.Ognuno di noi può avere un'idea e ognuno di noi ,per tutti noi, deve essere disponibile a dare un contributo segnando una presenza.
Ciò si può fare se non si ripercorreranno gli errori del passato soprattutto del recente passato.E per non ripercorrerli dobbiamo conoscerli e rifletterci.
Fra gli errori c'è stato sicuramente quello di pensare che per vivere i socialisti avessero bisogno di ricostituire il partito storico dei socialisti senza pensare al fatto che la storia ha fatto il suo corso e che nel Paese la questione socialista per le ragioni obiettive della situazione data non può essere disgiunta da quella più complessiva della sinistra e delle forze del riformismo che oggi comprendono non solo i socialisti ma anche una larga rappresentanza del quadro dirigente dei DS.
E' mutato e si è evoluto l'atteggiamento di molti dirigenti DS nei riguardi del giudizio sul PSI,su Craxi e sulla Giustizia,soprattutto per quello che riguarda la strumentalizzazione politica che ne è stata fatta per distruggere il glorioso Partito dei socialisti italiani.
In questo risiede gran parte della diffidenza e delle divisioni.
Un confronto aperto su questa questione consentirebbe ai socialisti di ritrovarsi in uno spazio più ampio assieme a color che ,come noi, hanno un percorso ,una cultura politica,sono degli "ex",ma che si ritrovano su quella impostazione riformista secondo la quale socialismo,libertà,democrazia e individuo sono elementi coesistenti nella forma più evoluta e moderna della società.
Perché non cominciare da qui,dalla Calabria a realizzare una sede di incontro e di discussione sulle questioni politiche ,sociali ed economiche,perché non spingere con la forza del riformismo affinchè la sinistra si riformi, si unisca e si adegui ai bisogni ed ai mutamenti della società anziché soccombere sulle logiche degli equilibri interni e di sollecitazioni che vengono da settori parziali, corporativi troppo lontani dai bisogni globali della società ?
Tutto ciò , anche per ripercorrere l'altro errore più volte tentato in questi anni,di chiudere ed esaurire ogni questione nella annessione di ogni pezzettino della sinistra riformista in un solo Partito.Non è ,infatti, una nuova riedizione della "cosa 2" che si vuole tentare,tutt'altro.Si vuole tentare di costruire una politica per la sinistra democratica e riformista che deve essere unita e forte che possa chiamare alla partecipazione giovani,professionisti,imprenditori,uomini della cultura e dei saperi. 
Questa strada vale la pena di percorrerla e per questo occorre preparare una iniziativa che segni il primo passo; lo faremo prossimamente un gruppo di riformisti,di intellettuali,di professionisti,di docenti,di militanti ,di tutta la Regione con una speranza ed una ambizione insieme : unire la sinistra riformista.

Franco Nisticò

CATANZARO 9 FEBBRAIO 2003

In Calabria è in corso la preparazione di una iniziativa politica.
Chi vuole aderire e prendere contatti è pregato di segnalarlo alla seguente e-mail:
f.nistico1@tin.it

Adesioni:

Aderisco.
Carmine Silvestre, già assessore e sindaco socialista di Peschiera Borromeo
16 maggio 2003


GRAZIE PER GLI INTERESSANTI SPAZI, INIZIATIVE E NOTIZIE CHE IL SITO DEL
L'OSSIMORO CONTIENE.
FRATERNI SALUTI.
FRANCO GIANSANTE
MONTESILVANO -PESCARA
10 maggio 2003

Sono Matteo Montanari, abito a Forlì e vorrei essere contattato
29 aprile 2003

Caro Mario, 
spero che ammettiate la doppia tesera, perchè, come ben sai, anch'io, come te, ho preso la tessera Ds sperando di riuscire a costruire un grande partito socialdemocratico.Purtroppo è venuto fuori un partito come sarebbe stato il Psi se a Venezia, anzichè Nenni, avessero vinto Basso e Panzieri, con l'aggravante che per far parte del gruppo dirigente di questo partito devi aver fatto parte della Fgci di Folena.
Aderisco volentieri perchè ho visto che avete usato il simbolo del PSU di Filippo Turati e Giacomo Matteotti. La mia speranza è che darete spazio ai grandi antesignani del riformismo italiano, Saragat e Mondolfo, che minoritari, tennero alta la fiaccola della socialdemocrazia e le idee del rinnegato!!!!!!.
Spero che accetterete la mia collaborazione.
Alberto Turati 
Milano,28 aprile 2003

Intendo dare  la mia adesione
Lucia Del Vespa 

Castellina scalo (Monteriggioni ) Siena
28 aprile 2003

Gradirei ricevere maggiori informazioni sull'associazione.Per adesso, avete comunque la mia adesione ideale...
Grazie
Antonio Murzio

Bari, 29.3.2003

Intendo aderire a "Socialismo e'Liberta".
Donato Paolo SALVATORE 
Assessore Agricoltura Regione Basilicata 
(aderisco allo SDI)
29.3.2003

 

Aderisco con entusiasmo alla nascita dell'associazione Socialismo è Libertà.
Contattatemi per qualche iniziativa.
Domenico Lorusso 
consigliere comunale di Curinga (CZ)
25 marzo 2003

Ritengo che il rilancio di una iniziativa socialista nei termini indicati dall'atto costitutivo di "Socialismo è Libertà" possa avere delle probabilità di successo maggiori delle iniziative che si sono succedute negli ultimi anni. In particolare tale iniziativa, oltre a poter riunire le varie anime della "diaspora socialista", mi sembra idonea a raccogliere interesse e consenso presso quei gruppi sociali più sensibili al tema della modernizzazione che attualmente non trovano rappresentanza all'interno dell'attuale "offerta" politica.
Cordiali saluti
Alessandro Aymone
18 marzo 2003

Aderisco all'associazione Socialismo è Libertà.
Saluti e Avanti! così!
Cristian Amatori
17 marzo 2003

Faccio seguito alla mia precedente e-mail con la quale comunicavo - da vecchio socialista - il mio interesse all'iniziativa "socialismo e libertà" ed alla risposta a firma Mario Artali che mi chiedeva giustamente la mia zona di riferimento. Infatti per problemi di posta elettronica non era uscita con l'indirizzo. 
Preciso quindi che si tratta della città di Verona.

Guido Mascagni

15 marzo 2003

Aderisco con entusiasmo all'iniziativa dei compagni dell'Associazione "Socialismo è Libertà", per ridare voce 
alla cultura riformista in Italia e per la creazione di una sinistra socialista, laica ed europea.
Domenico La Tona
12 marzo 2003

Aderisco fiducioso anche per le giovani generazioni che mi auguro sappiano amare i valori più profondi del socialismo libertario per farne una nuova bandiera del terzo millennio
Carlo Bonuccelli
2 febbraio 2003

Desidero esprimere la mia adesione all'appello socialista e dare la mia disponibilità di tempo e di passione sincera per contribuire alla riuscita delle iniziative che si vorranno assumere.
Francesco Rocchi
28 gennaio 2003

Aderisco con convinzione a questo importante appello
Alessandro Dinucci
9 febbraio 2002

a quando un vero e definitivo PARTITO SOCIALSTA ITALIANO?
Io lo aspetto e con me altri compagni.
Antimo Ceparano
presidente LavoroCristiano
redazione alenapoli.net
4 febbraio 2003

Caro Artali aderisco all'appello con commozione e una grande speranza, che i nostri valori, le nostre idee, il ricordo di chi prima di tutti noi costruì il socialismo in Italia non siano stati vani.
Metto i miei 37 anni e l'entusiasmo della gioventù al servizio di questo progetto, cercando di risvegliare dal lungo sonno tanti compagni che attendono solo un VERO SEGNALE per tornare a sperare in un mondo migliore, in cui il socialismo riformista finalmente possa cantare vittoria.
Fraterni saluti
Alessandro Tosi 
Pietrasanta

21 gennaio 2003

aderisco completamente.
Nicola Bardasi

Mi chiamo Nicola Fontanella, ho 27 anni e sono il referente regionale della Lombardia per la Costituente Nazionale del Partito Socialista Riformista-P.S.E. per la zona di Crema.
Reputo che ormai i tempi siano maturi per far sì che anche in Italia, come nel resto d'Europa, si crei una forza di sinistra laico-socialista-riformista, mancante ora nel quadro politico nazionale.

Vai CLAUDIO,
Antonio Rizzo
Rua S. Paulo Antigo 500
05684011 Sao Paulo Brasile

Spero fermamente che questo progetto non resti un "bello incompiuto".
Personalmente credo di no, per tanti motivi noti a tutti.
Nell'attesa vi porgo i miei personali auguri di buone feste.
Nicola Carnovale

Cari Compagni,
aderisco con grande interesse all'iniziativa,che spero possa avere maggiore successo di altre miseramente fallite nell'indifferenza o di altre che servivano al posizionamento di qualche socialista nei DS o di uno sterile richiamo alla bandiera dei Socialisti per eleggere qualche deputato nello SDI o nel Nuovo PSI.....
Buon lavoro
Efisio DEMURU

Costruiamo qualcosa e subito.
In attesa di Vostre notizie, porgo i miei saluti.
Fabio Guerriero
Segretario provinciale UIL.Com Catanzaro

Aderisco all'appello.
Comunicatemi iniziative ed i recapiti del coordinamento centrale.
A Catanzaro con Mario Casalinuovo siamo pronti a riprendere l'iniziativa.
Franco Nisticò

Invio la mia adesione

Un affettuoso saluto a tutti.

Paolo de Sanctis

Aderisco all'appello.
Cordiali saluti e sempre avanti!

Marco Mascellino
Vicepresidente del Consiglio Comunale di Petralia Sottana (Pa)

Aderisco all'appello socialista
PEPPE GIUDICE
Potenza

 

Aderisco all'appello per una "Associazione politica laica e socialista"
Cordiali saluti
Giuseppe Iannazzo

Catanzaro 4.10.2002

Aderisco con convinzione nella sincera speranza che questo atto possa essere la pietra su cui rifondare il movimento socialista in italia,così assurdamente creduto morto e sepolto!

mi chiamo Moreno Coturri e sono un socialista di Lucca.........con interesse e fiducia aderisco all'appello socialista.....
23.11.2002

aderisco.
Tommy Lucarella

tlucarella@libero.it
24.11.2002

Aderisco all'appello per una "Associazione politica laica e socialista"
Cordiali saluti
Giovanni Greco

Catanzaro

aderisco...
Nicola Carnovale

Aderisco all'appello per un'associazione politica laica e socialista. Socialista vera, non metà socialista, per un quarto liberal e per un altro quarto cattolica che significa annacquare tutto e non avere un riferimento certo su nulla.
Otello Dalla Rosa
otellodallarosa@libero.it
www.clubsocialista.it

 

Caro Artali,
Socialista da oltre 40 anni, residente all'estero da 47 anni, aderisco per la realizzazione di un vero Partito Socialista Europeo transnazionale e di sinistra
Gianni Copetti
segretario generale del Movimento per gli Stati Uniti d'Europa - Sinistra Europea
e di AVANTI EUROPA
Bruxelles 13 novembre 2002

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