| L'America che noi amiamo | Pace in Palestina ! | Contro tutti i terrorismi | La posta in gioco: non solo Iraq |
Lettera a Bush: voltiamo pagina di Amato, Dahrendorf e Giscard d'Estaing
I Presidenti degli Stati Uniti di Sergio Romano
Clinton alla Convention Democratica
Spinelli: la fine dell'ideologia politicamente scorretta /Amato:la lotta contro le torture bandiera delle democrazie /Mafai: lasciate stare il 25 aprile /Giorgio Ruffolo: America, un'egemonia drogata
Si può essere a favore di tutti i processi di liberazione, ed insieme contro tutti i terrorismi, gli estremismi, la coltivazione a fine politici della miseria e degli errori - ed orrori - altrui? Ed insieme si può essere appassionatamente amici degli Stati Uniti, del sogno americano e della realtà di due guerre mondiali combattute in Europa anche per la nostra libertà, senza provare altro che sentimenti di duro rifiuto della destra che sta facendo impallidire il ricordo di "quella" America?
Si può essere solidali con il popolo ebreo e provare ribrezzo e rifiuto per il minimperialismo della destra israeliana? Si può, ed è la posizione più giusta per un socialista: è la posizione che sta nel nostro DNA.
Viva l'America di Roosvelt e di Kennedy, abbasso quella di Bush! Non avendo mai tifato per l'URSS, possiamo chiamare le cose col loro nome:senza pelose equidistanze, ma anche senza dimenticare che "quella" America è ancora lì, ed anche il calore della amicizia degli europei la può aiutare a riprendersi.
Dell'America democratica e libera il mondo ha bisogno.
Se vuoi guarda un messaggio di questa America che, se hai un programma adatto sul tuo computer, puoi vedere anche cliccando qui
Il messaggio è comunque ora ospitato dal sito: MoveOn.org, organizzazione di sostegno all'ala più aperta dei Democratici.
Nella prima pagina una dichiarazione, che si può sottoscrivere:"As a US-led invasion of Iraq begins, we, the undersigned citizens of many countries, reaffirm our commitment to addressing international conflicts through the rule of law and the United Nations."(siccome una invasione dell'Iraq diretta dagli USA inizia, noi sottoscritti cittadini di molti paesi, riaffermiamo il nostro impegno a dirigere i conflitti internazionali per mezzo della forza della legge e delle Nazioni Unite)
Bush e Clark duellano sulle armi introvabili / Habermas:se domani scoppiasse la pace perpetua / Maffia: «È l’economia, stupido» / Habermas:«Pax americana? Il mondo è troppo complesso»/ Derrida:«La tecnologia farà impallidire Manhattan»/ Romano: Ma la Liberia vuole i marines / 50 anni dopo:E lo 007 Roosevelt abbatté Mossadeq/
Stati Uniti del Mondo, di Ugo Intini
Appello:mai contro l'America / Merlo: ma la Cia non era il diavolo?/ Spinelli:la nascita di cento Bin Laden/Sartori: quel che resta di un conflitto /Dahrendorf:lo stretto passaggio alla democrazia/ Barbiellini Amidei:l'Italia che dà una mano/ Ruffolo: forza e fragilità dell'impero americano / Pacifisti: sopravvivere alla pace / Amato: "La sinistra riscopra le ragioni dell'Occidente"/ Salvadori: i pericoli della pax americana / Sartori: questo pacifismo farà perdere l'Ulivo
Kofi Annan: la lotta al terrorismo non deve separarci

Arafat:sette vite vissute sognando lo Stato della Palestina
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PEACE NOW! Per essere fattore di pace l'Europa deve esserci, non solo con qualche dichiarazione e qualche solenne affermazione di principio, ma con una azione continua ed efficace. Anche per questo abbiamo bisogno dell'Europa politica, non solo di quelle della moneta e del mercato libero. Apriamo con una interessante ricostruzione storica di Rolando Alberto Borzetti. Ancora : le premesse Romano: per Herzl i palestinesi non esistevano vedi anche: l'Islam: una grande, complessa civiltà
Due popoli, due stati: era ed è una posizione irrinunciabile, per tutti coloro che pensano che la ragione debba alla fine prevalere. Una posizione resa ogni giorno più difficile dalla intolleranza, dal settarismo, dal fanatismo. Non cadremo nella trappola di giustificare in qualunque modo né il terrorismo, né la violenza. Non cederemo ad alcuna forma di antisemitismo, ma non rinunciamo a considerare barbare le azioni della destra (di governo) israeliana. |
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"Io penso che l'Internazionale Socialista dovrebbe dire con molta chiarezza che la politica dell'attuale governo israeliano impedisce ogni prospettiva di pace, in più di un'occasione ha violato le leggi internazionali ed offeso i diritti umani… I palestinesi sono un popolo che aspira a divenire una nazione, ad avere una Patria ed uno Stato. I popoli quando prendono coscienza della propria identità, rifiutano il dominio straniero e ancor più le occupazioni militari che si protraggono per decenni. Presto o tardi giunge sempre l'ora della ribellione e contro le ribellioni popolari non servono né l'arresto né l'uccisione dei loro capi né la demonizzazione delle èlites politiche e delle organizzazioni militanti che interpretano la coscienza diffusa di un diritto e di una causa nazionale, anche quando esse si possono essere rese responsabili di tragici errori, e, alla lunga, come la storia insegna, non serve neppure la superiorità dei mezzi militari." (Bettino Craxi, nel 1988, all'Internazionale Socialista, dall'intervento di Stefania Craxi al congresso dello SDI) |
Valli:a Ginevra l´intesa tra israeliani e palestinesi
Ben Jelloun: una luce nell'odio
Besostri: un assassinio è un assassinio
La lotta al terrorismo non deve separarci
di KOFI ANNAN
E´ TRASCORSO un anno – e tuttavia il tempo non riesce ad allontanarci dall´orrore di quel giorno, dal nostro shock, dal nostro dolore, dalla nostra compassione per i bambini, i mariti, le mogli, gli amici e le famiglie di quanti sono periti. Avvertiamo ancora lo stesso sconvolgimento. L´11 Settembre il dolore ha avviluppato il globo a causa di una perdita comune: più di novanta nazioni hanno visto scomparire alcuni dei propri figli.
La lotta al terrorismo
Persone assassinate per nessun´altra ragione se non quella di aver scelto di vivere negli Stati Uniti. Per questo, oggi, noi ci riuniamo come comunità mondiale, perché siamo stati attaccati come comunità mondiale. Ci sono state e ci saranno altre occasioni per indagare sulle ragioni degli attacchi - ed esse dovranno essere ricercate. Ci saranno altre occasioni per dibattere sulla nostra risposta agli attacchi – ed essa dovrà essere discussa. Ci saranno altre occasioni per analizzare in che modo possa essere preservata al meglio l´unità globale di quel giorno – ed essa dovrà essere sviscerata.
Ma oggi è una giornata da consacrare alla memoria e al rispetto. Una giornata per ricordare le persone che hanno perso la vita cercando di sfuggire alle fiamme, e il sacrificio di coloro che sono caduti per salvare altri esseri umani. Una giornata per ricordare la vita di cittadini, provenienti da ogni parte del mondo, che hanno incontrato il pericolo e la morte senza alcun preavviso, senza alcuna ragione, senza alcuna possibilità. Una giornata per ricordare lo spirito di unità che ha pervaso il pianeta in quel giorno – da New York a Teheran, da Berlino a Pechino – di fronte a un orrore inimmaginabile.
Non potrebbe esistere affronto maggiore allo spirito e agli scopi delle Nazioni Unite degli attacchi terroristici dell´11 Settembre. Tutto ciò per cui noi lavoriamo – pace, sviluppo, salute, libertà – viene danneggiato da un simile orrore. Tutto ciò in cui crediamo – il rispetto per la vita umana, la giustizia, la tolleranza, il pluralismo e la democrazia – viene da esso minacciato. Il terrorismo deve essere sconfitto da un mondo che agisca unitariamente. Possa la memoria di quelli che sono caduti l´11 Settembre servire a ispirare un mondo migliore, più giusto e più pacifico per tutti gli abitanti della Terra.
la Repubblica
11 settembre 2002
Kofi Annan: il dilemma degli Stati ed i diritti dei Popoli
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Non abbiamo nessuna esitazione a stare con gli Stati Uniti, con una solidarietà senza ombre ed incertezze, e nello stesso tempo a chiedere agli americani di non prestarsi al gioco sporco di chi vorrebbe usare il crimine contro l'umanità commesso a New York per far pagare il prezzo del misfatto dei terroristi ad altri innocenti . Se gli Stati Uniti vogliono uscire da questa tragedia più forti e rispettati di prima non devono chiudersi né nell'ultranazionalismo, né in una visione gretta del loro ruolo nel mondo, ma, mentre rispondono insieme ai loro alleati con decisione e giustizia, operare per correggere e ridurre nel mondo le tragedie che vengono cinicamente sfruttate da oligarchie ed imperialismi regionali. Lo dice bene Mario Soares: per sconfiggere davvero il terrorismo Con gli Stati Uniti, senza esitazione, ma anche con i popoli della Palestina, che hanno diritto ad una prospettiva di pace, di libertà e di progresso. La sinistra italiana non sta dando un bello spettacolo, divisa com'è tra tutte le sfumature ed i tatticismi possibili, ed al dunque impotenti, in una Europa ridimensionata e priva di iniziativa. |
Quali risposte al fondamentalismo islamico? (documento della Fondazione ItalianiEuropei)
Glossario : tutte le parole sull'Afganistan (in inglese, da RAWA)