Il parco di Trenno diventa Parco Aldo Aniasi (collegamento al video)


Conclusione della inaugurazione del Parco Aldo Aniasi


Non è un caso se ci troviamo oggi, 24 aprile, significativamente dopo la cerimonia sempre suggestiva al "Campo della Gloria", qui al Parco di Trenno per dedicarlo alla memoria di Aldo Aniasi - Sindaco di Milano dal 1967 al 1976- come si legge nella targa alle nostre spalle.
Con Giuliano Pisapia qualche mese fa abbiamo considerato che proprio questa sarebbe stata la data che "Iso" avrebbe certamente preferito.
Tutti sappiamo il perché.  A Milano entrò, tanti anni fa, proprio in questi giorni, insieme ai suoi partigiani, a conclusione di una lunga e guerreggiata battaglia per la libertà.
Se dovessimo oggi sintetizzare il senso della sua opera certamente questo è il primo valore e quello su cui con più intransigenza si è qualificato.
E' stato un grande Sindaco, delle opere e del lavoro, ma prima di tutto fino all'ultimo giorno della sua vita, la memoria di quei giorni, la necessità di trasmetterne il significato ai più giovani, era al primo posto del suo modo di intendere non solo la politica ma la vita stessa.
Strettamente legata alla lotta per la libertà era poi, nel suo modo di vedere, la necessità per l'amministrazione di confrontarsi continuamente con i cittadini per trovare soluzioni condivise, nel segno di una democrazia partecipata.
Non è un caso se la proposta - prontamente accolta dal Sindaco e dalla Giunta- è venuta , come abbiamo qui sentito dal presidente del Consiglio di zona,  proprio dagli abitanti di questa parte di Milano.
Costruire - e ognuno di noi sa come è difficile-una democrazia partecipata e vissuta era infatti una delle più significative eredità di quelle lontane battaglie giovanili.
Oggi non siamo qui per discutere di questo - e di quel che occorre fare per avvicinarsi al difficile obiettivo - ma ricordarlo è doveroso.
Così si potrebbe dire per un'altra delle cose che hanno caratterizzato l'Amministrazione Aniasi:  la volontà di fare di Milano anche un soggetto autorevole della comunità delle grandi metropoli europee.
Ricordo con commozione ed orgoglio lo sforzo di intensificare rapporti e scambi con Città che spesso avevano - come Milano- la caratteristica di non essere le capitali politiche dei loro paesi, ma che erano un'altra cosa non meno importante: la capitale del lavoro e della economia, città che sono state - ed è proprio il caso di Milano- comunità che hanno promosso e non solo fruito del grande sviluppo che ha portato in quegli anni l'Italia, uscita dalla seconda guerra mondiale come uno dei paesi più distrutti e poveri del mondo, a divenire un Paese in crescita impetuosa non solo della economia ma anche della società e della civiltà del lavoro.
Ma il mio intervento oggi è soprattutto un ringraziamento .
Lo faccio a nome della famiglia Aniasi, e qui abbiamo le due figlie, i due fratelli rimasti, il nipote ed anche -me lo si consenta- la più vasta famiglia umana che in Aniasi si è riconosciuta.
Grazie alle organizzazioni sociali, a quelle partigiane, a quelle dei cittadini di questa ampia zona di Milano.
Grazie, caro Sindaco, che così prontamente e calorosamente hai voluto rivendicare una memoria ed un eredità che ci onora.

Mario Artali


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