giovedì 1° dicembre, ore 21, in via De Amicis,17: "dal PCI al socialismo europeo- un'autobiografia politica", con Giorgio Napolitano intervengono Gianni Cervetti, Giorgio Ruffolo e Michele Salvati. Introduce Ferruccio Capelli, coordina Mario Artali.
(Giorgio Napolitano: dal PCI al socialismo europeo. Un'autobiografia politica. Laterza Editori)
venerdì 2 dicembre ore 18, in via Borgogna,3 :"La guerra di Troilo". Con Carlo Troilo, figlio dell'eroe della Resistenza ed autore del libro, discutono Mario Artali, Gianni Cervetti, Bruno Ferrante, Giorgio Galli e Antonio Pizzinato. Introduce e modera Ferruccio Capelli.
Carlo Troilo :la guerra di Troilo. Novembre 1947: l'occupazione della Prefettura di Milano, ultima trincea della Resistenza. Prefazione di Aldo Aniasi. Rubettino 2005
Circolo
Carlo Rosselli di Milano
in collaborazione con Circolo De Amicis, Circolo La Riforma, Associazione
Italia-Spagna, Associazione Aprile, Meritiamo Milano Migliore
Giovedì 9 marzo 2006, ore 21,
presso il Circolo De Amicis, Via De Amicis 17, Milano
Presentazione del libro-intervista : Zapatero: il Socialismo
dei Cittadini
di Marco Calamai e Aldo Garzia, editore Feltrinelli
introduce: Mario Artali, presidente Circolo De Amicis
intervengono:
Aldo Garzia , direttore di Aprile on line
Felice Besostri , presidente Circolo La Riforma
Alfonso Botti, Università di Urbino
Nerio Nesi, presidente Associazione Italia-Spagna
coordinano il dibattito:
Francesco Somaini, presidente Circolo C. Rosselli
Alessandro Pollio Salimbeni, coordinatore Ass.ne Aprile
Hanno confermato la partecipazione al dibattito:
Fulvio Acquati, Marilena Adamo, Pietro Adamo, Vittorio Angiolini,
Luciano Belli Paci, David Bidussa, Daniele Bonifati, Marco Campione, Donatella
Capirchio, Flavio Cassinari, Davide Corritore, Paolo Costa, Tommaso Di Buono,
Raimondo Elli, Jole Garuti, Gustavo Ghidini, Jasmine La Morgia, Giuseppe
Landonio, Giuseppe La Scala, Luigi Lusenti, Aurelio Mancuso, Francesco Maria
Mariotti, Walter Marossi, Ettore Martinelli, Savino Natalicchio, Pino Polistena,
Alessia Potecchi, Aldo Radice, Matteo Rollier, Francesca Romani, Vincenzo
Saponara, Giovanni Scirocco, Paola Strada, Pietro Torresan, Ermanno Tritto,
Marco Volante
Associazione
"il Socialista"
Circolo di via De Amicis
Circolo La Riforma
12 dicembre 2005 - ore 21.00 , presso la sala del Circolo di via De Amicis
via De Amicis 17 - Milano
SOCIALISTI A CONFRONTO
Conversazione con Marc Osouf
a conclusione del congresso nazionale del Partito Socialista francese
intervengono:
Marc Osouf
Membro del comitato di redazione della rivista Exprit
della segreteria internazionale del PS, Parti Socialiste
Mario Artali, Presidente del Circolo De Amicis
Roberto Biscardini, Senatore Sdi
Felice Besostri, Presidente del Circolo La Riforma
Loris Maconi, Senatore Ds
presiede Enzo Collio, Segretario dell'Associazione "Il Socialista"
|
RICCARDO LOMBARDI, un socialista di Milano Un saluto di ALDO ANIASI
interventi di: vai alle pagine su Riccardo Lombardi |
|
federazione
italiana associazioni partigiane Circolo De Amicis
Casa della Cultura CONOSCETE LA STORIA PATRIA?
I RISULTATI DI UN SONDAGGIO
OSCAR
LUIGI SCALFARO, Presidente
Emerito della Repubblica
STEFANO DRAGHI, professore di Metodologia della scienza Università di MilanoGUIDO MARTINOTTI, professore di Sociologia urbana Università Milano - BicoccaFULVIO
PAPI , professore Emerito di Filosofia
teoretica Università di
Pavia MAURIZIO PESSATO, direttore PEOPLESWG ALCEO RIOSA, professore
di Storia contemporanea Università
degli Studi di Milano
ALDO ANIASI Presidente F.I.A.P. FERRUCCIO
CAPELLI
Casa della Cultura Sabato
13 aprile – ore 9.30 Via
De Amicis 17 - Milano Illustrazione del sondaggio sulla
conoscenza della Storia Patria
|
martedi 23 ottobre ore 21, presso il Circolo De Amicis, via De Amicis,17 - Milano
si è svolto l'annunciato dibattito su:
Riformismi e Socialismo
Condizioni e prospettive per l'unità della sinistra in Italia
relazione di Giorgio Ruffolo
conclusioni di Piero Fassino
ne parliamo in : verso il partito del socialismo?
lunedi 23 aprile alle ore 18 a Milano, in via De Amicis,17
Impresapiù e Circolo di via De Amicis
hanno organizzato un incontro con
Sandro Antoniazzi, candidato Sindaco
Sandro Antoniazzi al Circolo di via De Amicis è di casa, e non da oggi ha partecipato ad iniziative politiche e dibattiti.
Questa volta vogliamo però semplicemente farlo incontrare con i nostri amici e quelli di "Impresapiù" l'associazione per l'innovazione nelle aziende e per una economia non indifferente alla socialità, animata da nostri compagni ed amici.
Ci saranno Felice Besostri ed Antonio Duva senatori della Repubblica e nuovamente candidati al Senato a Milano, ci sarà Mario Artali, candidato alla Camera per il Collegio Milano V, e ci saranno, speriamo, amici e compagni impegnati nella economia e nel sociale.
Siete tutti caldamente invitati ad un incontro per quattro chiacchiere informali ed... un aperitivo.
La manifestazione si è regolarmente svolta, con l'intervento di una vera folla di compagni e simpatizzanti.
Il Circolo De Amicis e la Casa della Cultura hanno promosso martedì 20 febbraio un incontro su un tema che si è rivelato importante non solo, come prevedibile, per la ricostruzione di un pezzo della nostra storia, ma anche per la sua grande attualità politica.
Presieduto e coordinato da Aldo Aniasi e Ferruccio Capelli, il dibattito su
" Pietro Nenni: fra autonomia socialista ed unità delle
sinistre" si è aperto con le relazioni introduttive di Gaetano Arfè, Alberto La Volpe, Giorgio Napolitano e Giuseppe Tamburrano.
Folto e partecipe il pubblico, con molti compagni che hanno vissuto gli eventi che i relatori andavano rievocando ed interpretando.
Si sono poi svolti gli interventi di Mario Artali, Felice Besostri, Fulvio Papi, Emanuele Tortoreto, Luigi Vertemati.
E' sembrato a tutti un ritorno alla politica, quella vissuta e partecipata, anche con gli inevitabili errori, ma con una serietà ed un impegno difficili da ritrovare nei protagonisti di oggi.
Il tema dell "autonomia socialista" nella "unità delle sinistre" appare ancora oggi tutto da svolgere, tra sinistrismi generici e progressismi poco incisivi.
| 1956: Ungheria
Pietro Nenni sull'Avanti! "Il movimento operaio non aveva mai vissuto una tragedia paragonabile a quella ungherese, a quella che in forme diverse cova in tutti i paesi dell'Europa orientale, anche con i silenzi i quali non sono meno angosciosi delle esplosioni della collera popolare. Quanto di meglio noi possiamo fare per i lavoratori ungheresi è aiutarli a risolvere i problemi da essi posti a base del rinnovamento della vita pubblica nel loro e negli altri paesi dell'Europa orientale. aiutarli a spezzare gli schemi della dittatura in forme autentiche di democrazia e di libertà" |
| A fine '99 sono riprese a pieno ritmo le attività del Circolo dopo una pausa protrattasi a lungo, a causa di lavori non più rinviabili.Il Circolo, in compenso,è molto più accogliente di prima, grazie alla collaborazione con "I Navigli",il Circolo associato che si occuperà di garantire servizi adeguati ai propri soci ed a quelli del De Amicis. L'inaugurazione è avvenuta lunedi 15 novembre dalle ore 18 in poi, con risotto finale. |
| *Martedi
23 novembre si è svolto
un dibattito di grande
interesse. Pierangelo Ferrari, segretario regionale DS,ha illustrato proposte ed idee per la Regione Lombardia, e Giorgio Ruffolo ha presentato il "progetto 2000", di cui si parla anche in altre parti di questo sito. Ha aperto la serata Mario Artali ed ha presieduto Aldo Aniasi. Sala gremita e fortissimo interesse per temi di grande rilievo. |
| I
soci del Circolo di via
De Amicis hanno espresso
- anche con un
necrologio sul Corriere
della sera del 20
gennaio- profonda
commozione per la
tragica scomparsa del
compagno socialista Bettino Craxi "protagonista della politica italiana, ricordando le sue battaglie civili,sociali e per la democrazia. Esprimono con grande tristezza sentimenti di fraterna solidarietà e di cordoglio alla moglie, ai figli e a coloro che hanno condiviso il suo dramma." Partecipano al lutto: Aldo e Stefania Aniasi Michele Achilli Mario Artali Pippo Amoroso Arnaldo, Luciana, Stefano,Simone Sciarelli Giulio De Flaviis Gabriele Baccalini Daniela Maffezzoli Anche altri numerosi compagni hanno chiesto di aggiungere la loro adesione. Vai alla pagina su Bettino Craxi |
| Mercoledi 8 marzo il
Circolo di via De Amicis
ha organizzato un
importante dibattito con
Mino Martinazzoli,
Giorgio Ruffolo e
Guglielmo Epifani. Il dibattito è stato aperto da Aldo Aniasi e Pierangelo Ferrari, segretario regionale DS e candidato a Milano per le elezioni regionali. Ha presieduto Pippo Amoroso e, a conclusione, Mario Artali ha confermato il forte impegno dei socialisti, anche attraverso la costituzione di Comitati di sostegno alla candidatura Martinazzoli. La qualità e la passione degli interventi- ed in particolare quello di Mino Martinazzoli- hanno convinto i numerosissimi partecipanti- salone gremito delle grandi occasioni- che...ne vale la pena. Giorgio Ruffolo - sempre efficacissimo- ci ha lasciato un testo che pubblichiamo. Prima del dibattito si era svolto un incontro conviviale - organizzato da Impresapiù Lombardia- a cui sono intervenuti una quarantina di managers ed imprenditori. Ci scusiamo con quanti non abbiamo potuto avvertire, per ragioni di spazio e...di tempo. |
Giorgio Ruffolo: intervento al dibattito con Mino Martinazzoli e Guglielmo Epifani
Circolo di via De Amicis
Milano, 8 marzo 2000
Qui si combatte una bella battaglia. Con un uomo che sa fare amare la politica. Cosa che inevitabilmente lo pone contro corrente.
Del resto, Martinazzoli è un uomo contro corrente.
Che non significa necessariamente uno di minoranza.
La minoranza è una posizione, non una vocazione.
E talvolta, anche per chi non la teme, può succedere che ti abbandona condannandoti alla maggioranza.
Se è vero infatti che la politica non è di moda, è anche vero che è proprio della moda essere volubile.
Che torni di moda la politica? Se c’è uno che può compiere il miracolo, questo è proprio Martinazzoli. Uno che della politica ha un altissimo concetto.
Ci sono epoche politiche ed epoche apolitiche.
Appartengo a una generazione vissuta in un'epoca di politica onnivora. Il crollo delle ideologie ha svuotato la politica delle sue passioni e l'ha ridotta a un guscio vuoto.
E' naturale che non susciti entusiasmo. Si dice: tra i giovani, che non vi vedono risposte alle loro domande per il futuro.. Ma io credo che questo succeda anche ai vecchi, che ricordano altre epoche passate, politicamente più dure, ma più esaltanti.
Dobbiamo parlare dell’istruzione, dell'educazione, del sapere del cittadino. Dei contenuti di questa educazione molto più che della titolarità delle strutture educative.
Dobbiamo parlare dell'ambiente naturale in cui quei cittadini vivono. della loro salute, della qualità della loro vita.
Dobbiamo parlare della loro città.
Nel vecchio centro sinistra. ricordo, fu sollevato per la prima volta in Italia il problema urbanistico. Con qualche estremismo ingenuo e fallimentare da parte di alcuni. Ma anche con passione e con competenza. Fu sollevato, nel progetto Ottanta, il grande problema della struttura, delle funzioni, dello spirito della Città. Poi quel grande problema democratico è stato rimosso. Non è il tempo di riprenderlo? Che tipo di federalismo si può rendere credibile, se al suo centro non c'è l'orgogliosa rivendicazione della forma della Città, materiale e morale?
2. Ecco, nel tempo in cui è diventato di gran moda invocare la flessibilità, intendendo non di rado l'estrema mercificazione e soggezione del lavoro alle esigenze del mercato, noi dobbiamo rivendicare la flessibilità della società intera alle esigenze di una "vita buona". A chi ci indica la flessibilità degli uomini, noi dobbiamo opporre non la loro rigidità, ma la loro integrità, rispetto alla flessibilità delle cose.
Dietro il generale riflusso apolitico c’è una insidia nuova e tremenda per la democrazia. Non il fascismo o il comunismo , la storia non si ripete. Ma un'altra doppia insidia, che chiamerei liberismo e populismo.
Sembra che siano vocazioni opposte: quella ad abbandonarsi al vortice della mercatizzazione mondiale. Quella ad arroccarsi nei miti della nazione, dell'etnia, delle piccole patrie gelose ed esclusive.
C’è qualche cosa che lega questi due fenomeni del nostro tempo. Quello della omologazione mondialistica (come si è detto, il Mac World, il mondo di Mac Donald) e quello della introversione particolaristica, che può sboccare nel fondamentalismo intollerante e razzista. Come ha detto uno scrittore: due Mondi, quello di Mac World e di Gihad (quello del mercato assoluto e della guerra santa) paradossalmente possono combinarsi in una miscela esplosiva. Una miscela di liberismo e di populismo.
Se ci pensiamo bene: non è proprio questo il nuovo fantasma che dobbiamo fronteggiare? Il fantasma che si aggira per l'Europa? Il fantasma del liberalpopulismo?
Non è in nome di questo incontro spurio che si stringe da noi l'intesa tra le due B di Bossi e di Berlusconi? E qual è allora il sostrato che li unisce? Uno sarebbe tentato di rispondere: l'individualismo.
Ma no! Individualismo - forse Martinazzoli direbbe personalismo - è quello dell'animale politico di Aristotele. E anche quello di Adam Smith, che coniuga l'interesse con la simpatia. Sícchè quel famoso macellaio, al quale non chiediamo la bistecca in nome della benevolenza, ha grande bisogno della nostra benevolenza per poterci offrire la sua bistecca- L'individualismo , è una passione squisitamente politica. E' orgoglio e rivendicazione gelosa di una autonoma che è soprattutto responsabilità sociale introiettata, non imposta, non subita.
Quello liberista e Populista non è individualismo, ma Privatismo. Cioè individualismo nudo e arido, come un albero spoglio. Egoismo sociale.
E' quello che fa della società non una struttura di uomini liberi e responsabili, ma un mucchio di sabbia secca. Di granellini che si illudono di essere liberi, e che sono esposti al vento suscitato dalle superstizioni e dalle demagogie.
La grande sfida che sta di fronte alla politica democratica nel nostro tempo è dunque di opporsi a questa dispersione, a questa deriva. E' quella di risuscitare la grande forza della simpatia umana. E' , come ha detto proprio Martinazzoli, quella di riaggregare la società attorno a un "polo,, disinteressato, il polo del disinteresse. Non quello dell'avidità, della vanità, dell'aggressività.
3. Scusate questo sproloquio. Ma è per dire che ciò che è in gioco, in questo paese, ma io direi in tutta l'Europa, è questo confronto, non tra l'individuo e la società, ma tra il cittadino e il privato. Nella cittadinanza, in questo concetto alto della società, in questa combinazione difficile ma esaltante della insocievole socievolezza, si gioca gran parte del nostro futuro. Non solo nella capacità di essere competitivi. Ma in quella di porre la competitività della nostra potente economia - uno strumento formidabile di ricchezza e di avanzamento - al servizio di una grande civiltà. Civiltà. cittadinanza. La storia gloriosa e sanguinosa dei nostri Comuni, delle nostre libertà civiche, è fatta di questa endiade.
Purtroppo, la storia delle nostre libertà è anche quella delle nostre risse. E qui cogliamo un'altra insidia che non è esterna, ma interna alla democrazia. Quella della incapacità, tipicamente italiana, di conciliare la diversità e l'unità in una visione politica autenticamente federalista. Vedete ciò che sta avvenendo nella nostra coalizione di maggioranza. Un paesaggio d'epoca dantesca, di vituperio delle genti.
Noi stiamo rischiando qualche cosa che non è nuova per questo paese. Di farci del male da soli.
Proprio nel momento in cui possiamo cogliere nella ripresa economica il frutto di una grande, grandissima operazione di risanamento e di riscatto, il demone guicciardiniano del particolare ci afferra, per ripiombarci in uno scenario trecentesco. Quello in cui "Marcel diventa ogni villan che parteggiando viene". Quello dei Cesari di Nicolò Machiavelli, dei partiti personali, come dice un recentissimo libretto.
Traccia funesta di populismo di sinistra, che alimenta vanità di glorie effimere, appelli a una popolarità politicamente invertebrata, pretese di protagonismi microscopici, rancori paesani e ribaldi.
4. Queste ultime settimane non hanno rappresentato un tempo fulgido per noi. Io spero che nelle prossime, lo spirito di Maastricht, quello della sfida europea, non della rissa italiana, prevalga. Mai come oggi è stato che il disinteresse politico di ognuno equivale all'interesse Politico di tutti. Oggi il problema vero nelle elezioni regionali come in quelle nazionali successive, è: quale classe politica merita di rappresentare e di guidare questo grande paese. A che altezza si pone rispetto ai grandi e concreti problemi di questo grande paese.
Consideriamoli, allora, questi grandi problemi, questi problemi del nostro presente come storia, non del nostro presente come pettegolezzo. Noi dobbiamo additarli parlando a questo paese, a questa società, non tra di noi "politici". Con chiarezza ed onestà.
Dobbiamo parlare della nostra capacità di costruire una nuova cittadinanza, italiana ed europea.
E' attorno a questo concetto che si ricostruisce una politica autenticamente rappresentativa.
Dobbiamo dunque parlare di una amministrazione pubblica finalmente al servizio del cittadino. Che oggi non c'è ancora. All'altezza dell'Europa. Perché con l'Europa abbiamo in comune una moneta unica, ma non un'amministrazione decente.
Dobbiamo parlare della sicurezza fisica dei cittadini.
Dobbiamo parlare di una protezione sociale dei cittadini, di tutti, e non solo di quelli già protetti.
Dobbiamo parlare della possibilità di realizzare il loro diritto costituzionale al lavoro, si, , rendendo più flessibili i modi della contrattazione, ma anche più impiegabili coloro che vogliono lavorare, attraverso l’arricchimento formativo del loro capitale umano.