| …"Buona parte del socialismo è divenuta realtà; buona parte della sicurezza materiale è stata raggiunta. Ciò che resta da attuare oggi è l'impegno permanente del socialismo. Non solo per ciò che riguarda il salario, che pure è importante, ma per ciò che riguarda il rafforzamento della personalità umana. Uno deve sapere cosa fare della propria vita. Da giovane io non sapevo che il socialismo è un impegno permanente. Credevo che il socialismo fosse qualcosa da attuare e poi semmai migliorare. Invece è molto, molto di più. E' il modo di combinare la libertà e la giustizia e la solidarietà in un impegno che non finisce mai. Il socialismo è come un marinaio che impara molto presto a fare il marinaio, anche se è un ragazzo e non ha mai visto il mare. Perché, nel suo primo viaggio, il marinaio scopre che l'orizzonte non è una linea di confine. Quando la nave si sposta, anche l'orizzonte si sposta: sempre più in là, sempre più in là, fino a diventare tanti orizzonti sempre nuovi. Oh, sì. È così che io vedo il socialismo: come un orizzonte che non raggiungeremo mai e a cui tentiamo di andare sempre più vicino". Willy Brandt |
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| Quanti tentativi! E quante delusioni, finora. Non cancelliamo nulla, non nascondiamo nulla. La storia non torna indietro, e nessuno può seriamente sperare che rinasca il PSI della nostra giovinezza e del nostro orgoglio, ma...può una storia così grande e gloriosa andare persa? Non mollare! |
Socialisti!
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Livorno 1921: la "profezia" |
Le memorie: noi siamo
quel che ricordiamo. Brandelli di storia del movimento operario e
della democrazia...( nella foto:De Gasperi,Nenni e Togliatti) |
Sui comunisti: nessuna scomunica, ma nessuna sottovalutazione |
La democrazia, non solo opinioni "convenzionali": un tema di crescente attualità |
Ci
abbiamo provato! Dalla idea di un partito nuovo della sinistra, alla "cosa2",
al nulla: come un mediocre apparato può vivacchiare senza il
disturbo della politica.
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Progetto2000, 1°Congresso DS, fino agli esiti del 2° Congresso. In: cronache del disastro |
Con Giorgio Ruffolo: |
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Ne abbiamo parlato sempre meno, di Milano. Non
perché sia difficile il
confronto col
centrodestra, ma perché ...il confronto c'è stato poco. Abbiamo
registrato a lungo le iniziative, tra
improvvisazione e
folklore, di sconfitta in sconfitta, di un
ceto politico spento e perdente. Non è stato facile crederci ancora...e tuttavia ora: si può andare oltre le cronache della disfatta |
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