Ed ora?


Nuova fase di delusione?  L'esito del referendum  costituzionale ha aperto comunque una nuova fase. Difficile fare previsioni e necessaria più che mai la buona volontà di chi non accetta l'idea di un paese ormai abbandonato ai populismi e alle culture degli estremismi infantili, l'eterna pretesa - a sinistra- di parlare in nome del popolo festeggiando, quando va bene, il superamento alle elezioni del 5%.
La riflessione è  aperta...
Ma intanto...è motivo di orgoglio l' averci provato a smuovere le cose.


ReferendumSI    



La speranza è l'ultima a morire....

Già, l'imprevedibilità della storia, o anche solo della cronaca. Abbiamo guardato con simpatia a Matteo Renzi, anche se con moderata convinzione. Lo vedevamo come una nuova piccola speranza di uscire dal ghetto del post-comunismo ora dotto e saccente, ora concreto ..come un buon amministratore locale, ma allergico alle strategie e ad una visione più ampia delle cose, in ogni caso...sconfitto. E sconfitto sopratutto nelle parti più avanzate del paese, quelle da sempre allergiche all'ordine burocratico con disciplina di partito e messa alla domenica, secondo l'antico compromesso togliattian-berlingueriano. E così hanno regalato per decenni Milano alla destra, pur di ignorare una verità fastidiosa: che una parte grande e tendenzialmente maggioritaria di elettorato milanese era è attratto da culture laiche,liberali,aperte ed..anarchiche, tutto tranne che il cattocomunismo dalle troppe burocratiche certezze. Ed ora...torniamo a sperare, e quindi, a discutere.

Forza, Matteo! E che la fortuna ti e ci assista...

P.S. Imprevedibilità...ma solo fino ad un certo punto. Per chi non ci credesse riportiamo un pezzo di Giorgio Ruffolo del... 29 dicembre 2001:

Un partito ed un'idea per il centrosinistra

 ed anche un mio pezzo del 2002 :Ds e dintorni


Terzo tempo?

C'è stato il tempo dell'impegno politico militante socialista e poi, dopo lo scioglimento del PSI, il tentativo di costruire un nuovo strumento della sinistra riformista (PDS,DS ed ora PD). La sorte di questa fase è sotto l'occhio di tutti, ed in parte si riassume nelle valutazioni esposte qualche anno fa qui sotto ed oggi nella constatazione che nessun passo avanti è stato fatto.

Che fare? L'Italia si imbarbarisce e la sinistra democratica passa dalla velleità maggioritaria a quella delle coalizioni populiste-giustizialiste, che servono solo a prolungare la vittoria della sconfortante destra di casa nostra...

La domanda è sempre più pressante. Sapremo costruire una risposta?


L'0ssimoro si evolve...

Si, è vero, l'Ossimoro si evolve. Meno strumento di lotta politica e più testimone -ancor più appassionato- dei valori di fondo della milizia politica.
Il perchè di questa scelta è semplice. Alla vigilia delle consultazioni elettorali della prossima primavera - e subito dopo si voterà, innanzitutto a Milano, anche per il Comune - non sembrano immediatamente possibili gli obiettivi per cui ci siamo battuti, e che tuttavia restano, per molti di noi, validi come prima: innanzitutto la formazione di un grande partito del socialismo democratico che ponga termine alla diaspora ma costruisca anche qualcosa di nuovo, dopo la sconfitta storica della scissione di Livorno e la fine di una speranza che è diventata tragedia.
I socialisti che come noi non solo non sono pentiti, ma anzi sentono tutto l'orgoglio di una gloriosa battaglia secolare non possono pensare al semplice "ritorno a casa" di chi stava nel PSI, ma devono guardare più avanti, alla ricomposizione di quello che fu il movimento operaio ed insieme alla apertura alle nuove realtà che la trasformazione profonda della società ha fatto e fa emergere.
Se il PSI è stato un grande partito, lo è stato sopratutto per la capacità di guardare avanti, di aprirsi a tutte le eresie, a tutte le richieste di libertà e di futuro che emergevano anche decine di anni orsono dalla realtà.
Proprio ora dovremmo ragionare - tutti insieme - in termini che appaiono ristretti e superati?
No, questo richiede che ciascuno faccia la parte che si è assegnata, senza presunzioni di superiorità rispetto a chi ha fatto altre scelte.
Così saluteremo con lo stesso affetto compagni che ritengono finita la fase del risentimento - anche di quello più motivato- e rispetteremo le scelte diverse nella fase che si è aperta.
Nel nostro cuore c'è anche la rosa nel pugno, ma c'è insieme una prospettiva unitaria che abbiamo perseguito, certo con delusioni e fiaschi, in tutti questi anni, ma che non avrebbe senso lasciar cadere.
C'è la speranza che anche la sinistra radicale, del cui stimolo spesso sentiamo l'utilità, superi la fase della illusione massimalista e riscopra che la vera rivoluzione è quella che si conquista ogni giorno, anche se ormai l'espressione "riformista" appare sempre più compromessa dalla imitazione e dal minimalismo.
Chi ha conosciuto il riformismo socialista, nella sua ricchezza e nella sua complessità, sa di cosa parliamo.
E così l'Ossimoro vuole essere un punto di incontro e di discussione, rinunciando a qualcosa oggi per aiutare di più il futuro a nascere.
Ed il futuro, al di là delle formule e formulette, sta nel grande movimento che in tutta Europa si chiama socialista, si riconosce nel Partito del Socialismo Europeo, che semmai vuole aprire di più e rinnovare, ma senza rinnegare una storia che non ha nulla da far dimenticare.
Così seguiremo meno le mini evoluzioni e le contorsioni tattiche, e di più la riaffermazione dei valori, la rivendicazione del diritto al futuro per tutti coloro che sanno fare i conti con il passato.
A sinistra, ovviamente, e senza complessi.
 

Ovviamente le vecchie pagine di dibattito sono sempre accessibili, cliccando qui sotto

evoluzioni ed involuzioni Lettere ed interventi quale Europa? La Milano della sinistra sconfitta

Giorgio Napolitano  Presidente della Repubblica: un socialista al Quirinale; un vecchio amico del Circolo di via De Amicis.

Bertinotti presidente della Camera dei Deputati: un pellegrinaggio ideale nei luoghi dove è nata la nostra Costituzione


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