PANNELLO  17 SALTO NEL 1935".

 

 

Afferma Rosselli nell'articolo Salto nel 35 (G.L. del 28 dicembre): "Entriamo, italiani, nel 1935, l'anno del Duce definito cruciale... L'anno cruciale che cosa riserberà? La guerra in Abissinia?". L'attività pubblicistica di Carlo relativa al 1935 è indirizzata all'analisi della politica estera fascista e principalmente alla questione abissina, ulteriore conferma del pericolo di una sempre più marcata fascistizzazione dell'Europa. In Come vince il fascismo (G.L. del 22 marzo) Rosselli sottolinea la spregiudicatezza delle politiche estere del fascismo e del nazismo, cui corrisponde l'assoluto immobilismo politico delle forze antifasciste europee e della Società delle Nazioni, che punta unicamente alla politica del disarmo come unico mezzo per riconquistare la pace. In questo quadro é emblematico ciò che scrive in Specchi per allodole pacifiste (G.L. del 23 agosto): "Nell'Europa del 1935 la libertà è una debolezza colpevole di cui ci si scusa di fronte ai dittatori trionfanti". Rosselli, che fino a questo periodo aveva sempre difeso la ricerca della pace e del disarmo, di fronte al dilagare della violenza e al pericolo della guerra ritiene che "disarmare le potenze e gli stati non si può. Non c'è che un modo per disarmarli: rivoluzionarli dall'interno". E, dunque, ancora una volta Carlo propone la rivoluzione, non solo come unico baluardo contro la dittatura, ma anche un mezzo con cui liberare l'uomo dall'oppressione. In proposito, nell'articolo Della pace e della guerra (G.L. del 12 aprile), afferma: "Il problema della lotta contro la guerra fa perciò tutt'uno col problema della lotta per l'emancipazione integrale dell'uomo, col problema della rivoluzione. Per disarmare gli stati bisogna sovvertirli, e per sovvertirli bisogna liberare la società e l'uomo". Ma, liberare le masse significa anche dar loro un obiettivo per cui battersi e appoggiare la rivoluzione: propone allora di prospettare l'idea di costruire l'Europa, ovvero, come scrive in Europeismo e fascismo (G.L. del 17 marzo) "gli Stati uniti d'Europa". Questa prospettiva rappresenta una svolta teorico-politica dell'idea europeista dell'antifascismo, in quanto si individua nell'elezione di un'assemblea costituente lo strumento necessario per arrivare all'elaborazione di una vera e propria costituzione federale e si richiama l'attenzione sulla necessità di mobilitare le masse per risvegliare l'interesse a combattere contro il fascismo.

Il 3 ottobre, Mussolini dichiara guerra all'Etiopia. Carlo, anticipando la gravità della situazione politica, ritiene necessario e non più rinviabile che le forze antifasciste si uniscano e facciano appello a tutto il popolo perchè "si risollevi e risorga". Questa linea, sostenuta da Rosselli anche a seguito del risultato politico dell'VIII Congresso dell'Internazionale comunista, che sancisce l'inizio della politica dei fronti popolari liquidando quella del socialfascismo, è ripresa nell'articolo Opposizione d'attacco (G.L. del 4 ottobre), in cui Carlo lancia la sua ultima proposta politica, che difenderà fino alla morte, dell'unità dell'azione antifascista. Si rivolge ai comunisti, ai socialisti e agli anarchici perché insieme creino una federazione di partiti, in cui G.L. potrebbe rappresentare "un partito tra i partiti", nel rispetto delle reciproche autonomie e identità, ma con l'obiettivo comune di abbattere i fascismi. In Accordo di rivoluzione e non di successione (G.L. del 27 settembre), Rosselli dà corpo a questa proposta cercando di definire in primo luogo il tipo di unità che dovrebbe essere perseguita: un'unità che unisca ed agisca, "che non si limiti a permettere uno sforzo in comune, ma che obblighi singoli, partiti e gruppi a esercitare il loro massimo sforzo in comune" con l'obiettivo di "un accordo di unità di azione contro il fascismo e contro la guerra, diretto a creare una situazione rivoluzionaria in Italia".

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