Nell'agosto del 1929, a Parigi, Rosselli, Nitti e Salvemini
decidono di dare ufficialmente vita al movimento di Giustizia e Libertà,
che, oltre a questo nucleo di fuoriusciti, vede la partecipazione di altri
antifascisti rimasti in Italia per organizzare la rete clandestina di lotta
al regime: tra gli esponenti più significativi Ernesto Rossi a Bergamo,
Riccardo Bauer a Milano, Nello Traquandi a Firenze. Come afferma Aldo
Garosci nella biografia su Carlo Rosselli "nei primi anni G.L fu
soprattutto movimento di azione ardita", in contrapposizione
all'esperienza della Concentrazione antifascista che, pur essendo l'unico
strumento di collegamento fra le forze antifasciste in esilio, per i
giellini corrispondeva all'immobilismo, alla mancanza di idee e di
prospettiva di azione. Fino alla pubblicazione dei "Quaderni di
Giustizia e Libertà", avvenuta nel gennaio 1932, il movimento diffonde
una serie di opuscoli o bollettini intitolati "Giustizia e Libertà.
Movimento rivoluzionario antifascista", a cadenza mensile, dai quali
traspare già il significato politico della costituzione del movimento e i
suoi obiettivi all'interno della lotta antifascista. Nel primo bollettino vi
è un'anticipazione del Primo programma di G.L., riportato successivamente
dai Quaderni in termini più organici e completi, in cui si sottolinea che
il movimento "si batte per il rovesciamento della dittatura fascista e
per la conquista di un regime libero, democratico, repubblicano".
Spicca il ricorso all'idea dell'azione rivoluzionaria come unica arma a
disposizione dell'antifascismo per ripristinare la democrazia e la libertà,
a difesa della classe lavoratrice ed in nome di un "secondo
Risorgimento italiano". Nonostante questo accenno programmatico, i
primi mesi dell'attività di G.L. sono dedicati all'organizzazione del volo
di Giovanni Bassanesi e Gioacchino Dolci su Milano che prevede il lancio
sulla città di manifestini inneggianti alla lotta rivoluzionaria contro il
regime. Con i soldi messi a disposizione da Carlo, un'amica di Salvemini
riesce ad attraversare il confine italiano e acquistare un piccolo aereo.
Rosselli e Tarchiani arrivano a Bellinzona, in Svizzera, da dove è stato
deciso si leverà in volo l'aereo guidato da Bassanesi, con Dolci che
getterà i manifestini nel cielo di Milano, incitando i cittadini a
ribellarsi al regime. L'azione è compiuta ed il messaggio di protesta è
lanciato, ma mentre Dolci riesce a tornare in Svizzera, Bassanesi precipita
con l'aereo sul Gottardo, dove viene arrestato dalla polizia ticinese, per
violazione del codice aviatorio svizzero. Accusati dello stesso reato, anche
Tarchiani, Rosselli e Dolci vengono processati il 18 e 19 novembre 1931 a
Lugano. Per Amelia questo è un ennesimo motivo di turbamento, come scrive
da Londra il 3 novembre al figlio: "Penso a te, e all'avvicinarsi di
questo nuovo processo... Stà attento che non ti facciano qualche tranello.
Io ho molta paura, te lo confesso. Ti raccomando giudizio, e non tirar
troppo la corda...". In realtà, come è avvenuto per il processo di
Savona, Carlo ha tutta l'intenzione di approfittare di questa seconda
occasione, per lanciare una messaggio contro il fascismo ed incitare il
popolo alla rivolta. Nel suo intervento, sottolinea gli obiettivi di
Giustizia e Libertà: l'azione rivoluzionaria contro la tirannia fascista,
per la libertà, la democrazia e la pacificazione italiana ed europea. La
deposizione prosegue acquistando un carattere spiccatamente privato quando
ricorda ciò che il fascismo ha provocato nella sua vita di giovane
trentenne: "Avevo una casa: me l'hanno devastata. Avevo un giornale: me
l'hanno soppresso. Avevo una cattedra: l'ho dovuta abbandonare. Avevo, come
ho oggi, delle idee, una dignità, un ideale: per difenderli ho dovuto
andare in galera. Avevo dei maestri, degli amici, Amendola, Matteotti,
Gobetti: me li hanno uccisi...". E conclude dicendo che di fronte a
questo stato di cose non vi è nient'altro da fare che ribellarsi e lottare.
Anche questa volta, il Tribunale tiene in considerazione la forza e
l'importanza politica delle idee di Rosselli, che sono riconosciute quasi
necessarie di fronte all'inasprimento delle azioni fasciste. Il processo si
conclude con una condanna di quattro mesi per Bassanesi, che viene espulso
dalla Svizzera e assoluzione per tutti gli altri imputati. Amelia scriverà
a Marion: "Dì a Carlo che ho letto la sua deposizione... veramente
bellissima, di una grande altezza ed efficacia...". Nel periodo
compreso tra la nascita di G.L. ed il processo di Lugano, vi è
un'evoluzione delle vicende politiche densa di riflessi per la storia del
movimento antifascista italiano ed europeo. Da una parte vi è il Partito
Comunista d'Italia, sempre più allineato sui dettami derivanti dal VI
Congresso dell'Internazionale comunista del 1928, che, come vedremo anche
nella parte dedicata alle critiche comuniste a Socialismo Liberale sostiene
la equiparazione delle socialdemocrazie europee al socialfascismo.
Dall'altra vi è la Concentrazione antifascista che tenta di superare le
divergenze di tattica politica esistenti tra i gruppi che la compongono
attraverso la stipula, avvenuta l'8 settembre 1930, di un patto di unione e
di azione che dovrebbe indicare a tutti gli antifascisti non comunisti una
via comune di lotta contro il fascismo. G.L. aderirà alla Concentrazione
nel novembre 1931, dopo che a luglio è stato siglato un primo accordo
programmatico tra G.L. ed il PSI di Nenni. Nel frattempo, nell'ottobre 1930,
la spiata di un delatore infiltrato fa scattare una serie di arresti
"eccellenti" tra il gruppo dirigente di G.L. in Italia. Traquandi,
Parri, Rossi e Bauer vengono tradotti a Regina Coeli. Nel maggio 1931, Rossi
e Bauer sono processati nel cosiddetto "processo degli
intellettuali" e condannati a venti anni di carcere. E' un duro colpo
per i giellini in Italia e per i fuoriusciti. Sempre in questo periodo, tra
il 1930 ed il 1931, Nello riesce ad ottenere il passaporto e con Maria si
trasferisce a Londra, dove inizia i suoi studi su Carlo Pisacane.
Simbolo del Movimento di Giustizia e Libertà fondato nell'agosto del 1929 a Parigi da Rosselli, Nitti e Salvemini.
