PANNELLO  8

CARLO, MARION E JOHN A LIPARI.

 

 

A Lipari, la più grande delle isole Eolie, dove arriva con Ferruccio Parri, Carlo riesce ad affittare una villetta abbastanza confortevole, immersa nella natura ed un pianoforte, sua vecchia passione. L'idea di trascorrere un periodo di vita che lo stesso Carlo definisce "da pollaio; falsa apparenza di libertà", viene mitigata dalla possibilità di poterla condividere con Marion ed il piccolo John che ha solo sei mesi. Anche alla madre Amelia è stato concesso il permesso di visitare il figlio, ma sporadicamente. Per il resto del tempo, tra madre e figlio vi è uno scambio epistolare quasi giornaliero, dedicato per lo più alla descrizione dell'andamento della crescita del bambino, alle sue piccole conquiste e novità. Dalle lettere si scopre un nuovo lato del carattere di Carlo, quello di padre estremamente affettuoso: "Il Mirtillino -è il nomignolo con cui chiama John- tanto caro fresco divertente da far commuovere il babbo teoricamente prevenuto contro i pupi..."; ed ancora "Il Mirtillino è una delizia... Suo padre comincia ad intenerirsi... Anche perché da qualche giorno il figliolo va facendo energici sforzi per imparare a dire babbo-babbo...". Ma a giugno John si ammala di una grave forma di dissenteria amebica e con Marion è costretto a curarsi in Inghilterra dove vive presso degli zii materni. La separazione dalla famiglia e la solitudine saranno per Carlo un'esperienza molto difficile ed infatti scriverà alla madre: "... la nostalgia, cara mammà, è grande; e non vedo l'ora del ricongiungimento". In questo periodo a Lipari arrivano altri antifascisti che instaureranno con Rosselli e Parri un'affettuosa amicizia: Gioacchino Dolci, giovane repubblicano amico di Gramsci; il socialista Paolo Fabbri, bracciante e dirigente di organizzazioni contadine; Fausto Nitti, repubblicano, amico di Matteotti; l'anarchico Francesco Porcelli ed infine Emilio Lussu, avvocato, tra i futuri fondatori del Partito d'Azione, subito in sintonia con Carlo, con il quale comincia a parlare insistentemente di fuga. Il rapporto tra i confinati è di grande cordialità e simpatia, anche per la disponibilità di Rosselli a mettere a disposizione la sua abitazione per riunirsi e discutere, i suoi libri, il suo tempo, al fine di non cadere in ciò che i fascisti avrebbero voluto: l'ozio delle menti. Intanto, nel dicembre 1928 Marion e John, che ormai è sulla via della guarigione, tornano a Lipari. Carlo riprende con più energia gli studi ed il lavoro di definizione politico-ideologica del suo pensiero, che si sta ormai definendo nell'opera più significativa di Rosselli: Socialisme Liberal.

da sinistra:Carlo con il figlio; primi passi; Marion a Lipari

 

 

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