PANNELLO  5 IL CIRCOLO DI CULTURA POLITICA DI FIRENZE. MARION CAVE.

 

All'indomani della fine del primo conflitto mondiale, un gruppo di giovani fiorentini sente l'esigenza di discutere sul significato politico dell'intervento in guerra dell'Italia e sul futuro delle istituzioni liberali. Per questo nasce il Circolo di cultura di Firenze che si aggiunge ad altri gruppi sorti in Italia nel periodo bellico e post bellico con la stessa matrice ideologica: a Torino "Rivoluzione Liberale" di Gobetti, a Genova "Pietre" diretto da Pietro Basso, a Milano, il gruppo di "Caffè" con Bauer e Parri. Il Circolo fiorentino si costituisce per iniziativa di Alfredo Niccoli che intende proporre un sistema di dibattito politico incentrato su tematiche di attualità, come avviene in alcuni clubs attivi in Inghilterra: il relatore apre la discussione ed i presenti partecipano liberamente. Durante i primi tre anni di vita, agli incontri settimanali del Circolo nella sede dell'avvocato Niccoli, in Via degli Alfani, partecipano tra gli altri Ernesto Rossi, Piero Calamandrei, Piero Jahier, oltre a Carlo e Nello Rosselli. I relatori delle serate sono Gaetano Salvemini, Alessandro Levi, Riccardo della Volta. Tra i temi più dibattuti vi sono la questione meridionale, il futuro del socialismo, la rivoluzione russa, oltre naturalmente la critica all'interventismo. 

Tra il 1921 ed il 1923, i partecipanti alle discussioni si fanno sempre più numerosi, tanto che il Comitato direttivo decide di trovare una nuova sede, più spaziosa, autonoma, che possa restare aperta tutti i giorni e dove ci siano spazi per consultare riviste e libri. Carlo Rosselli, entusiasta del progetto, decide di investire i suoi denari nell'affitto della nuova sede in Borgo SS.Apostoli e per l'arredamento. Gobetti ricorda così l'entusiamo del giovane:"Ho incontrato Rosselli, è euforico e tutto preso dall'idea di questo Circolo, e porta di persona i mobili su per le scale per arredare questo ambiente". 

Una sera del 1923, Gaetano Salvemini invita al Circolo una giovane ragazza inglese della Contea di Bekshire: il suo nome è Marion Catherine Cave. Tra Carlo e Marion nasce subito una forte intesa. Marion è la quarta di cinque fratelli; suo padre, pedagogo, è di religione quacquera. Appassionata di musica lirica, ha un temperamento romantico ed ama particolarmente la cultura italiana. Infatti imparerà molto velocemente l'italiano, anche per l'assidua lettura di quotidiani, fra cui l'"Avanti". A ventitrè anni decide di laurearsi all'Università di Firenze, dove si guadagna da vivere insegnando inglese al British Institute. Qui conosce Gaetano Salvemini, che ne rimane affascinato soprattutto per la spiccata personalità. Negli anni successivi la chiamerà confidenzialmente "Biancofiore". Marion si impegna attivamente nel Circolo e, insieme a Nello Rosselli ed a Salvemini, si iscrive al Partito Repubblicano. 

L'attività del gruppo di giovani intellettuali fiorentini si fa sempre più intensa: la riflessione politica ogni giorno più pericolosa, tanto che la sera del 31 Dicembre 1924, le squadre fasciste devastano completamente il Circolo di cultura. Due giorni dopo l'assalto, il Prefetto ne ordinerà lo scioglimento in quanto "la sua attività provoca il giusto risentimento del partito dominante". 

Marion e Carlo condividono la storia del Circolo ed insieme affrontano le nuove sfide della vita. Decidono di sposarsi il 25 Luglio 1925 a Firenze, per trasferirsi quasi subito a Milano. 

Qualche anno più tardi, Amelia dirà di Marion: "... era abituata, era stata onestamente avvertita, fin dal primo momento, di quello a cui andava incontro; ed essa del resto... aveva dato prova non dubbia di passione politica. 

Ma fino a qual limite un uomo, un marito, deve sacrificare la famiglia per l'ideale?".

Nelle foto: prima dell'impegno totale

 

 

WB01339_.gif (896 byte)