Il giovane Carlo trascorre l'estate del 1921 al
Forte dei Marmi, lontano dalla madre Amelia trattenutasi invece dagli amici Zabban, nella
campagna fiorentina.
Legge con particolare interesse i testi di Roberto
Michels, Vilfredo Pareto e Achille Loria, di cui subirà una notevole influenza e che lo
spingono a ripensare alcuni concetti espressi nella tesi di laurea.
Nei primi mesi del 1922, la situazione politica
italiana precipita in una pericolosa incertezza che avvantaggia solo il movimento
fascista. Si assiste all'impotenza politica del Partito Socialista e ad una conseguente
sfiducia verso l'azione del suo leader Filippo Turati.
Dopo il XIX Congresso socialista di Milano (Ottobre
1922), che vede l'espulsione dei riformisti, Carlo inizia a studiare per la sua seconda
tesi di Laurea in Giurisprudenza. Egli sente forte l'interesse per l'economia politica e,
per questo decide di trasferirsi a Torino e poi a Milano, per conoscere e confrontarsi con
economisti illustri quali Luigi Einaudi, Pasquale Iannaccone e Gaetano Mosca, che sta
ultimando il suo "Elementi di Scienza Politica".
Grazie alla collaborazione con Mario Fubini,
incontra Piero Gobetti e i giovani del gruppo torinese di "Rivoluzione
Liberale".
Pochi mesi dopo, torna a Firenze e partecipa alla
fondazione del "Circolo di Cultura".
Nel luglio 1923, dopo essersi laureato in
Giurisprudenza all'Università di Siena, Carlo si reca a Genova dove, grazie
all'intervento di Salvemini, conosce l'economista Attilio Cabiati che offre al giovane
Rosselli la possibilità di fare l'assistente volontario all'Istituto di Economia Politica
della Bocconi di Milano, per l'Anno Accademico 1923-1924. Carlo accetta, ma prima decide
di trasferirsi due mesi a Londra. Qui incontra e si confronta con i coniugi Webb e G.D.H.
Cole, teorici socialisti non-marxisti protagonisti della prima tesi di laurea; partecipa
ai seminari tenuti dalla Fabian Society ed anche ai lavori del Congresso annuale delle
Trade Unions. Il contatto con gli ambienti del laburismo inglese spinge Rosselli a
rivedere il suo concetto di socialismo. Dopo che nel giugno 1922, la Conferenza nazionale
del Labour Party tenutasi ad Edimburgo sceglie la strada della "parlamentary
political democracy", facendo così raddoppiare i voti al labour nelle elezioni del
dicembre 1922, Carlo si convince che per superare le crisi e gli insuccessi dei partiti
socialisti continentali e ancor di più del socialismo italiano è necessario
intraprendere la via della revisione liberale del socialismo. Dunque, prende forza
l'affermazione di un socialismo non-marxista, di un partito del lavoro completamente
sganciato dai teoremi marxisti, e in primo luogo dallidea di determinismo
economicistico.
Il modello che Carlo avrebbe voluto far passare in
Italia era quello lanciato da J. Ramsay Mac Donald nel suo Direttive politiche per il
Partito del lavoro, dove viene proposto un socialismo che sappia conciliare le esigenze
della moderna borghesia liberal-democratica con quelle del movimento proletario, in una
prospettiva di progresso e secondo un modello liberale.
Nell'inverno tra il 1923 e '24, Carlo va a Milano,
dove alla Bocconi inizia la sua esperienza da assistente volontario di Cabiati. Su
incarico del PSU e della CGIL tiene lezioni anche all'Università proletaria. Qui si
costituisce un nucleo di antifascisti repubblicani e socialisti che seguiranno anche
l'imminente campagna elettorale di Turati e Matteotti per le elezioni politiche del 1924.
E' questo un periodo molto importante per la vita di
Rosselli. Partecipa sempre più attivamente ai lavori del Partito Socialista Unitario i
cui leaders Turati, Treves e Matteotti gli infondono una grande forza per affermare l'idea
di un socialismo riformista, che combatta la violenza e difenda la libertà, soprattutto
di fronte all'imperversare del fascismo.
L'influenza del teorico inglese Leonard Trelawny
Hobhouse, tra i primi teorizzatori del liberal socialismo, sollecita Carlo nel Luglio 1923
a scrivere per "Critica Sociale", rivista fondata da Filippo Turati un articolo
fondamentale per la prima fase del suo pensiero politico: Liberalismo socialista. Vi si
ritrovano i principi teorici su cui nel 1929 penserà "Socialismo Liberale" e
cioè la necessità che il movimento socialista si renda indipendente "alla lettera
dal pensiero marxista", e proclami invece la validità del binomio
liberalismo-socialismo. Dove il liberalismo come metodo viene distinto dal liberalismo
come sistema. In una lettera scritta alla madre, Rosselli commenta così l'uscita
dell'articolo: " E' sortito il mio lenzuolo su Rivoluzione Liberale... Ritengo sia
destinato ad accendere forti polemiche. Sono però in una posizione fortissima e
soprattutto, mi pare, discretamente originale".