Note

[1] A. Manzoni,  Marzo 1821, v. 31-32, ora in L. Bianchi – V. Mistruzzi, Convegno, ed.   Zanichelli, Bologna 1960, p. 900 

[2] ora in Giovanni Spadolini, Gli uomini che fecero l’Italia, ed. Longanesi & C., Milano  1993, p. 226

[3] Cavour, Camillo Benso conte di, statista (Torino 1810 – 1861). Entrato in politica su posizioni liberali moderate a partire da 1848 e ricoprì importanti incarichi di governo (Agricoltura, Industria, Commercio e Finanze) fino ad assumere la carica di Presidente del Consiglio dei Ministri nel 1852 in accordo con la “sinistra” di Rattazzi (il “connubbio”). Attuò politiche liberiste e liberali. In politica estera condusse serie e proficue relazioni con molti stati occidentali per permettere l’ampliamento del Regno sabaudo e l’unificazione dei territori della penisola. Arrivò alla parziale realizzazione di tale obiettivo dopo una serie di tappe che ne misero in luce la sue capacità di statista (Guerra di Crimea, Patti di Plombièrs, II Guerra di Indipendenza). Dimessosi dopo l’armistizio di Villafranca tornò dopo breve tempo al potere ed ottenne dalla Francia il riconoscimento dell’annessione al Piemonte dei territori dell’Italia centrale e meridionale. Il 17 marzo 1861 poteva legittimamente tenere a battesimo il neonato Regno d’Italia ed auspicare, a complimento del medesimo, la conquista e la proclamazione di Roma capitale. Morì di malattia nel 1861.     

[4] Giovanni Spadolini, Gli uomini che fecero l’Italia, op. cit., p. 226

[5] Emanuele Filiberto, duca di Savoia (Chambéry 1528 – Torino 1580), terzogenito di Carlo III. Fu al seguito di Filippo II di Spagna e dell’imperatore Carlo V. Succeduto al padre nel ducato di Savoia (1553), lo rafforzò militarmente. Dopo il trattato di Cateau-Cambrèsis (1559) riottenne la piena sovranità sullo Stato sabaudo e il possesso di Nizza, strappatagli dai Francesi, da lui sconfitti a San Quintino (1557). La sua attività di riformatore portò al potenziamento economico dello Stato. Trasferì la capitale a Torino (1563), segno che i Savoia avevano definitivamente e chiaramente posto l’orizzonte delle proprie ambizioni politiche nelle vicende della penisola italiana.    

[6]ora in Indro Montanelli – Roberto Gervaso, Storia d’Italia, vol. 16, L’età della Controriforma, Fabbri Editori, Milano 1994, p. 115.

[7] Cattaneo Carlo, uomo politico, storico ed economista (Milano 1801 – Castagnola di Lugano 1869). Fu sostenitore del federalismo repubblicano e del ruolo fondamentale delle autonomie locali contro un eccessivo accentramento politico ed amministrativo di cui avversò gli esiti monarchici e filosabaudi. Prese parte alle Cinque Giornate di Milano.  

[8] Gioberi Vincenzo, filosofo, sacerdote e politico (Torino 1801 – Parigi 1852).Ordinato sacerdote nel 1825 inizialmente sostenne posizioni repubblicane che abbandonò preferendo una soluzione confederale di Stati sotto la guida morale del Papa (neoguelfismo), opzione a cui preferì, dopo aver ricoperto numerose cariche di stato (deputato, ministro, Presidente del Consiglio) una soluzione a favore di uno Stato liberale unitario.

[9] Pio IX (Giovanni  Maria Mastai Ferretti, Senigallia 1792 – Roma 1878). Eletto Papa nel 1846 inizialmente agì seguendo un programma riformatore che abbandonò nel 1848 assumendo posizioni antiliberali. Dopo l’occupazione di Roma rifiutò accordi con lo Stato italiano chiudendosi in un ostinato isolamento.

[10] D’Azeglio Massimo Taparelli, uomo politico e scrittore piemontese (Torino 1798 – 1866). Dopo la sconfitta di Novara (1849) fu Presidente del Consiglio e concordò la pace con l’Austria. Nel 1852 cedette la guida del governo a Cavour che aveva chiamato a far parte del suo Ministero fin dal 1850.

[11] Ricasoli Bettino, barone e uomo politico (Firenze 1809 – Brolio 1880). Nel 1859 fu dittatore della Toscana dopo la fuga del Granduca Leopoldo II e ne proclamò l’unificazione con il Piemonte. Di tendenze liberali moderate fu Presidente del Consiglio del Regno d’Italia nel 1861-1862 (dopo la morte di Cavour) e nel 1866-1867.

[12] Ruffini Giovanni, scrittore (Genova 1807 – Taggia 1881). Fu esule in Inghilterra dove propagandò le sue idee mazziniane attraverso alcuni romanzi ( 1853: Lorenzo Benoni, 1855: Il dottor Antonio).Suo è il libretto del Don Pasquale di gaetano Donizetti).

[13] Wison Thomas Woodrow, ventisettesimo Presidente degli USA (!856 – 1924). Democratico, fu Presidente dal 1913 al 1921. Durante la Grande Guerra sostenne posizioni pacifiste e l’intervento degli USA nel conflitto si ispirò ad un’azione di liberazione dei territori oppressi dagli Imperi Centrali. Alla Conferenza di Pace tentò di far applicare principi di universale cooperazione che codificò nei suoi 14 punti (18 gennaio 1918) che portarono alla realizzazione della Società delle Nazioni, peraltro rigettato dal Senato USA. Nobel per la Pace nel 1919.

[14] Lloyd George David, statista inglese (1863 – 1945). Membro del Partito Liberale. Cancelliere dello Scacchiere fu artefice di importanti riforme sociali, nel 1916 fu Ministro della Guerra e poi Primo Ministro (l’ultimo Prime Minister liberale del XX secolo!). L’instaurazione dello Stato Libero di Irlanda provocò la caduta del suo governo nel 1922.

[15] Gandhi, Mohandas Karamchand, detto il Mahatma (“Grande Anima”), apostolo della non violenza (1869 – 1948) e padre dell’indipendenza indiana. Di sicura tradizione induista fu però aperto a tutte le altre tradizioni divenne ben presto il punto di riferimento internazionale del pacifismo contemporaneo. Dopo un ventennio di lotte politiche non violente riuscì ad ottenere l’indipendenza dell’India costringendo l’esercito di Sua Maestà ad ammainare l’Union Jack dalla più importante delle colonie britanniche. Nel 1948 fu assassinato da un fanatico indù mentre tentava la pacificazione tra indù e musulmani. 

[16] Meir Golda, donna politica israeliana (1898 – 1978). Laburista, Primo Ministro dal 1969 al 1974, affrontò con successo la Guerra del Kippur del 1973, ma si dimise l’anno successivo per l’impreparazione dimostrata dall’esercito di Tel Aviv nella fase iniziale del conflitto.

[17] Ben Gurion David, uomo politico israeliano (1886 – 1973). Aderente al movimento sionista occupò posizioni di primo piano nella comunità israeliana in Palestina fin dagli anni ’20. Leader del laburismo israeliano nel maggio del 1948 proclamò la nascita dello Stato di Israele di cui fu Primo Ministro nel 1948-1953 e nel 1955-1963.

[18] Nehru Javaharlal, detto Pandit, uomo politico indiano (1889 – 1964). Succedette a Gandhi nella direzione della politica indiana. Aveva aderito al Partito del Congresso fin dal 1918 e ne rappresentava l’ala di sinistra, di tendenza socialista e laica. Dal 1947 fino alla sua morte fu Primo Ministro e Ministro degli Esteri dell’India indipendente che posizionò in maniera equidistante tra i due blocchi, facendosi promotore del movimento dei Paesi non allineati.  

[19] Sun Yat-sen, soprannome di Sun Wen, uomo politico cinese (1866 – 1925). Lotto per una Cina repubblicana e democratica (tre principi del popolo alla base dell’azione politica dell’associazione Kuomingtang nel 1904: repubblica democratica, riforma agraria e nazionalismo). Dopo la rivoluzione del 1911 divenne Presidente della Repubblica cinese. A Canton creò un governo costituzionale (1917) in opposizione a quello di Pechino. Dovette fuggire  a Hong Kong, si avvicinò ai sovietici dai quali ebbe notevoli aiuti economici. Nel 1923 concluse l’unità d’azione con i comunisti per la conquista dell’indipendenza nazionale.

[20] Spinelli Altiero, uomo politico (Roma 1907 – 1986). Europeista convinto redasse con Ernesto Rossi il Manifesto di Ventotene (1943). Fondò il Movimento federalista europeo, battendosi per l’unificazione economica e politica dell’Europa. Partendo da posizioni azioniste, nel 1976 divenne parlamentare della Sinistra Indipendente eletto nelle liste del Pci. Parlamentare europeo per il medesimo partito politico dal 1979.

[21] La Malfa Ugo, uomo politico (Palermo 1903 – Roma 1979). Fondatore nel 1942 del Partito d’Azione che rappresentò nella Resistenza. Dopo la breve esperienza della Concentrazione repubblicana, si iscrisse al  Pri di cui divenne segretario e poi presidente. Esperto di problemi economici e finanziari ricoprì più volte incarichi di governo. Fu fautore e uno dei protagonisti sia del centro-sinistra, sia dell’esperienza della Solidarietà nazionale.

[22] Terracini Umberto Elia, uomo politico (Genova 1895 – Roma 1983). Già socialista fu tra i fondatori del Pci (1921). Condannato a 23 anni di carcere dal tribunale speciale fascista, fu liberato nel 1943 e nel 1944 fu capo della Resistenza nell’Ossola. Deputato e Presidente dell’Assemblea Costituente fu Senatore dal 1948.

[23] Amendola Giorgio, uomo politico (Roma 1907 – 1980). Figlio di Giovanni, entrò nel Pci di cui fu, a partire dalla Resistenza fino alla morte, uno dei massimi dirigenti nella. Rappresentò l’ala riformista e più europeista del partito di Via delle Botteghe Oscure.

[24] Hegel Georger Wilhelm Friedrich, filosofo tedesco (1770 –1831). Padre della filosofia idealista (che da lui ha preso il nome di filosofia hegeliana) e massimo rappresentante del pensiero tedesco ha sviluppato, tra l’altro, il metodo conoscitivo dialettico.

[25] Machiavelli Niccolò, scrittore, uomo politico, storico (Firenze 1469 – 1527), intese la politica come scienza autonoma da ogni concezione generale del mondo, morale o religiosa che fosse. Diede un’analisi lucida e spietata della natura umana. Maturò il sogno di un’Italia unificata sul modello delle grandi monarchie dell’Europa occidentale dei secoli XV – XVI.  

[26] Mitterand François Maurice Marie, uomo politico francese (1916 – 1996). Inizialmente vicino ad ambienti nazionalisti, passò ben presto su posizioni radicalsocialiste. Esponente di spicco della Resistenza, ricoprì importanti cariche di governo durante la IV Repubblica. Avversario di De Gaulle nel momento della nascita della V Repubblica che definì “un colpo di stato permanete”. Nel 1971 riunì la sinistra non comunista nel Partito Socialista. In accordo con il comunisti del Pcf nel 1981 viene eletto Presidente della Repubblica (confermato nel 1988) dando l’avvio ad una stagione di riforme. Seppe coniugare l’azione politica con la cultura (sua è stata l’idea di realizzare a Parigi una delle più grandi ed importanti biblioteche pubbliche del mondo. 

[27] Gentile Giovanni, filosofo uomo politico (Castelvetrano 1875 – Firenze 1944). Idealista, amico e collaboratore di Benedetto Croce, se ne allontanò per divenire il filosofo del Fascismo che cercò di giustificare collegandolo al Risorgimento. Ministro della Pubblica Istruzione (1922-24) elaborò l’omonima riforma della scuola. Aderì alla RSI e fu ucciso dai partigiani a Firenze.

[28] Mussolini Benito, uomo politico (Dovia di Predappio 1883 – Como 1945). Socialista massimalista in gioventù, si staccò dal Psi durante la Grande Guerra a cui era favorevole. Nel I dopoguerra diede origine al Fascismo (1919) che portò al potere nel 1922 instaurando una ventennale dittatura. La sua vicenda personale fu completamente sovrapposta alla parabola del regime a cui aveva dato vita: travolto dalla II Guerra Mondiale, dopo l’8 settembre ’43, diede vita alla Repubblica Sociale Italiana (stato fantoccio in mano ai nazisti) e dopo il 25 aprile ’45, catturato mentre tentava la fuga, fu fucilato dai partigiani.

[29] Crispi Francesco, uomo politico (Riberi 1818 – Napoli 1901). Collaboratore di Garibaldi durante la spedizione dei Mille in Sicilia, fu eletto deputato della sinistra nel 1861. Sul finire del secolo si spostò su posizioni moderate e ricoprì cariche di governo (1877-79: Ministro degli Interni, 1887-91 e 18893-96: Presidente del Consiglio) divenendo protagonista di importanti riforme sociali, dell’esperienza coloniale in Africa orientale e di una svolta autoritaria nella politica interna. 

[30] Giolitti Giovanni, uomo politico e statista (Mondovì 1842 – Cavour 1928). Deputato liberale, più volte ministro e Presidente del Consiglio per quasi 11 anni (1903-05, 1906-09, 1911-14) fu protagonista ed artefice di grandi riforme sociali, economiche e politiche nell’Italia di inizio secolo (l’Italietta detta, per l’appunto, dell’età giolittiana) che viveva il grande balzo verso l’industrializzazione. Aprì, per meglio controllarli, sia ai socialisti, sia ai cattolici. Neutralista allo scoppio della I Guerra Mondiale, tornò alla guida del governo per un breve periodo nel 1920-21, ma non intuì in tempo la pericolosità per la democrazia rappresentata da Mussolini e dal Fascismo di cui divenne dichiarato oppositore solo a partire dal 1924.

[31] Oriani Alfredo, scrittore (Faenza 1852 – Casola Valsenio 1909). Fu autore di romanzi dominati da passioni torbide e violente e di scritti politici ispirati a un acceso nazionalismo.

[32] Alfredo Oriani, La lotta politica in Italia, 1892.

[33] Gramsci Antonio, pensatore e uomo politico (Ales 1891 – Roma 1937). Già socialista fu uno dei fondatori del Pci (1921) di cui fu segretari dal 1924 in opposizione alla linea estremista di A. Borgdiga e sostenne la necessità di un’alleanza tra gli operai del Nord ed i contadini del Sud. Imprigionato dal Fascismo nel 1926 e condannato a 20 anni di reclusione dal tribunale speciale. Gravemente malato morì ne 1937. Mussolini era riuscito nel suo intento: “impedire a quel grande cervello di lavorare”. Notevole è stata la produzione culturale del pensatore sardo (Quaderni dal carcere, Lettere dal carcere, ecc. …)  

[34] ora in I. Montanelli, Storia d’Italia, op. cit.

[35] de Sanctis Francesco, critico e storico della letteratura (Morra Irpina, oggi Morra de Sanctis 1817 – Napoli 1883). Oltre che grande studioso della filosofia e della letteratura partecipò alla vita politica italiana da posizioni democratiche divenendo uno dei massimi esponenti della Sinistra storica. Fu più volte Ministro della Pubblica Istruzione dopo l’Unità d’Italia. 

[36] ora in Giovanni Spadolini, Gli uomini che fecero l’Italia, op. cit., p. 247.

[37] Giuseppe Mazzini, Filosofia della Musica, 1836.

[38] Giuseppe Mazzini, Filosofia della Musica, op. cit., p. 73.

[39] Giuseppe Mazzini, Filosofia della Musica, op. cit., p. 77.

[40] Giuseppe Mazzini, Filosofia della Musica, op. cit., p. 84.

[41] Palestrina, Giovanni Pierluigi da, musicista (Palestrina 1525 – Roma 1594), fu tra i maggiori compositori di musica sacra di tutti i tempi ed esponente principale della scuola polifonica romana. 

[42] Giuseppe Mazzini, Filosofia della Musica, op. cit., p. 80.

[43] Martini Giovan Battista, musicista (Bologna 1706 – 1784). Frate minore musica sacra, teatrale, orchestrale e da camera. Scrisse una Storia della musica (1757-81).

[44]  Mozart Wolfgang Amadeus, compositore austriaco (1756 – 1791). Fu uno dei più grandi della musica classica di tutti i tempi. Affrontò tutti i generi del suo tempo. Nelle sue composizioni giunsero ad amalgamarsi i più svariati procedimenti, riuscendo egli a equilibrare monodonia e contrappunto, vocalità italiana e ricchezza strumentale germanica, impostazione polifonica in stile antico e sviluppo alla maniera barocca.

[45] Rossini Gioacchino, compositore (Pesaro 1792 – Passy 1868). Fu autore di numerose opere sia appartenenti al filone comico, sia a quello dell’opera seria. Autore anche di melodrammi, di pagine di musica sacra tra le più belle dell’Ottocento e di musica da camera.

[46] Giuseppe Mazzini, Filosofia della Musica, op. cit., p. 85.

[47] Giuseppe Mazzini, Filosofia della Musica, op. cit., p. 91.

[48] Ibidem.

[49] Mila Massimo, critico musicale (Torino 1910 – 1988) è stato autore di importanti studi. 

[50] Massimo Mila, Breve storia della musica, Einaudi tascabili, Torino 1993, p. 270

[51] Giuseppe Mazzini, Filosofia della Musica, op. cit., p. 97.

[52] Salvemini Gaetano, uomo politico e storico (Molfetta 1873 – Sorrento 1957). Aderì al Psi e avversò il malcostume politico dell’età giolittiana ( suo è Il Ministro della malavita). Fu tenace oppositore del Fascismo e tra i fondatori di Giustizia e Libertà.

[53] ora in Giovanni Spadolini, Gli uomini che fecero l’Italia, op. cit., p. 267

[54] Metternich-Winneburg Klemens Wenzel Lothar principe di, uomo politico austriaco (1773 – 1859). Fu fautore delle coalizioni antinapoleoniche e massimo esponente del conservatorismo europeo nella prima metà del XIX secolo.

[55] Bonaparte Carlo Luigi, imperatore dei Francesi con il nome di Napoleone III (1808 – 1873). Primo Presidente della II Repubblica attuò una serie di colpi di stato per assumere la carica ed il titolo imperiale (1852) che mantenne fino alla disfatta di Sedan (1870)

[56] Armellini Carlo, patriota (Roma 1777 – Saint Josse-ten-Noode 1863). Ebbe un ruolo preminente nella proclamazione della Repubblica romana di cui fu triunviro con A. Saffi e G. Mazzini.

[57] Aurelio Saffi, patriota (Forlì 1819 – San Varano 1890). Ministro dell’Interno della Repubblica romana, ne fu acclamato triunviro con C. Armellini e G. Mazzini. Dopo la caduta della Repubblica fu esule in Inghilterra e, dopo la morte di Mazzini, guidò il movimento repubblicano. 

[58] Spadolini Giovanni, storico e uomo politico (Firenze 1925 – Roma 1994). Direttore di numerosi quotidiani (Resto del Carlino  e Corriere della Sera) e riviste. Passato alla politica attiva nelle fila del Pri (di cui fu segretario e leader dopo la morte di Ugo La Malfa avvenuta nel 1979), ha ricoperto importanti cariche ministeriali fino a divenire (1981-82) Presidente del Consiglio dei Ministri di due successi esecutivi. È stato il primo non dc a ricoprire tal incarico nell’Italia repubblicana. Presidente del senato negli anni 1987-94 e Senatore a vita dal 1991.

[59] Calamandrei Piero, giurista, scrittore e uomo politico antifascista (Firenze 1889 – 1956). Membro della Consulta nazionale e della Costituente per il Partito d’Azione. Fondò (1945) e diresse la rivista Il ponte.

[60] ora in Associazione Nazionale tra i Comuni Decorati al Valor Militare, Il lungo cammino della libertà, Borgo San Dalmazzo (Cuneo) 1975, p. 191

[61]  Pertini Alessandro (dettoSandro), uomo politico (Stella 1896 – Roma 1990). Socialista, iscritto, militante e dirigente del Psi. Ricoprì incarichi di primissimo piano durante la Resistenza. Deputato alla Costituente e poi Parlamentare (Camera e Senato) dal 1948. Presidente della Camera dei Deputati (1968-76) e Presidente dalla Repubblica (1978-85) seppe conquistare la simpatia ed il favore popolare. Fu “il più amato dagli Italiani”.

[62] Garibaldi Giuseppe, patriota (Nizza Marittima 1807 – Caprera 1882). Fu uno degli artefici dell’Unità d’Italia (Impresa dei Mille, Mentana, Aspromonte, III Guerra d’Indipendenza) dopo aver lottato anche per l’indipendenza dei popoli del Sud America. Deputato nel 1881. Favorì l’affermazione della I Internazionale e del movimento operaio.

[63] Visconti-Venosta Emilio, uomo politico e patriota (Milano 1829 – Roma 1914). Inizialmente su posizioni mazziniane, passò alla Destra storica di cui fu uno dei massimi rappresentanti. Ricoprì più volte (1863-76, 1896-98, 1900-01) la carica di Ministro degli Esteri.

[64] Verdi Giuseppe, musicista (Roncole di Busseto 1813 – Milano 1901). Fu il più grande compositore italiano dell’Ottocento di cui interpretò e rappresentò lo spirito patriottico risorgimentale.

[65] Vittorio Emanuele III di Savoia, ultimo Re di Sardegna e primo Re d’Italia (Torino 1820 – Roma 1878). Artefice dell’Unità d’Italia; assecondò, dopo alcune incomprensioni iniziali, la politica liberal-costituzionale del Cavour.

[66] Gladstone Wiliam Ewart, statista inglese (1809 – 1898). Fu più volte Primo Ministro (1868-74, 1880-85, 1886, 1892-94) prima conservatore e poi liberale. Antagonista di Disdraeli, attuò politiche liberali, liberiste e riformatrici. Appoggiò il diritto del popolo italiano all’indipendenza. Famoso il suo scritto Lettera a Lord Aberdeen contro l’oppressione borbonica.

[67] in particolare si veda Denis Mack Smith, Mazzini, Rizzoli, Milano 1993.

[68] Mack Smith Denis, storico inglese (1920). Si occupa soprattutto di storia del Risorgimento e del Fascismo. Notevoli e molto apprezzate le sue pubblicazioni.

[69] Marx Karl, filosofo (1818 – 1883). Fondatore del metodo storico dialettico. Nota la sua influenza nell’evoluzione del pensiero filosofico contemporaneo. Fu tra i fondatori della I Internazionale. Tra le opere si ricordano “IL Capitale” e il “Manifesto del partito comunista” . 

[70] Engels Friedrich, filosofo e uomo politico tedesco (1820 – 1895). Collaboratore di K. Marx con cui scrisse, nel 1848, il “Manifesto del partito comunista”. 

[71] Bakunin Michael Aleksandrovic, anarchico russo (1814 – 1876). Membro della I Internazionale, ne fu espulso nel 1871 per le sue teorie sul collettivismo anarchico che lo opponeva alle teorie marxiste.

[72] ora Giovanni Spadolini, Gli uomini che fecero l’Italia, op. cit. p. 258

[73] Sorel Georges, filosofo e pensatore politico francese (1847 –1922).Principale teorico del sindacalismo rivoluzionario, la sua dottrina, sorta come una revisione in senso più radicalmente rivoluzionario, rivela influssi nietzschiani, bergsoniani, paretiani.

[74] Gobetti Piero, uomo politico, storico e scrittore (Torino 1901 – Parigi 1926). Sostenne il rinnovamento in senso liberaldemocratico dell’Italia. Convinto antifascista, fu costretto all’esilio in Francia dove morì a seguito delle percosse subite dai fascisti prima della fuga. Fondò La Rivoluzione liberale (1922) e Il Baretti /1924).

[75] Amendola Giovanni, uomo politico italiano (Salerno 1882 – Cannes 1926). Liberaldemocratico, fu Parlamentare, Sottosegretario e Ministro. Strenuo oppositore del Fascismo,. fu l’animatore dell’Aventino. Morì in conseguenza delle percosse ricevute da sicari fascisti.

[76] Rosselli Carlo, uomo politico (Roma 1899 – Bagnoles-de-l’Orne 1937) e Rosselli Nello, uomo politico (Firenze 1900 – Bagnoles-de-l’Orne 1937). Furono sostenitori di idee antifasciste e liberalsocialiste ispirate all’insegnamento di Gaetano Salvemini. Furono uccisi da sicari fascisti.

[77] Bobbio Norberto, filosofo e giurista (Torino 1909). Impegnato nel dibattito politico con posizioni socialiste liberali. È ritenuto l’erede di Gaetano Salvemini, di Piero Gobetti e dei fratelli Rosselli.

[78] Parri Ferruccio, uomo politico (Pinerolo 1890 – Roma 1981). Fu tra i fondatori del Partito d’Azione, e guidò la lotta partigiana costituendo il CLNAI. Presidente del Consiglio dei Ministri nel 1945,  Senatore a vita nel 1963.

[79] Lussu Emilio, uomo politico e scrittore (Armungia 1890 – Roma 1975). Fondatore del Partito Sardo d’Azione. Antifascista, fu esule in Francia. Partecipò alla fondazione di Giustizia e Libertà e del Partito d’Azione di cui rappresentò l’ala socialisteggiante. Fu deputato alla Costituente per il Partito d’Azione e senatore socialista.

[80] Valiani Leo, uomo politico, storico e giornalista (Fiume 1909 – Milano 1999).Fu tra i fondatori del Partito d’Azione e tra i massimi dirigenti della Resistenza in Alta Italia. Nominato Senatore a vita nel 1980 dal Presidente Pertini, ha aderito come indipendente prima al gruppo senatoriale del Pri (1980-994), poi a quello della Sinistra Democratica (1994-96) ed infine al Gruppo Misto (1996-99).

[81] Tratto dall’Apologia di Socrate.

[82] ora in Giovanni Spadolini, Gobetti un’idea dell’Italia, Longanesi & C., Milano 1993, p. 299.

[83] Carlo Alberto di Savoia, Re di Sardegna (Torino 1798 – Oporto 1849). Difensore dell’assolutismo regio fu avverso ai liberali ai quali si avvicinò dopo al 1840 in virtù della comune politica antiaustriaca. Nel 1858 Concesso lo Statuto e dichiarò guerra all’Austria (I Guerra d’Indipendenza). Sconfitto a Custoza (1848) e Novara (1849) fu costretto ad abdicare e a rifugiarsi in esilio in Portogallo.

[84] Giuseppe Mazzini, Opere scelte, Ed. Cremonese, 1957, p. 198.


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