Note

1- Ulrich Beck, Che cos’è la globalizzazione, Carocci, Roma, marzo 1999. Ulrich Beck insegna sociologia alla           Ludwig Maximilian Universitat di Monaco di Baviera ed è docente alla London School of Economics. 
2 -Ulrich Beck, Che cos’è la globalizzazione, Carocci, Roma, marzo 1999. 
3 -Anthony Giddens, Oltre la destra e la sinistra. 
4 -Altvater, Mahnkopf, Die globale Okonomie am Ende des 20. Jahrhunderts, in widerspruch, 31 1996 
5 -André Gorz, intervista alla “Frankfurter Allgemeine Zeitung”, 1 agosto 1997. 
6 -Il NAFTA, North America Free Trade Agreement, è il trattato di libero scambio fra USA, Canada e Messico entrato in vigore il 1 gennaio 1994. Recentemente è stato dato dagli USA l’avvio alla sua estensione a tutto il continente americano, inglobando nel mercato unico i Paesi dell’America Latina e costituendo in questo modo la più grande area di libero commercio del mondo. Il NAFTA ha suscitato fin dalla sua entrata in vigore resistenze e preoccupazioni da parte delle popolazioni americane più deboli. La protesta più grande è sorta nell’area del Chiapas, in Messico, dove gruppi indigeni di origini Maya si sono organizzati in una struttura paramilitare chiamata EZLN, Ejército Zapatista de Liberaciòn Nacional. Il subcomandante Marcos, portavoce dell’EZLN, ha dichiarato: “Il NAFTA è il certificato di morte per le popolazioni indigene del Messico. Noi siamo insorti per rispondere alla sentenza di morte pronunciata contro il nostro popolo dal presidente Salinas”. 
7- I programmi di aggiustamento strutturale sono pacchetti di misure economiche adottate dai governi, su indicazione della Banca Mondiale, per potere accedere a speciali prestiti della banca stessa. I pacchetti consistono nello snellimento dell’apparato statale per mezzo di privatizzazioni e licenziamenti, nella riduzione delle barriere doganali, nell’innalzamento dei tassi di interesse per contenere l’inflazione e nella riduzione generale del livello dei salari. 
8-Le terapie da shock sono provvedimenti di politica economica finalizzati al risanamento statale attraverso politiche neoliberiste molto spinte. 
9 - Massimo Cacciari, Duemilauno politica e futuro, Feltrinelli, Milano, marzo 2001. 
10- Paul Hellyer è stato Primo Ministro del Canada e denuncia la centralità del potere e del controllo nel processo          globalizzante. 
11- Dati estratti da un recente studio di Raymond Baker e Jennifer Nordin. 
12- Benjamin Barber è Direttore del Centro Walt Whitman per la cultura e la politica della democrazia della Rutgers     University (USA). Autore di Démocratie forte, Desclée de Brouwer, Parigi, 1977 e di How the Planet is both  Falling apart and Coming together, Times Books, 1995. 
13- Ignacio Ramonet è direttore di “Le Monde diplomatique”. 
14- Dalla definizione di Amartya Sen. 
15- Joseph Schumpeter fu ministro delle finanze austriaco e professore ad Harvard. Espose la tesi della “distruzione creativa” nel saggio Capitalismo, Socialismo e Democrazia, del 1942. 
16- Andy Grove è il giovane presidente della Intel, azienda leader nel campo dei microprocessori. 
17- Paul Kennedy, Ascesa e declino delle grandi potenze, Garzanti. Paul Kennedy, storico, docente alla Yale University, è uno dei pensatori sociali più influenti dell'epoca moderna. Questo libro, pubblicato nel 1987, fu determinante nel formulare il concetto, oggi ampiamente condiviso dalla classe intellettuale, della fine del miracolo americano. Negli anni seguenti la crisi economica avrebbe sposato a meraviglia la profezia di Kennedy, trasmettendo la sensazione che gli USA avessero ormai iniziato un inarrestabile declino. Nel 1992 Kennedy ha scritto Preparing for the Twenty-first Century, un altro libro-profezia. In esso Kennedy presenta lo spettro di un pianeta sovrappopolato, infestato di guerre etniche, minato da una carenza endemica di risorse, avvelenato da un inquinamento incontrollabile. Nei prossimi trentacinque anni il 95% dell'incremento della popolazione del mondo verrà dai paesi del Terzo Mondo. Fra una generazione la popolazione dell'Africa sarà tre volte quella dell'Europa, benchè oggi sia praticamente la stessa. Kennedy non esita inoltre a sottolineare come India e Cina, dovessero mai arrivare allo stato di paese industrializzato, potrebbero mettere a repentaglio, fra consumo di risorse e inquinamento atmosferico, la sopravvivenza stessa dell'umanità. 
18- John Maynard Keynes (1883–1946), inglese, uno dei massimi economisti del Novecento, con la sua impostazione interventista diede un contributo decisivo alla soluzione dei drammatici problemi che avevano portato alla crisi del sistema capitalistico negli anni trenta, dopo il crollo di Wall Street nel 1929. Le sue teorie della spesa pubblica ispirarono il New Deal e sono alla base delle politiche economiche degli anni centrali del XX secolo. Per spiegare la necessità dell’intervento pubblico in economia arrivò a sostenere, in via del tutto provocatoria, che per risollevarsi dalla crisi lo Stato avrebbe dovuto occupare mezzi e uomini per scavare buche e poi riempirle: l’efficacia non stava tanto nella scelta dell’intervento pubblico da effettuare, quanto nella sua entità e nel meccanismo moltiplicativo e diffusivo che essa mette in moto. In campo teorico la sua fama è legata all’opera Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta, del 1936, mentre la sua lunga attività di negoziatore internazionale per conto del governo britannico culminò con la creazione del sistema di Bretton Woods. 
19- A. D. Smith, Nationalism in the Twentieth Century, Oxford, 1979. Il nazionalismo metodologico è la figura concettuale secondo la quale i contorni della società erano pensati come completamente sovrapponibili ai contorni dello Stato nazionale. 
20- Rosenau, Turbolence in World Politics, Brighton, 1990. 
21- Paul Kennedy, Sul lavoro l’Occidente ha fallito, intervista, Mercoledì 1 febbraio 1995. 
22- Ulrich Beck, Che cos’è la globalizzazione, Carocci, Roma, 1999. 
23- Foreman-Peck, Storia dell’economia internazionale dal 1850 a oggi, Il Mulino, Bologna, 1999 e Braudel,  Espansione europea e capitalismo, 1450-1650, Il Mulino, Bologna, 1998. 
24- L’espressione “secolo breve” è stata coniata da Eric J. Hobsbawm, nel suo famoso Il secolo breve, Rizzoli, Milano 1995. Hobsbawm ritiene che storicamente il XX secolo si possa fare iniziare nel 1914, con l’inizio del primo conflitto mondiale e terminare nel 1991, con la disgregazione del blocco orientale che segna la fine della guerra fredda. Relativamente a questa definizione, vi sono fra gli intellettuali diverse opinioni e molti di loro contestano la datazione di Hobsbawm. 

25-Al riguardo, è utile ricordare i commenti stupefatti del comandante delle forze NATO in Europa alla lettura, a guerra fredda ormai finita, dei piani segreti dell’URSS in caso di attacco americano dal Pacifico. L’Unione Sovietica custodiva dei piani di invasione europea attraverso i paesi del Patto di Varsavia che - secondo quanto riconosciuto dal capo delle forze NATO nel continente - avrebbe portato all’occupazione dell’Europa in una settimana. 

26-Nel 1958, una risoluzione del Consiglio di sicurezza nazionale USA giunse alla conclusione che un "corollario logico" dell'opposizione al crescente nazionalismo arabo "consisterebbe nel sostenere Israele come unica forte potenza filo occidentale in Medio Oriente”. 
27-La circostanza venne ammessa più volte nel dibattito interno statunitense. Nel 1958, il segretario di Stato John Foster Dulles informò il Consiglio di sicurezza nazionale che né il comunismo né l'URSS erano coinvolti nelle tre maggiori crisi mondiali dell'epoca, tutte riguardanti il mondo islamico: il Medio Oriente, il Nordafrica e l'Indonesia. Quando poi uno dei presenti suggerì che altri avrebbero potuto lavorare per conto dei russi, il presidente Eisenhower fece "vigorosa obiezione", riporta il verbale della riunione. 
28-Da uno scritto di Carlo Maria Santoro. 
29-Umberto Eco, Il medium precede il messaggio, La Bustina di Minerva, L’Espresso, 5 aprile 2001. 
30-Umberto Eco, Da Gutenberg a Internet, Conferenza presso l’Accademia italiana degli studi avanzati in America, 12 novembre 1996. 
31-Marshall McLuhan, La galassia Gutenberg. McLuhan teorizza il passaggio dalla “Galassia Gutenberg” alla “Galassia Visuale”. 
32-Collins, Media studies and research on Information and Communication Technologies in the UK", in Television: Policy and Culture, Unwin Hyman, London, 1990. 
33-Burgelman, Assessing information technologies in the information society, in Splichal, Calabrese, Sparks, Information society and civil society: contemporary perspectives on the changing world order, Purdue University Press, West Lafayette, Indiana, 1994. 
34-Morris, Ogan, The Internet as a Mass Medium, Journal of Communication 46, 1996. 
35-McQuail, Mass Communication Theory, Sage, London, 1994. 
36-Nicholas Negroponte, Essere digitali. Negroponte è fondatore e direttore del Media Laboratory al Massachussets Institute of Technology (MIT). 
37-Lyon, The Information Society: issues and illusions, Polity Press, Cambridge, 1988. 
38-Street, Remote Control? Politics, Technology, and Electronic Democracy', European Journal of Communication, 12, 1997. 
39-Umberto Eco, Il mondo secondo Eco, intervista a Wired, 5.03. 
40-Rheingold, Disinformocracy, in The virtual community: finding connection in a computerized world. Secker & Warburg, London, 1994. 
41-Webster, Theories of the Information Society, Routledge, London and New York, 1995. 
42-Golding, World Wide Wedge: Division and Contradiction in The Global Information Infrastructure, Monthly Review 4, 1996. 
43-Douglas, Amateur Operators and American Broadcasting: Shaping the future of Radio", in Corn, Imagining Tomorrow: History, Technology, and the American Future, MIT Press, Cambridge, 1986. 
44-Winner, Mythinformation in the High-tech Era, Basil Blackwell, Oxford, 1986. 
45-“L'azione comunicativa ideale” è una espressione di Jurgen Habermas, il filosofo più noto della seconda generazione della Scuola di Francoforte. 
46-Baudrillard, Selected Writings, Stanford University Press, Stanford, 1988. 
47-Fiske, Postmodernism and Television, in Curran and Gurevitch, Mass Media and Society, Edward Arnold, London, 1991. 
48-Ang, Living Room Wars: Rethinking Media Audiences for a Postmodern World, Routledge, London, 1996. 
49-Umberto Eco, Da Gutenberg a Internet, Conferenza presso l’Accademia italiana degli studi avanzati in America, 12 novembre 1996. 
50-Bob Wilson, nella prefazione al catalogo di una sua mostra tenuta al Centre Pompidou a Parigi. 
51-Beck, Gernsheim, Schwarze Juden und griechische Deutsche. 
52-Robertson, Globalization, in Featherstone, Global Modernities, London, 1995. 
53-Umberto Eco, Il mondo secondo Eco, intervista a Wired, 5.03. 
54-Fishman, Do you speak English? Non c’è bisogno. 
55-Umberto Eco e Jeremy Rifkin, Il futuro è già qui, dibattito su la Repubblica, 7 giugno 2001. 
56-Valentino Parlato, Temo disastri. Parlato è stato fra i fondatori del Manifesto e lo ha diretto a lungo. 
57-Rubens Ricupero, Globalizzazione dei diritti. Ricupero è Segretario Generale dell’UNCTAD (United Nations Conference for Trade and Development). La Conferenza delle Nazioni Unite per il Commercio e lo Sviluppo fu fondata nel 1964 per monitorare i rapporti commerciali ed economici tra il Nord e il Sud del mondo.

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da:   www.geocities.com/fabiolug


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