Rino Formica eletto Presidente
| La Premessa politica | Lo Statuto | L'invito di Rino ad aderire | La scheda di adesione come Socio Fondatore |
| Regolamento per le adesioni 2003 e per la costituzione delle Associazioni Territoriali | |||
Si è riunito a Roma il Comitato Direttivo Nazionale di "Socialismo è libertà", che ha eletto alla unanimità Rino Formica Presidente della Associazione.
Formica ha svolto la relazione introduttiva - che riporteremo quanto prima- a cui è seguita una ampia ed articolata discussione.
Al termine dei lavori è stato eletto il Coordinamento Nazionale, così composto:
S.Abruzzese, L.Angeletti, M.Artali, F.Benaglia, R.Biscardini,F.Borgoglio, R.Carannante, G.Campagnano, D.Del Bene, L.Delfino, A.Foccillo, P.Larizza, G.Loy, E.Manca, C.Martelli, C.Signorile, R.Spano, D.Vercesi, S.Veronese, oltre ovviamente al Presidente ed al Tesoriere, F.Barra.
La relazione introduttiva di Rino Formica:
L’Associazione è una comunità libera, alla quale aderiscono uomini liberi.
Agli aderenti non è posto alcun problema di incompatibilità con l’eventuale appartenenza alle formazioni politiche nate dalla complessa e contraddittoria storia della sinistra democratica, laica e socialista.
Agli aderenti non è posto alcun vincolo di acritica disciplina ideologica.
Agli aderenti chiediamo qualcosa di più alto e di più profondo: chiediamo una coerenza tra comune elaborazione e comportamenti pratici individuali.
Agli associati che aderiscono anche ad altre formazioni politiche e sociali, spetta in prima istanza verificare la qualità della coerenza.
Spetta all’Associazione rilevare i casi di rottura profonda tra vincolo associativo ed altri vincoli di appartenenza.
In questi giorni ha preso forma e connotazione simile alla nostra iniziativa l’Associazione Aprile.
Essa era nata come associazione di tendenza: oggi è dentro e fuori del suo partito originario. Massimalismo e movimentismo politico si sono ricongiunti con la radicalità sindacale per dissolvere la sinistra storica e per avviare una nuova fase costituente a sinistra.
L’on.le Caldarola così fotografa la situazione dopo la saldatura della sinistra Ds con apparato della
Cgil: “ Per la sinistra è tornato il momento di pensare al proprio futuro con fantasia e determinazione. La sinistra riformista ha due interlocutori, diciamo così, nella stessa famiglia. C’è Rifondazione e c’è il neo-partito personale che si coagula attorno a
Cofferati, l’anti-Di Vittorio del 2000. Si può lavorare assieme, ma non si può stare nello stesso partito. La sinistra riformista deve riprendere la propria libertà di movimento. Se l’Ulivo è la camicia di forza in cui vogliono inglobarla per marginalizzarla e distruggerla, allora è bene dire addio all’Ulivo. Al suo posto può nascere l’Alleanza per l’Italia che si rivolge a un vasto mondo che si può distaccare da Berlusconi e deve fare perno sulle forze dell’ex Ulivo, ma ciascuna pro quota.
Questa nuova strategia richiede una vera e propria rivoluzione nel modo di pensare. Si deve considerare chiusa la fase della Seconda Repubblica e, dal lato istituzionale, ci si deve attestare sul modello tedesco. Si deve puntare diritto alla nascita del moderno partito socialista di massa. Socialismo pacifico e non pacifista, socialismo occidentale che critica Blair ma dialoga con lui, riformista in economia e nella definizione dei capisaldi di una nuova società civile”.
“Socialismo è Libertà” priva dei larghi mezzi, dei rocciosi apparati e della invasiva e pervasiva copertura dei media di “Aprile”, è nata per concorrere ed organizzare il fronte della sinistra di governo: è un progetto idealmente discordante, operativamente opposto, sostanzialmente diverso da quello dell’Associazione dei movimenti e degli apparati.
Si annuncia una inedita stagione delle “Associazioni politiche” come luogo comune di riflessione per iscritti e non iscritti ai partiti tradizionali.
Si sta consumando, forse, l’ultimo segmento di vita del vecchio partito e si sta prendendo atto della inefficienza dei partiti personali e della precarietà dei movimenti.
E’ vero che il vecchio partito è in affanno ed in esaurimento: le sue regole ci hanno consegnato dei corpi chiusi ed impenetrabili: le sue tavole dei valori hanno prodotto un forte senso dell’appartenenza a danno del rispetto dei doveri verso la comunità nazionale; la circolazione delle elités si è bloccata dinanzi ai processi di selezione e di scelte secondo i rituali di promozione e di cooptazione per fedeltà.
I movimenti per natura sono magma a perimetro variabile senza una “identità legittimante” di stabile riferimento.
Vittorio De Capraris, scomparso prematuramente nel 1964, acuto ed attento studioso di scienze politiche di matrice
liberal-democratica, sul “Mondo” di Pannunzio, affrontò, in polemica con la scuola di pensiero
antipartitocratica, sempre presente nelle classi dirigenti suggestionate dalle scorciatoie autoritarie, la questione cruciale della indispensabilità del partito politico. Così scriveva nel 1962 sul “Mondo”:
“…Mi pare troppo semplice considerarli una sorta di burocrazia parassitaria ed ingiusta la cui sola esistenza offende il sentimento democratico e la libertà degli iscritti ai partiti e dei cittadini, e che pertanto vanno distrutti. Il fatto è che i partiti organizzati, di cui noi abbiamo diretta esperienza sono figli legittimi del suffragio universale e di quel fenomeno che usa chiamare l’ingresso delle masse nella vita pubblica; e gli apparati sono, a loro volta, conseguenza di questa nuova dimensione dei partiti”.
De Capraris saggiamente così ammoniva:
“…se ci decidiamo a toccare i partiti, a legiferare su questa delicatissima e difficile materia, dobbiamo avere chiara la coscienza che tocchiamo uno degli strumenti più sensibili della nostra vita democratica; e bisogna, quindi, che le modifiche che si propongono siano pensate nel quadro di una riforma globale delle nostre istituzioni e che, in conseguenza, alla istituzionalizzazione dei partiti corrisponda un rafforzamento delle garanzia di libertà dei cittadini e dei partiti stessi”.
Lo scritto del “Mondo” concludeva con questa profezia, tanto attuale e vera:
“…quando si avviliscono i partiti si avviliscono tutte le altre salvaguardie della libertà, e si pone questa in pericolo di perdersi. Credendo di camminare per il famoso chemin royal delle riforme salutari s’imbocca, appunto, la scorciatoia che porta al cesarismo”.
L’Associazione non è un partito, ma vuole preparare il terreno sul quale possa formarsi una nuova generazione di duellanti a sinistra.
L’Associazione prenderà forza innestandosi sul corpo identitario della sinistra di governo e sulla grande tradizione del riformismo sociale della UIL e del sindacalismo di matrice non massimalista.
Vogliamo fare politica con posizioni limpide ed inequivoche:
1. non siamo interessati alle polemiche interne degli schieramenti già logori e superati;
2. non siamo interessati alle vertenze di potere che tanto agitano le coalizioni;
3. siamo interessati alla trasformazione profonda dell’attuale sistema politico;
4. siamo interessati al cambio di qualità dei poteri tradizionali e, al sorgere di nuovi poteri democratici;
5. vogliamo essere portatori di una visione istituzionale che sappia rompere il ciclo delle modifiche costituzionali di fatto;
6. vogliamo partire dall’89, dalla caduta del muro di Berlino quando entra in crisi il
Pci, il partito più partito, e quando la politica italiana perde l’innocenza;
7. vogliamo capire perché è fallita la transizione e perché le riforme della politica e delle istituzioni sono rimaste al palo.
Vogliamo animare un confronto serio e virtuoso tra la grande esperienza politica dei socialisti e la creativa elaborazione del movimento sindacale, cominciando ad arare tre campi:
· il ruolo della contrattazione nazionale che ha trascinato il ruolo politico del sindacato e che si è concluso con la concertazione e la politica dei redditi agli inizi degli anni ’90;
· la trasformazione del mercato del lavoro e la crisi di alcuni strumenti tradizionali del sindacato. Vi è una risposta massimalista di Cofferati che non apre strade luminose. Vi è un brutale attacco al riformismo, che minaccia il sindacalismo unitario. Va esaminato con attenzione l’effetto che produrrà la dialettica riformismo-massimalismo nel sindacato e nella politica;
· il referendum sull’art.18 è una occasione per i socialisti e per la sinistra di governo di poter riscrivere la Carta dei nuovi diritti del lavoro.
L’Associazione è allo stato una “identità resistenziale” che deve trasformarsi in “identità progettuale”.
Perché ciò avvenga presto e bene bisogna radicarsi sul territorio, avere una forte autonomia di elaborazione e tenere ben presente che le alleanze seguono e non precedono la verifica delle convergenze.
Come dissero i compagni che presentarono l’Associazione il 14 aprile, la sfida è possibile se è alta ed ambiziosa.
Vogliamo dotare di un cuore centrale le mille piante che nasceranno con la elaborazione territoriale.
Vogliamo nel territorio creare una rete di cellule virtuose che siano alimentate dalla ricchezza di tante sensibilità umane.
Non abbiamo bisogno del carisma di un capo perché crediamo nel pensiero robusto delle idee-forza.
Non siamo interessati ad istituzioni centralizzate o burocratiche ma miriamo ad insediare una pluralità di centri gestiti con visioni unitarie ed ostili ad ogni localismo egoista.
In questa opera non siamo soli.
Sta emergendo in casa socialista e in vaste parti della sinistra e nelle aree elettorali del centro un interesse per il nuovo riformismo.
Sbaglieremmo se dovessimo ritenere che l’aprirsi di un ampio spazio politico è condizione sufficiente per cogliere copiosi successi.
La presenza di uomini della mia generazione che lottarono per una causa che si ripropone, è il segno della straordinarietà dell’evento.
Ma per misurare il nostro successo dovremo guardare al tempo che impiegheremo a passare il testimone alle nuove e promettenti generazioni. Se ciò avverrà in tempi brevi vuol dire che la montagna si è mossa.
La nostra iniziativa muove i suoi primi passi nel mezzo di una crisi internazionale che investe tutti gli organismi sopranazionali, che la seconda guerra mondiale aveva posto a presidio della pace nel mondo e della ricomposizione dei conflitti di area.
L’ONU, l’Unione Europea e la Nato sono in crisi come poteri legittimanti.
Si fronteggiano due visioni:
· un ordine mondiale negoziato da una rigorosa disciplina imposta dall’unica superpotenza economica e militare sopravvissuta al crollo del muro di Berlino;
· un ordine mondiale negoziato tra grandi aree geopolitiche che assicurino pace e sviluppo dentro e fuori dei propri confini.
Non guerra di religioni, non scontri di civiltà, non chiusure neonazionaliste o, peggio, isolazioniste.
La pace non può essere gridata deve essere costruita dai popoli e dai governi con lunga, paziente e persuasiva politica.
La sinistra che ha visto dissolversi il suo internazionalismo, non può arroccarsi dietro le fatue semplificazioni dei “senza se e senza ma”.
Oggi nel mondo vi sono in atto almeno quaranta conflitti armati.
I democratici, le chiese, la cultura e le nuove generazioni hanno la forza di imporre soluzioni politiche di lungo periodo per garantire un futuro di eguaglianza ai poveri del mondo e per sollevare dall’angoscia del terrorismo le genti dei paesi sviluppati?
Su questo terreno si dovrà misurare la sinistra europea senza lasciare solo Tony
Blair.
Nei prossimi due mesi dovremo verificare le nostre idee, i nostri convincimenti e le nostre speranze almeno intorno a due temi:
· far vincere la pace dopo una guerra che auspichiamo sia di breve durata;
· piegare il fondamentalismo sociale che emergerà con la campagna referendaria sull’articolo 18.
Avanzare a piccoli passi non vuol dire fare piccole cose.
In passato le riforme più incisive le ottenemmo con un accorto gradualismo.
Umiltà e generosità devono essere le nostre armi migliori.
Cominciamo a provare!
Grazie per la fiducia.
So che la nostra iniziativa ha prodotto aspettative, forse, superiori alle nostre possibilità.
La speranza nasce dalla constatazione che gli eventi hanno giustiziato il cieco e brutale antisocialismo degli anni ’92-’97.
Ciò non basta per restituire all’idea che ha caratterizzato un secolo di storia la forza feconda che è necessaria.
La nostra fraterna unione potrà fare molto, se questo nostro assetto durerà poco.
Nuove passioni dovranno far vivere, nuove energie dovranno indicare il cammino.
L'Assemblea dei Fondatori di "Socialismo è libertà"
L'Assemblea
dei Fondatori di "Socialismo è libertà" si è svolta il 14 marzo a Roma, presso il Centro Congressi Cavour.
Al momento dell'Assemblea erano pervenute più di 300 schede di adesione - con relativo versamento della quota sociale- ma all'Assemblea hanno partecipato più di 500 compagni, con qualche complicazione organizzativa (molti in piedi ed anche nei corridoi).
Successo quindi oltre le più rosee previsioni e clima di entusiasmo per la "ripartenza" socialista.
Alla presidenza Silvano Veronese (presidenza effettiva),Rino Formica, Claudio Signorile, Pietro Larizza, Luigi Angeletti,Claudio Martelli,Donatella Ponelli e Daniele Delbene.
Silvano Veronese ha riferito della appassionata adesione di Aldo Aniasi -che non è potuto intervenire- e di quella di Guido De Martino, che ha inviato una lunga ed impegnata lettera.
Dopo la relazione di Rino Formica sono intervenuti: Daniele Delbene,Roberto Biscardini, Luigi Angeletti, Claudio Martelli, Mario Artali, Donatella Ponelli, Claudio Signorile.
Ha svolto le conclusioni Pietro Larizza, che ha proposto alla approvazione il documento finale e la composizione del Comitato Direttivo della Associazione.
Nei prossimi giorni pubblicheremo tutti i materiali, man mano che ci perverranno.
Il Comitato Direttivo si riunirà a Roma il 4 aprile per completare gli adempimenti e dare il via al processo di costituzione della Associazione nelle regioni e nelle città d'Italia
Premessa (dall'atto costitutivo dell'Associazione)
Per realizzare un nuovo modello istituzionale ed una compiuta democrazia dell'alternanza,coloro che sostengono questa esigenza, e sono portatori di idee e valori, assumono l'iniziativa di costituire una Associazione attraverso la quale esprimere idee, progetti e contributi culturali, sui processi di evoluzione economica e sociale, politica e istituzionale.
I valori e le tradizioni del riformismo socialista e laico costituiscono la comune matrice culturale e politica.
I promotori e gli aderenti all'Associazione esprimono un impegno individuale ed autonomamente decidono di fornire il contributo di esperienze, ideali e cultura politica di cui sono portatori.
Un'Associazione che opera nella più completa autonomia, senza vincoli di adesioni ad altre realtà politiche o sociali, e con uno scopo dichiarato: essere tra i promotori del dibattito e del confronto in tutta l'area del centro-sinistra per dare forza e contenuti al riformismo di matrice socialista e laica.
Statuto di "Socialismo è libertà"
Art.1 - E' costituita un'Associazione politico-culturale denominata "Socialismo è libertà".
Art.2 - L'Associazione, senza fini di lucro, autonoma da qualsiasi partito, è aperta a tutti coloro che ne condividono lo scopo sociale. Essa opera in condizione di completa indipendenza, può collaborare con altre Associazioni, ma conferisce la rappresentanza esclusivamente ai propri organismi.
Gli associati godono della totale autonomia e l'essere membri dell'Associazione non comporta alcuna limitazione salvo quella, del tutto volontaria, di ordine politico e culturale, liberamente assunta con l'accettazione del presente Statuto.
Art.3 - L'Associazione ha per scopo quello di promuovere il dibattito tra i vari filoni della cultura laica e socialista nella sinistra al fine di concorrere, con un proprio autonomo contributo, al dibattito politico rivolto all'elaborazione di un progetto riformista aggregante dei socialisti e laici,per riaffermare la modernità della tradizione e della cultura socialista e laica; per l'evoluzione della società italiana e la sua piena integrazione in Europa; per attrezzare il sistema politico nazionale alla sfida europea; per sostenere lo sviluppo produttivo; il progresso e la solidarietà sociale; per estendere e garantire le libertà individuali e collettive nel quadro di uno Stato di diritto efficiente e moderno.
L'Associazione si impegna a svolgere ogni iniziativa per diffondere la conoscenza del suo impegno culturale e degli scopi che si prefigge, facendo si che le elaborazioni sociali e culturali prodotte anche con il concorso dei protagonisti sociali riformisti, possano servire alla definizione di una moderna sinistra di governo.
Art.4 - Sono organi dell'Associazione: l'Assemblea dei Soci; il Comitato Direttivo, il Coordinamento per il Progetto; il Collegio dei Revisori. Tutte le cariche sono gratuite. L'esercizio delle cariche sociali non costituisce in alcun modo un rapporto di lavoro.
Art.5 - L'Assemblea è composta, nella fase costituente, dai Soci Fondatori; successivamente l'Assemblea è composta dai membri del Comitato Direttivo e dai delegati eletti dalle diverse realtà regionali in proporzione agli iscritti per territorio.
Il numero dei delegati e le modalità di elezione, nonché le modalità di convocazione dell'Assemblea stessa saranno definite con apposito regolamento a cura del Coordinamento per il Progetto.
Art.6 - L'Assemblea dei Soci si riunisce almeno una volta l'anno per discutere e deliberare sul programma e sulle relative iniziative per realizzare il proprio progetto politico.
L'Assemblea può essere convocata in via straordinaria su richiesta di un terzo dei Soci o su richiesta dei due terzi se costituita con soci delegati.
Art.7 - L'Assemblea è valida qualunque sia il numero dei presenti aventi diritto.
Le deliberazioni sono valide quando sono prese a maggioranza semplice dei presenti.
Non sono ammessi voti per corrispondenza: le deleghe sono consentite tra soci con le modalità che saranno fissate dal Coordinamento per il Progetto.
Il Presidente dell'Assemblea scelto dai partecipanti nomina il segretario che redigerà il verbale della riunione.
Art.8 - Il Tesoriere, eletto dal "Coordinamento per il Progetto" tra i Soci, tiene il conto economico dell'Associazione, sulla base delle direttive impartitegli dal Direttivo stesso, curando la riscossione delle quote associative, e predispone il bilancio dell'Associazione. La carica di Tesoriere è gratuita. Al Tesoriere spetta la firma di tutte le operazioni presso Banche, Casse di Risparmio o altri Istituti di Credito, Tesorerie ed Uffici Postali ove siano versate le somme e i valori a disposizione dell'Associazione con la facoltà di incassare e rilasciare quietanza per qualsiasi credito o rimanenza di pertinenza sociale.
Il bilancio sociale chiude al 31 dicembre di ogni anno; entro due mesi dalla data di chiusura dell'esercizio annuale sarà presentato per l'approvazione al Comitato Direttivo.
Art.9 - Nelle Province e nelle Regioni si costituiranno, previa decisione del Coordinamento Nazionale, associazioni territoriali.
Tali Associazioni godranno della piena autonomia organizzativa e finanziaria e potranno promuovere tutte le iniziative che riterranno utili per conseguire gli scopi indicati nel presente Statuto.
Art.10 - Possono essere Soci tutti coloro che accettano il presente Statuto, condividono lo scopo sociale e sono in regola con le quote associative. L'Adesione all'Associazione avviene in forma individuale o collettiva. Il voto è personale e viene esercitato dal socio in via diretta o attraverso forme delegate ad altri soci.
Gli organi dell'Associazione, previsti con gli articoli successivi, dovranno valutare le condizioni in base alle quali si potrebbe porre, in seguito, l'eventuale incompatibilità tra l'appartenenza all'Associazione e l'impegno del singolo socio in altri soggetti collettivi.
Art.11- Per i primi tre mesi di avvio dell'Associazione la domanda di adesione deve essere inoltrata al Coordinamento Nazionale con l'indicazione dei dati anagrafici del nuovo Socio.
Il Coordinamento decide a maggioranza sull'ammissione con voto inappellabile e non motivato.
Con la progressiva costituzione delle Associazioni Territoriali l'adesione all'Associazione avviene direttamente con il Coordinamento Regionale o Provinciale.
In questi casi il rapporto associativo viene riconosciuto dal Coordinamento Nazionale purchè i responsabili dell'Associazione direttamente interessata trasmettano a tale Coordinamento i dati relativi al Socio. Nel caso del tesseramento provinciale i dati della persona iscritta debbono essere trasmessi anche al Coordinamento Regionale.
Nei casi di adesione diretta al Coordinamento Nazionale, saranno trasmessi all'Associazione competente per territorio i dati relativi ai nuovi soci.
Art.12 - La qualifica di Socio si perde per dimissioni o comportamenti contrari allo scopo sociale o ritenuti inaccettabili dal Coordinamento Nazionale,che in tal caso decide con maggioranza non inferiore ai due terzi dei suoi membri l'esplulsione del Socio o la sua sospensione per un periodo di tempo commisurato alla gravità dei fatti commessi e comunque non superiori a mesi tre.
Il Coordinamento Nazionale può altresì decidere - con il voto dei due terzi dei soci delegati - il commissariamento o scioglimento di una o più Associazioni Regionali o territoriali quando: assumano decisioni contrarie agli scopi ed alle norme del presente Statuto; compiano atti lesivi alla dignità, alle finalità costitutive e ai progetti dell'Associazione.
Art.13 - Lo scioglimento dell'Associazione può essere deliberato dall'Assemblea dei Soci per impossibilità a conseguire gli scopi sociali o per averli già realizzati. Il voto è valido a maggioranza semplice dei Soci o con il voto dei due terzi se Soci delegati.
Lo scioglimento dell'Associazione Nazionale comporta analogo scioglimento di tutte quelle costituite nei territori.
In tal caso l'Assemblea nominerà un liquidatore sulla devoluzione del patrimonio.
Art.14- L'Associazione è diretta dal Coordinamento per il Progetto composto da un minimo di 15 ad un massimo di 21 membri.
Il Coordinamento dura in carica due anni ed è rieleggibile dall'Assemblea.
Il primo Coordinamento è eletto tra i Soci Fondatori in occasione della loro prima Assemblea (costitutiva).
Fino alla prima Assemblea costitutiva la funzione di Coordinamento è assunta dai sottoscrittori dell'Atto Costitutivo.Il primo Coordinamento può decidere di proporre all'Assemblea dei Soci la costituzione di un Comitato Direttivo di numero di componenti sufficientemente rappresentativo delle Associazioni territoriali.
La composizione e le funzioni di detto Direttivo saranno definite ed approvate dall'Assemblea dei Soci su proposta del Coordinamento Nazionale.
Il primo Coordinamento elegge al suo interno il Presidente dell'Associazione che la rappresenta di fronte ai terzi, in giudizio o anche in sede amministrativa.
Salvo quanto previsto dall'Art.11, le decisioni del Coordinamento sono valide con il voto a maggioranza dei suoi membri.
Il Coordinamento può,con semplice delibera,nominare procuratori speciali per singoli atti o categorie di atti.
Il Coordinamento elegge tre revisori dei conti e due supplenti ai quali è affidato il compito di verificare la tenuta dei libri contabili ed il bilancio annuale.
Art.15 - Il Patrimonio dell'Associazione è costituito dalle quote associative, dalle donazioni e lasciti che dovessero essere effettuati in suo favore, nonché da contributi di soggetti privati e da ogni altro contributo conseguito nel rispetto della normativa vigente per il perseguimento ed il supporto dell'attività associativa.
Art.16 - Le controversie che dovessero sorgere tra l'Associazione e i Soci, ovvero tra i Soci stessi saranno devolute ad un collegio arbitrale composto da tre membri che giudicheranno ex bono et equo come amichevoli compositori e senza formalità di procedura. Ogni parte in causa nomina il suo rappresentante in seno al Collegio. Il terzo sarà scelto di comune accordo.
Art.17 - Per quanto non previsto e regolato dal presente Statuto valgono le disposizioni in materia del Codice Civile.
Art.18 - Il presente Statuto può essere modificato con decisione a maggioranza semplice dell'Assemblea dei Soci, oppure nei casi in cui sono rappresentati da loro delegati eletti, con la maggioranza dei due terzi.
NORMA TRANSITORIA
I sottoscrittori del presente atto costitutivo predispongono l'Albo dei Soci Fondatori che resterà aperto alle adesioni per i trenta giorni successivi alla stipula dell'Atto Costitutivo stesso.
Si diventa Soci Fondatori mediante la sottoscrizione della scheda di adesione predisposta ed il contestuale versamento della quota di Euro 150 cadauno.
Le schede dei Soci Fondatori, dopo trenta giorni dalla data del presente Atto Costitutivo,saranno allegate al Libro Soci e formeranno l'Albo dei Soci Fondatori che sarà custodito a cura del Coordinamento che sarà eletto.
Tutti gli iscritti all'Albo dei Soci Fondatori, quale che sia il momento della loro adesione, purchè avvenga entro i termini fissati dal comma precedente, hanno parità di diritti e sono titolari della elezione del primo Coordinamento secondo quanto previsto all'Art.14 del presente Statuto.
Il Coordinamento appena eletto assumerà tutte le funzioni previste dallo Statuto e deciderà le quote associative per tutti i nuovi aderenti.
"Socialismo è libertà" è stata costituita in Roma, con atto notarile, il 17 gennaio 2003, da:
Salvatore Abruzzese, Mario Artali, Francesco Barra, Franco Benaglia,Felice Borgoglio, Leone Delfino,Guglielmo Loy,Roberto Spano,Silvano Veronese.
I sottoscrittori dell'Atto -a norma di Statuto e sotto la presidenza di Rino Formica- esercitano le funzioni di Coordinamento transitorio.
Caro Mario,
Dopo le elezioni del 2001 sul tema della "questione socialista" si è aperto un lungo e faticoso dibattito tra i compagni che nel partito e nel sindacato avevano lavorato per offrire alla sinistra italiana una prospettiva di riformismo maggioritario e vincente.
La questione socialista in questi dieci anni è stata oscurata ed il suo ritorno nell'agenda della vita politica italiana è fortemente contrastato.
Sappiamo che la politica è regolata dalla ferrea legge dei rapporti di forza: nessuno lavora per far rinascere una forza destinata a limitare i propri margini di potere e di consenso.
Sappiamo anche che solo le idee-forza accompagnate da una disinteressata e forte passione degli uomini può rompere i precari equilibri esistenti e fornire un contributo di chiarezza in uno scontro politico tanto aspro quanto confuso.
La questione socialista non può riemergere per grazia altrui. Spetta ai socialisti riflettere e meditare su alcune verità non aggirabili che sono il prodotto più indigeribile che ci ha consegnato il decennio 1992-2002:
1. Il vuoto di elaborazione culturale e politico;
2. L'invecchiamento del quadro storico di riferimento;
3. La difficoltà nel far nascere nuove vocazioni;
4. La dispersione di tante energie vitali costrette ad un lavoro di nicchia politica e di attività sociale pre-politica.
La fine di un movimento politico che rifiutò "forme" e "modelli storici" definiti e credette nell'evoluzione e nel progresso costruito dagli uomini per un mondo senza alcuna frontiera, ha privato la politica italiana di una forza vitale ed essenziale per governare i cambiamenti.
E' un impegno ideale per le nuove generazioni, ed un dovere morale per chi ebbe responsabilità e accompagnò un processo di modernizzazione della società, poter riempire un vuoto di pensiero ed un deficit di azione.
E' nata un'Associazione libera, laica e socialista per dare la parola al silenzio. Socialismo è Libertà.
Non è un partito. E' una libera associazione di donne e uomini che intende contrastare la liquidazione silenziosa di una tradizione, di una storia, di una esperienza creatrice.
Vuole essere un luogo di raccolta e di riflessione per quanti vogliono reagire a chi troppo presto ed arbitrariamente, ha dato per superato il socialismo e la sua causa.
Vuole essere un punto d'incontro per coloro che hanno provato l'indifferenza o, l'ostilità di un centrismo rivolto solo alla difesa di un liberismo senza idee e che hanno subìto la freddezza e l'inimicizia di una sinistra spesso settaria ed altera.
Vuole essere scuola di formazione per nuove energie che guardano al futuro, e senza perdere la memoria, sanno sviluppare una analisi serena e realistica sulle trasformazioni intervenute che rendono irripetibili alcune esperienze del passato.
Nulla sarà facile, grandi sono le difficoltà, ma in passato abbiamo attraversato ben altre prove
Oggi chiediamo lo stesso impegno e la stessa volontà affinchè la parte migliore di questa storia abbia la voce per costruire il futuro.
Caro Mario,
se sei d'accordo con le nostre riflessioni e con l'impegno militante che sollecitiamo, sottoscrivi la scheda di adesione ed aderisci ai principi e alle regole dello Statuto dell'Associazione.
Il 14 marzo p.v. alle ore 10, (il luogo ti verrà successivamente comunicato), ci rivedremo per eleggere gli organi di coordinamento del nostro lavoro e per stabilire l'avvio di un programma di iniziative e di opere.
Stare di nuovo insieme servirà alla nostra pacificazione ed alla possibile riunificazione; parlare, proporre e suggestionare servirà a quanti, e per primi i giovani, vogliono vivere in un mondo dove la fede politica e gli ideali prevalgano sugli istinti.
Un fraterno arrivederci
Rino Formica
Roma, 7 febbraio 2003
N.B.- Le adesioni vanno inviate al seguente indirizzo: Associazione "Socialismo è Libertà"
Via S.Eufemia,11-00187 Roma - tel. 06-6787712 fax 06-6787943
La quota associativa deve essere inviata a: Banco di Napoli-Via Bissolati 62/64 -00186 Roma, intestato a: Associazione "Socialismo è Libertà"- C/C n.27/7030 ABI 03211 CAB 1010.
Regolamento per le adesioni 2003 e per la costituzione delle Associazioni Territoriali
· La campagna adesioni alla Associazione Socialismo e Libertà inizia il 15 aprile p.v. e si conclude il 30 novembre 2003.
· La richiesta di adesione implica, anche senza esplicita dichiarazione, l'accettazione dello Statuto e la condivisione dello scopo sociale e si accompagna al versamento della quota annua associativa di Euro 20,00 il cui mancato pagamento e’ causa preclusiva dell'acquisizione della qualità di Socio.
· Le richieste di adesione per la fase costituente, vanno inoltrate, unitamente alla quota associativa di Euro 20,00, al Coordinamento Nazionale che decide sull'ammissibilità in modo inappellabile. Al momento della costituzione delle Associazioni del Territorio, il Coordinamento Nazionale restituirà Euro 15,00 per ogni iscrizione intervenuta in questa fase costituente. Successivamente, con la progressiva costituzione delle Associazioni Territoriali, le adesioni avverranno tramite il Coordinamento costituito e riconosciuto nel territorio (Regionale o Provinciale) e saranno convalidate dal Coordinamento Nazionale, al quale devono essere trasmesse (presso la sede provvisoria di Via S.Eufemia,11-00187 Roma- Fax 06.6787943), le copie dei moduli di adesione con allegata ricevuta di versamento di Euro 5,00 (Quota Nazionale) effettuato sul C/C n.27/7030 ABI 1010 CAB 03211, intestato a "Socialismo e Libertà".
· Le Associazioni Territoriali e i Coordinamenti Regionali e Provinciali di cui al punto successivo decidono di comune accordo la suddivisione dei 15 Euro di spettanza del Territorio per ogni singola Quota Associativa. Possono inoltre prevedere per le loro necessità programmatiche contributi volontari aggiuntivi a carico degli iscritti. Le Associazioni Territoriali a qualunque livello sono giuridicamente ed amministrativamente autonome e rispondono direttamente delle obbligazioni assunte. L'Associazione Nazionale non risponde a nessun titolo delle obbligazioni assunte direttamente o indirettamente dalle Associazioni Territoriali o dalle persone che le rappresentano o che vi operino a qualsiasi titolo.
· Primo compito organizzativo del Coordinamento Nazionale e’ quello di costituire, sentire i Soci Fondatori di ogni singola realtà territoriale e sulla base dell'Art. 9 dello Statuto,Coordinamenti Regionali e/o Provinciali provvisori e aperti su tutto il Territorio Nazionale. E' compito di tali Coordinarnentl Territoriali promuovere e collaborare per lo sviluppo dell'Associazione su base locale.
Trimestralmente le Associazioni locali devono trasmettere gli aggiornamenti relativi alle adesioni ai Coordinamenti Provinciali (laddove presenti) e Regionali (laddove presenti) e, tramite essi, contemporaneamente al Coordinamento Nazionale.
· Nei casi di adesione diretta al Coordinamento Nazionale, i dati relativi al nuovi Soci, come recita l'Art. 11 dello Statuto, vengono trasmessi alle Associazioni Territoriali, unitamente alle quote di pertinenza, informandone i Coordinamenti Regionali / Provinciali competenti.
· Sia l'ammissione dei Soci che la convalida o meno delle adesioni di cui al comma 3 del presente Regolamento, vengono comunicate dal Coordinamento Nazionale entro 30 giorni dalla ricezione alla struttura Territoriale competente ed ai Coordinamenti Regionali e Provinciali di riferimento.
· Solamente i Soci in regola con le condizioni associative sopra previste, hanno il diritto di elettorato attivo e passivo in occasione delle Assemblee Deliberative per la elezione degli Organi Sociali.
· Oltre l'adesione dei singoli e’ possibile anche l'iscrizione alla Associazione "Socialismo e Libertà" di soggetti collettivi quali Associazioni culturali, professionali, di impegno sociale ecc, le cui finalità non siano in contrasto con gli scopi ed i principi culturali, sociali e politici dell'Associazione. Nel caso di richiesta di Adesione Collettiva, alla domanda deve essere allegato lo Statuto del soggetto collettivo richiedente o l'atto equivalente.
· Per l'Adesione Collettiva la procedura di richiesta e di accettazione e simile a quella prevista per i singoli soggetti. L'Adesione Collettiva non conferisce diritto al voto negli Organismi Statutari dell'Associazione. Tale diritto deve essere riconosciuto qualora i nuovi Associati in forma collettiva presentino le domande di iscrizione in forma individuale pur mantenendo i loro Organismi Statutari. L'Adesione Collettiva e’ una partecipazione a sostegno dell'Associazione di cui si condividono gli scopi. I rappresentanti dell'Associazione aderente possono perciò intervenire e prendere la parola nelle sedi di confronto promosse da "Socialismo e Libertà" e saranno consultati sulle iniziative esterne che si intendono realizzare.