Cronache del disastro

Non osiamo parlare di storia, anche se di storia "minore" si tratta: come si è potuta disperdere una speranza, quella di un grande e moderno partito di tutti i socialisti, quale che fosse la loro provenienza, dal PSI, dal PCI, dal PSDI, o anche dalle tante, infinite sigle di una lunga e travagliata vicenda, laici o cattolici, credenti e non credenti. La storia si è incaricata di mostrare come "storici steccati" possano essere abbattuti, ma anche la storia può poco nei confronti di una visione della politica come "mestiere", del "partito" come confraternita, delle pigrizie e delle furbizie, anche di quelle suicide.

Qui tentiamo solo di documentare un disastro, sperando che il paese non paghi troppo caro i nostri e gli altrui errori.

Comunque...ci proviamo ancora :  iniziative per un forte partito della sinistra riformista e socialista     

Qui sotto: storia di una speranza (o illusione?)

All'indomani delle elezioni politiche, con la vittoria della destra ed una sinistra ai minimi storici, la necessità di capire si fa assillante, e stupidi palliativi appaiono -perché lo sono- le consolazioni uliviste. Dinanzi a quello che resta della sinistra si aprono due strade: la rassegnazione ed il tirare a campare, che è la vera risposta di quel che resta di quel che un tempo fu il mitico apparato, o la rifondazione radicale. Non che la strada del PCF - di questo si tratta- non abbia i suoi vantaggi: con la frammentazione che c'è in Italia un partito sopra il 15 per cento può eleggere ancora un consistente numero di rappresentanti in tutte le istituzioni. Certo, un partito doppiamente subalterno: a chi governa -la destra- ed a chi conduce il gioco nel centrosinistra - un sempre più vago democraticismo  buonista- ma cosa volete che importi, per chi alla politica -intesa come scelta ed assunzione di responsabilità- in realtà si  è sempre interessato poco? Certo, l'idea di un grande partito, che si alimenta delle speranze del passato ma le sa trasformare nelle ragioni del presente è un'altra cosa. Chi a questo "inevitabile" declino non si rassegna dovrà cercare altre strade, specie se ha qualche difficoltà a partecipare alla decadenza del PCI non avendo mai sentita come propria anche la parte più rispettabile di quella storia. Intanto- e mentre ci opponiamo con tutte le nostre forze alla prospettiva rinunciataria- vale la pena di ricordare che qualcosa avevamo tentato di dirlo, quando ancora la strada del nuovo, grande partito sembrava aperta. Anche per non ripetere gli errori.... 

Di cosa in cosa, cronaca dei disastri 

Una cosa grande....ne vale la pena (Appello socialista e del riformismo laico per un grande partito moderno della sinistra a forte capacità di attrazione). Così inizia...questa storia. Il testo base è opera di Luciano Cafagna, ed al tutto non è certo estraneo Giuliano Amato.

Il Forum nazionale della sinistra

Gli stati generali della sinistra si svolgono il 12-13-14 febbraio 1998 a Firenze. Li apre Giorgio Ruffolo (ma Giuliano ha già capito, e così...svanisce)

Nello stesso periodo a Milano si svolge un importante convegno alle Stelline, a cui interviene con una relazione Mario Artali:un nuovo partito 

Poi....inizia il duro lavoro in un partito che non vuol cambiare, e con molti che, prevedendo l'insuccesso, lo rendono ancor più sicuro.

Le amministrative vanno male, ma nessuno sembra interessato a capire perché. Ruffolo: la sinistra e le cicale

A Torino, il nulla: 1° Congresso DS senza vere conclusioni politiche ed aborto del Progetto 2000

dopo...inizia la traversata nel deserto per socialisti e laici :noterelle sulla irresistibile disfatta 

intanto....si scioglie il Movimento dei Democratici, Socialisti e Laburisti 

Ruffolo ci riprova...

Il dibattito? Dire che è ripetitivo è un eufemismo

La breve storia di una illusione (o di un equivoco) Socialismo 2000

Poi....... Veltroni scappa, Rutelli imperversa, e...Berlusconi vince

E se facessimo un bel congresso? Basta che non cambi ...quasi nulla: facciamo fuori quel che resta di socialisti e laici

Ci proviamo in vari modi...

Ed ora? Politica politicante (ed insensata)

Ma noi insistiamo:

iniziative per un forte partito della sinistra riformista e socialista


MDSL
quella del movimento è una storia ormai conclusa, per insufficienze nostre,anche, ma soprattutto per ...apatia politica degli interlocutori. Quante speranze...Cosa verrà dopo? Di questo discutiamo in altre parti dell'Ossimoro.

Orsù, compagni....

via De Amicis, 17
20121 Milano
Telefono: 02 8375465

Inviateci un messaggio
Il Movimento dei Democratici, Socialisti e Laburisti è nato per concorrere, insieme ad altre culture, alla costruzione di un forte partito del riformismo italiano. Il primo significativo momento di questo processo è stato la costituzione, nell'assemblea di Firenze, del partito dei Democratici di Sinistra.
Si è appena concluso a Torino, dopo le assemblee di base ed i congressi di federazione e regionali, il primo congresso nazionale del partito.

Il Congresso nazionale si è concluso con l'elezione, accanto al segretario Veltroni, di una direzione di ben 270 componenti, della commissione nazionale di garanzia, e della Commissione per il progetto, divenuta organo con rilievo statutario.
Ecco- qui sotto- i nomi degli eletti in Direzione nazionale dalle associazioni di orientamento socialista :

Si sono ormai conclusi tutti i Congressi provinciali e regionali dei DS. Si è appena conclusa anche la assise nazionale. Luci ed interogativi, di cui si parla diffusamente: qualche avanzamento della convinzione di dover costruire un moderno partito socialista, qualche arretramento, qualche incomprensibile vicenda, vedi la situazione milanese.
Comunque a Milano Mario Artali è stato eletto nella Direzione nazionale già in sede di Congresso regionale, Aldo Aniasi è presidente della Direzione provinciale, siamo nel complesso rappresentati a tutti i livelli, con un peso politico visibile.Basta? No, se non ci sarà la politica, se non ci saranno scelte conseguenti.
Ma di questo si parla ampiamente....in tutte le pagine dell'Ossimoro.

Gli obiettivi restano gli stessi, e per questo ricordiamo quanto scrivemmo per gli Stati Generali della sinistra, a Firenze, quando molte speranze sembravano concretizzarsi.
GIORGIO RUFFOLO
MARIO ARTALI
ORIETTA BALDELLI
FRANCESCO BARRA
FRANCO BENAGLIA
GIORGIO BENVENUTO
ANTONELLO CABRAS
ANNA CARLI
CARLO CARLI
MASSIMO GUERRIERI
LELIO DE SANTIS
LUIGINA DE SANTIS
SIMONA FABRIZI
ERNESTO FEDI
BEATRICE MAGNOLFI
ROSARIO OLIVO
GIUSEPPE PERICU
ADELE PINO
VALDO SPINI
SILVANO VERONESE

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