Caro Direttore, 


Mi chiedo quanti italiani hanno visto e saputo della indefinibile e grave rissa del 31 luglio avvenuta alla Camera per il decreto Alitalia, leggo dalle colonne del Messaggero dell'1 agosto u.s. che Zacchera di AN ha esclamato "…Ah, se gli italiani ci vedessero…".
Poche immagini trasmesse dal TG 5 con una mano che cercava di adombrare le telecamere e come riporta il quotidiano succitato silenzio dei TG 1 e 2 delle 13,00.
Un ex DC, Lusetti finito in infermeria , centrato allo stomaco da un pugno sferzato dal leghista Vascon, ma ad un uscirne da veri pestati ed in lacrime, attraverso il pianto della "piccola" Moroni, sono stati i socialisti sia di destra sia di sinistra, oltre alle istituzioni, alla storia e al Paese tutto.
Ed è a tutti i socialisti che rivolgo queste mie considerazioni ed osservazioni, soprattutto a Bobo Craxi e alla giovane Moroni che alle parole del leghista Parolo, il quale <<… nella discussione sul decreto Alitalia ha detto che i socialisti usavano la compagnia di bandiera per portare in giro nani e ballerine, a sbafo, e rivolgendosi ad Intini ha chiesto "… e lei non era forse uno dei massimi dirigenti di quel partito della "Milano da bere che rubava il rubabile?…>>, ha preso il microfono e alludendo al padre morto suicida , dichiaratosi sempre innocente,per le questioni di tangentopoli ha detto rivolta ai leghisti <<… Quando voi sventolavate i cappi, c'era gente che moriva per sostenere la propria innocenza>>. Pare si sia scatenato il putiferio tra grasse e rozze parole rivolte alla giovane donna e le accuse di ladroni verso i socialisti. In fine Caparini, in un 'intervista ha dichiarato che è sceso in politica per eliminare dalla faccia della terra tutti i socialisti e ancora "… i socialisti li odio!>>. 
In sintesi , quanto detto sinora, è ciò che molti italiani, credo, non hanno potuto vedere e sentire.
E così il partito dei Nenni, dei Pertini, dei Turati, dei Craxi "di Sigonella", delle conquiste sociali, dell'Italia con la seicento, dell'industrie, dell'alfabetizzazione, del diritto garantito della sanità ecc. ecc. è stato ancora una volta oltraggiato e con esso quei morti che nel bene e nel male hanno fatto la storia di questo Paese, con errori o senza, con colpe o innocenza rivendicano, quantomeno, rispetto.
Una domanda mi viene spontanea da rivolgere direttamente ai Craxi, ai Moroni <<… come si è potuto traghettare nelle destre un partito socialista che era la sinistra italiana e come si fa ad essere alleati con chi ha esibito cappi e si esprime nei termini appena accennati?
Come si fa a rappresentare un Partito storico e sedere accanto a facsimili di partiti inventati come è inventata la padania, indegni di definirsi partiti democratici, come si fa a non sentire un fremito d'orgoglio e al tempo stesso a non sentire colpa d'aver sbriciolato in modo assurdo ed insensato un partito socialista che insieme alla Democrazia Cristiana, ha contribuito a dare a questo Paese dignità, rispetto, ammirazione e a volte a suscitare anche invidia?
Come socialista della società civile ho avvertito un immenso dolore per i padri fondatori del P.S.I. così come per quei morti e pur essendo stata critica verso il Presidente Craxi mai come oggi mi sento di affermare, sia come cittadina, italiana, europea, socialista che l'appellativo di Presidente per chi morì , con errori o innocenze, lontano dal suo Paese… se lo meriti in pieno.
Sono convinta che alla luce dei fatti la storia d'Italia dovrà essere rivisitata e poter capire perché la così detta prima Repubblica, che ha stilato la Carta Costituzionale ampiamente calpestata e strappata dal quel "Nuovo che avanza…." sia stata spazzata via e con essa grandi partiti e grandi statisti per poi raccontarci e regalarci una "seconda repubblica" costituita da personale politico che i fatti bastano e avanzano per determinare le giuste considerazioni e definizioni. 
Nelle ultime elezioni gli italiani, o chi è andato a votare, ha comunque inviato un messaggio nel quale si fa richiesta di partiti con una precisa e chiara identità mentre hanno punito i frullati nei listoni ed una maggioranza verso la quale , sempre, gli indiscutibili fatti determinano considerazioni e definizioni.
Finchè ci sarà un uomo che avrà compassione di un altro uomo, finché la parola indifferenza, per alcuni o molti, sarà estranea verso i piccoli e gravi problemi del nostro Paese e dell'umanità ci saranno i socialisti, sarà quindi difficile per il leghista Caparini realizzare il suo progetto che è quello di eliminarli dalla faccia della terra.
In quanto a tutti i dirigenti che si definiscono socialisti sia di sinistra ma soprattutto a coloro che siedono alla destra del "padano…" credo sia arrivato il momento doveroso di riflettere , lavorando insieme e non permettere mai più l'oltraggio volgare verso chi ha rappresentato, sia pure commettendo errori poiché l'imperfezione è intrinseca nell'uomo, degnamente e da veri statisti (al contrario degli statisti-caricature d'oggi) la terra d'Italia. 

Anna Prato
Socio fondatore Associazione Nazionale 
Socialismo è Libertà

Lecce, 2 Agosto 2004


La parola più usata e abusata della campagna elettorale in corso è: riformista.
Tutti la usano, tutti la invocano, tutti vi fanno riferimento per accreditare, di se stessi, l'immagine di una forza politica, di una lista elettorale o di un semplice candidato, in chiave moderna.
Ma, che cosa significa "riformista"?
Riformista, letteralmente e storicamente, significa: "Forma di Socialismo che tende al rinnovamento della società attraverso riforme graduali".
Non lo dico io, lo dice il dizionario e, soprattutto, lo dice la storia del Socialismo Italiano. 
I partiti e i politici italiani e forlivesi sono, quindi, diventati tutti socialisti? 
Oppure, com'è più probabile e realistico, sono tutti alla ricerca di un modello di governo della società che, abbandonate le forme massimaliste - di destra e di sinistra - riscopre, appunto, il più pragmatico, antico ed equo, riformismo socialista?
E se le cose stanno così, mi domando, perché i socialisti italiani, che hanno generato questa giusta strategia politica, oggi non trovano il coraggio di rivendicare direttamente - agli elettori italiani - il riconoscimento di questa loro ragione storica?
Stupendo e strano Paese il nostro, dove chi aveva torto fiorisce e chi aveva ragione sparisce!
Alessandro Guidi

22 maggio 2004


Lettera a Repubblica

Repubblica ha commentato con toni severi la mancata elezione di Giuliano Amato a presidente del Pse (articolo di Andrea Bonanni del 25/4/2004, pag. 15).
Personalmente nutro nei confronti di Amato una sconfinata stima e ancora mi dolgo del fatto che l'Ulivo abbia preferito perdere con un candidato più telegenico le ultime elezioni politiche.
Tuttavia, ho trovato stravagante la pretesa di candidare un italiano alla guida del Pse, visto che l'Italia sarà l'unico dei 25 Paesi della UE in cui mancherà una lista socialista alle elezioni europee.
Non è naturale che una famiglia come quella socialista che, a dispetto di molte interessate profezie, è ancora vitale ed ha spesso la forza autonoma di vincere e governare, non voglia farsi guidare da chi ha scelto di diluirsi nella "lista Prodi" ?
Rassegnarsi all'anomalia italiana è un conto, ma pretendere addirittura di esportarla è un po' troppo.
Cordiali saluti.

Luciano Belli Paci

26 aprile 2004


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