Giorgio Cardetti è, oltre che un vecchio amico, uno di quei socialisti che non hanno rinunciato a stare a sinistra con l'occhio aperto alla realtà, critico ed appassionato (l'ironia è una forma intelligente di passione) che furono tra le caratteristiche migliori del riformismo socialista (o dovrei dire dei riformatori?). E' stato parlamentare e sindaco di Torino, e scrive una "lettera" che riprodurremo sistematicamente.

Le lettere di Candido:

In bocca al lupo...compagno Cardetti, peccato che non possa votarti... Torna presto con i tuoi commenti!  MA

Vent'anni dopo
Inviti a rinsavire non ce ne sono stati.
Alla domanda "E se Candido si candidasse ?" sono giunte cinque risposte positive ed una del tipo "Fa come ti pare". Un centinaio circa non si sono espressi (anche perché tra noi "maturi" è poco diffuso l'uso del computer).
Di fronte al sondaggio plebiscitario abbiamo rotto gli indugi e deciso di tornare in campo.
La maglia è sempre quella: socialista. C'è una rosa anziché un garofano per evitare confusioni con l'amico Gianni, che continua a stare dalla parte sbagliata.
Abbiamo però pensato di usare un nome d'arte: Giorgio Cardetti, un tale che vent'anni fa, di questi giorni, era stato eletto Sindaco di una Torino un po' malconcia.
Ci sembra che qualcosa abbia fatto, lasciando una buona eredità, non sempre riconosciuta, ai successori.
Poiché saremo impegnati nel tentativo di convincere i socialisti a tornare a votare socialista, nel prossimo mese avremo probabilmente poco tempo per queste righe.
Non disperatevi.
20 febbraio 2005

E se Candido si candidasse?
I pochi lettori di queste righe avranno capito che siamo dei nostalgici.
Diversamente dal "bello guaglione" Rutelli, crediamo, come parecchi milioni di europei, che socialdemocrazia non sia una parolaccia ma, opportunamente aggiornata nei contenuti, la forma politica della sinistra di governo.
Avranno capito che l'attuale sinistra italiana, coi sui pastrocchi aggregativi, i nomi botanici e le primarie senza candidati, non ci esalta.
Allo stesso tempo crediamo, nonostante gli sforzi del nostro amico Gianni, che i socialisti, "per la contradizion che nol consente", non possano stare a destra.
E' vero che Candido è di sesso maschile, eterosessuale, non è un manager né un professore universitario. Non è neppure un uomo nuovo, avendo dedicato, quando i capelli erano ancora neri, alcuni decenni alla politica.
Ma se, in un momento di follia, all'insegna dell'unità socialista, si candidasse?
29 gennaio 2005
P.S.
Sono graditi gli inviti a rinsavire.

Dalle primarie alle elementari?
"Accantoniamo il problema delle primarie" ha detto in uno slancio di saggezza Piero il lungo.
Si conclude così, per ora, un capitolo di quella che potremmo definire "Cronaca di una cazzata annunciata".
Grande merito va a quei pugliesi che, per i motivi più disparati, hanno scelto nelle "primarie pugliesi" il rifondatore comunista gay Niky Vendola, quale candidato da contrapporre al "governatore" uscente Fitto.
Ed ecco tutti a chiedere a Bertinotti di non candidarsi alle "primarie" nazionali in contrapposizione a Prodi. Cogliendo subito l'appello, Pecoraro Scanio e Di Pietro hanno annunciato che si candideranno anche loro.
Non sarebbe più semplice chiedere al Professore di non candidarsi lui?
Avendo la fortuna che un centrosinistra scassato non può candidare altri, perché in Italia i socialisti non contano un tubo e i postcomunisti non sono in grado di vincere, perché il nostro pretende una investitura popolare (si fà per dire) oltre a quella già avuta?
Si sta fecendo di tutto per far rivincere il Cavaliere.
Se dalle "primarie" si passasse alle più elementari regole della politica, forse la situazione non sarebbe così drammatica e ridicola al tempo stesso.
23 gennaio 2005

"Pezzo di merda!"
E' uno dei complimenti che, a Montecitorio, si sono levati dai banchi del centro-sinistra nei confronti di Mastella Clemente da Ceppaloni, Vice Presidente della Camera e segretario dell'UDEUR.
Il nostro, forse, è stato un poco impacciato nel presiedere la seduta. Non se l'è sentita di avallare un trabocchetto procedurale dell'opposizione.
Non crediamo però che tanto elegante eloquio sarebbe stato usato nei confronti di altri.
Clemente, che ai tempi della DC era seguace di De Mita e noto per portare a comizi e congressi le sue "truppe mastellate", è ora uomo di confine, sul versante del centro, dell'attuale opposizione.
Chiede "pari dignità", e cioè la presidenza di una regione del sud. Altrettanto hanno fatto i socialisti, stranamente uniti, in Calabria. Al loro candidato è stato preferito tal Agazio, passato da Mastella alla Margherita.
Non è che rischiar di perdere questi pezzi, anche se ritenuti di m…,può far perdere le staffe..e e anche le elezioni?
16 dicembre 2004

Mercenari
Non sappiamo se, ai mille giovani forzitalioti che il Cavaliere intende sguinzagliare per l'Italia a sostegno dei suoi candidati, sia stato promesso un rimborso spese o anche una paghetta.
Definirli "mercenari", come ha fatto il Professore, non ci sembra di particolare buon gusto.
Tutti i "volontari" che intende contrapporre alle milizie di ventura saranno realmente a costo zero? Non ci sarà neppure un funzionario di partito, un sindacalista distaccato, un consulente di qualche amministrazione più o meno pubblica?
Il povero Quattrocchi, sgozzato in Iraq perché teneva famiglia, ha detto, prima della sua macellazione, "Vi faccio vedere come muore un italiano!".
Non pretendiamo che i berlusca-boys facciano altrettanto e speriamo, soprattutto, che i non pochi amici della "resistenza" irakena non pensino ad applicare loro trattamenti anche lontanamente simili.
E' ovviamente inutile, a questo punto, chiedere scusa a Forza Italia.
Il Professore potrebbe però meditare sull'opportunità di scusarsi con i suoi potenziali, in mancanza di meglio, elettori.
Se questo è "l'inizio di un bel confronto" la fine potrebbe essere una nuova batosta.
6 dicembre 2004

Anche Follini folle?
Lo sciagurato rispose.
Dopo mesi di dinieghi, il Segretario dell'UDC, Marco Follini, è infine entrato nel governo del Cavaliere, con la qualifica di Vice Presidente del Consiglio.
Da quando Bossi e il Berlusca hanno invaso la scena politica italiana, confessiamo di aver rivalutato i democristiani, anche quelli che stanno con loro: dei veri signori!
Il giovine Follini ci è sempre particolarmente piaciuto per la sua composta abilità nel fare la fronda.
Una delle sue richieste è stata, finora, quella di una legge elettorale proporzionale al posto dell'infausto Mattarellum.
Speriamo che l'ingresso a Palazzo Chigi non lo confonda, portandolo a condividere l'ennesima patacca del Cavaliere: una scheda anziché due (variante del paghi 2 compri 3).
Confidiamo che lo stesso valga per Gianni De Michelis.
Nel suo caso, tra l'altro, non varrebbe neppure lo sballo da Palazzo Chigi.
Svendersi per un sottosegretariato ci sembrerebbe troppo.
3 dicembre 2004

Tagli e taglie
Il Cavaliere, che senz'altro merita per disinvoltura, la promozione a Commendatore, non ha resistito molto nel ruolo di Presidente moderato.
Spinto da Giulianone Ferrara e dai sondaggi, è tornato a indossare i panni del rivoluzionario tatcheriano ed ha imposto ai riottosi alleati una riduzione delle imposte sui redditi.
Chi ci guadagnerà e perderà, quali effetti avrà il taglio sull'economia del Belpaese e sui suoi debiti, lo vedremo.
Attendiamo con ansia, oltre alle critiche, una proposta in materia fiscale dell'Ulivo, della Gad, dell'Alleanza o come diavolo si chiama l'eterogeneo agglomerato antiberlusconiano.
Per esigenze di pari opportunità, non poteva mancare, insieme al taglio, la taglia.
Ci ha pensato a proporla il neocostituente ministro Calderoli, offrendo 25 mila euro per scoprire chi ha ucciso un padano.
Il modello è sempre Reagan, quello che ha fatto il Presidente degli USA e quello che ha interpretato alcuni mediocri western.
28 novembre 2004

Addio Yasser
Stampa israeliana: Arafat è morto.
Fonti palestinesi: è solo peggiorato.
Medici francesi che curano il Raiss: è in coma cerebrale di quarto grado.
Tutti, in fondo, dicono la verità.
Personalmente riteniamo positivo che la morte, il peggioramento o il coma cerebrale che dir di voglia sia avvenuto (stia avvenendo?) a Parigi, per cause naturali, e non in Palestina (Israele? Terra Santa?) per mano o ispirazione giudaica.
Cosa avverrà?
Con Arafat la pace non si è mai fatta.
Nel peggiore dei casi la situazione resterà immutata.
Perché non sperare, una volta tanto?
4 novembre 2004

Niente B.B a Bruxelles
Nella nuova Commissione europea, non ci sarà l'accoppiata Barroso-Buttiglione.
Il Cavaliere, il giorno dopo aver confermato il filosofo a candidato commissario europeo, lo ha confermato quale ministro italico.
Non ci sarà neppure l'accoppiata Barroso-Bonino, auspicata dai radicali ed a noi più gradita.
Pare che in Europa sarà inviato Frattini, finora controfigura del Cavaliere al Ministero degli esteri.
Per un minimo di rispetto dell'alfabeto sembra che andrà al suo posto Fini (il postfascista del muro del pianto).
Tutto per colpa dei "culattoni" -secondo la definizione dell'ex repubblichino Tremaglia- poco graditi al pensatore di Gallipoli, non avremo dunque B.B a Bruxelles.
Pazienza.
L'unica B.B che rimpiangiamo è una francese, residente a Saint Tropez, che, dopo aver conosciuto molti uomini, si sta da tempo dedicando agli animali.
30 ottobre 2004

Piccolo è bello
Dopo la Grande Alleanza Democratica tenuta a battesimo dal Professor Prodi, nella speranza di vincere le elezioni nel 2006 senza dover proporre il da farsi per il Belpaese, ecco arrivata la Grande Riforma Costituzionale che, benedetta dal Cavaliere, ci porterà, forse nel 2016, alla prima democrazia autoritaria (e pasticciata) del mondo.
Personalmente l'unico evento che abbiamo apprezzato sono state le parole di Bobo che, votando contro la grande riforma, ha rievocato il socialismo e lo spirito garibaldino del babbo.
Piccola cosa, certo, quasi neppure menzionata dai mezzi dell'informazione.
Di fronte a tanta grandezza ci viene da dire: "Piccolo è bello".
18 ottobre 2004

Simona & Simona
Finalmente libere!
Dal Papa a Pecoraro Scanio hanno ormai tutti espresso la loro gioia.
Possiamo quindi accodarci.
Il Cavaliere e i suoi dipendenti hanno decisamente negato che sia stato pagato un riscatto.
Un autorevole giornale del Kuwait (e non solo) parla invece di un milione di dollari.
Per una volta ci sembrano più attendibili gli arabi.
La nostra incontenibile curiosità ci fa chiedere (senza sperare in una risposta): "Chi ha messo insieme poco meno di due miliardi del vecchio conio? Il Berlusca, tramite Gianni Letta, o una colletta dei pacifisti?"
Nel primo caso al nostro - si fa per dire- dovrebbero rizzarsi i capelli sotto la bandana, visto che le ex sequestrate hanno ringraziato tutti, dai musulmani ai pacifisti, tranne le istituzioni.

P.S. E' pur vero che le Simone hanno ricevuto le scuse e i dolcetti.
Quanto fanno al chilo?
29 settembre 2004

Le primarie e la bandana
Tragicamente assuefatti ai sequestri, alle decapitazioni, alle autobombe e stragi di vario genere; farsescamente bombardati dalle reiterate promesse di riduzioni fiscali; ormai stufi delle liti ulivesche, non riteniamo di poter dire nulla in materia.
La lunga estate, insieme al caro benzina, ci lascia due ritratti: il Cavaliere con la bandana, forse a coprire pudicamente il tentativo di qualche capello in più sulla pelata, e il Professore che chiede in ogni sede le primarie.
Confessiamo che ci sarebbe maggiormente piaciuto il contrario.
Il Presidente tuttofare, con le primarie, forse non sarebbe diventato capellone, ma Prodi, con la bandana, avrebbe certo nascosto meglio il tentativo di farsi crescere il carisma.
27 settembre 2004

Senza Follini… tutti folli 

Il Senatur, per un po', non potrà muoversi dall'Ospedale di Lugano. Entro domani, però, ci comunicherà la sua scelta fra Roma (ladrona) e Bruxelles (rapinatrice del belpaese). Fini è riuscito a far cacciare Tremonti, sostituito dal suo ex Direttore Generale, Siniscalco. Follini è riuscito a non fare il ministro. Anche gli altri aspiranti dell'UDC- non sappiamo con quanto entusiasmo- ci sono riusciti. Il Cavaliere, dopo aver battuto un nuovo record : la verifica più lunga della storia, tenta di esibirsi nel nuovo ruolo di "presidente balneare". Poiché nessun problema è stato risolto, meglio far finta che non ce ne siano. Finirà che la sgangherata opposizione, senza uno straccio di proposta sul da farsi (tranne il ritiro dall'Iraq) potrà forse vincere le elezioni prossime venture. Se non fosse che c'è Follini, diremmo che sono tutti un poco folli. 
18 luglio 2004

Niente …monti! Tutti a mare? 

E' durata poche ore la speranza (illusione?, timore?) che, scendendo due monti, si passasse da Giulio 3 a Mario 1. Il Cavaliere, da quel Fregoli che è, ha pensato bene di interpretare l'ultimo (per ora) personaggio: il Presidente economista. A tempo indeterminato, ovviamente. "Taglierò di persona le tasse" - ha proclamato- anche se, per la trasferta a Bruxelles, ha intanto aumentato quelle per Banche e Assicurazioni. Chissà chi pagherà il conto finale? La Lega gli ha dato 15 giorni per un contratto con i padani sul federalismo. Follini e l'UDC sono scesi a 10 perché alzi il sedere dalla poltrona che fu di Quintino Sella. L'opposizione, ovviamente, non gli ha offerto neanche gli 8 che si davano alle Colf quando si chiamavano ancora donne di servizio. E' tempo di vacanze, come ci ricordano con continui scoop i TG, e le preferenze degli italiani risultano da sempre marine. L'economia del belpaese da tempo non galleggia in buone acque. Andremo dunque a mare? 
6 luglio 2004

Berlusca meno Tre… = ? 

Da Tremonti a Monti, con un poco di aritmetica creativa, la differenza è -3. La nostra impressione è però che il cambio darebbe un risultato positivo. Può dispiacere a chi vuole le elezioni subito, ma forse la malandata economia del belpaese ne trarrebbe qualche vantaggio. Per il Cavaliere il risultato è in ogni caso zero: alla faccia del contratto con gli italiani ha dovuto infine cedere al teatrino della politica di Fini e Follini. Dice Bobo Craxi: "Le dimissioni di Tremonti rappresentano un misto di imprudenza e di irresponsabità. L'asse del governo tende a spostarsi sempre più a destra". Non sappiamo se si sposti a destra. Ci sembra sempre più sull'orlo del baratro. Vorremmo che l'occasione venisse colta da Bobo e Gianni per spostarsi a sinistra, lasciando definitivamente questa barca che affonda. Sarebbe un passo fondamentale per la rinascita di un partito socialista autonomo, estraneo all'attuale sgangherato bipolarismo.
4 luglio 2004

Avesse vinto la proporzionale? 

"Ci hanno rubato i voti nei seggi". Così il Cavaliere, primo capo di governo ad accusare di brogli l'opposizione. E' così riuscito a superare Fassino che, alle due di mattina del 14 giugno, accusava l'intero sistema televisivo di sottrarre voti al triciclo. Le proiezioni assegnavano al listone il 30,5 per cento. Il giorno dopo si è vista l'enorme differenza di voti che aveva fatto saltare i nervi a Piero. Al triciclo è infatti andato, con o senza brogli, il 31,1. Il fatto è che il Cavaliere ha perso e il triciclo non ha vinto. Il primo, per continuare a governare, dovrà esordire nel nuovo ruolo di Presidente equilibrista, barcamenandosi tra le spesso opposte richieste degli alleati. I secondi dovranno fare i conti con Bertinotti, Pecoraro, Diliberto e Tonino, che col riformismo c'azzeccano pochino. Forse il maggioritario all'italiana ha fatto il suo tempo. Avesse vinto la proporzionale? 
22 giugno 2004

Il triciclo e il calendario
Il nuovo governo in Iraq è stato fatto.
La nuova risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU è in dirittura d'arrivo: sulle spiagge della Normandia (assente per mancato invito il Cavaliere) il capo della "sinistra pacifista europea" Chirac, presenti Schreoeder e Putin, ha dato il via a Bush junior.
Tra il Tigri e l'Eufrate le prospettive non sono certo rosee, ma una svolta è difficile negarla. Quella svolta che la "sinistra riformista" italiana chiedeva entro il 30 giugno, condizionando ad essa l'opportunità del permanere in Iraq dei militari italiani.
Poi però, visto che il 13 giugno cade 17 giorni prima del 30, il triciclo ha sbandato sulla via di Bertinotti e C, votando la mozione "tutti subito a casa".
Oggi sono anche stati liberati i tre ostaggi italiani grazie ad un blitz dei cattivi americani.
Qualcuno dice che porta male il 13, altri temono il 17.
Noi non siamo superstiziosi ma un poco maligni: il triciclo ha sbagliato i conti. 
Che li abbia fatti anche questa volta (come quando Prodi chiese un voto di fiducia sul suo governo) Arturo Parisi?
8 giugno 2004

Gaffes bipolari

Sabato 29 maggio, ore 19,55 circa: edizione speciale del TG3.
La bella Bianca Berlinguer appare sul piccolo schermo annunciando, sulla base di Agenzie di stampa europee e televisioni arabe, che diversi italiani sono tenuti in ostaggio dai terroristi di Al Qaeda a Khobar in Arabia Saudita.
Ore 20,10 circa sul TG1 il bel Giorgino annuncia che la Farnesina (Ministero degli Esteri) smentisce la presenza di italiani fra gli ostaggi.
Domenica 30 maggio: tutti ormai sappiamo che tra i ventidue uccisi dai terroristi islamici c'è Antonio Amato, 35 anni, aspirante cuoco, di Giuliano, Italia.
Cominciano le polemiche.
Confessiamo di non capire diverse cose:
1) Perché lo sgozzamento del povero giovane dovrebbe essere colpa del Cavaliere - che ne ha già tante- e non dei terroristi che hanno provveduto al macello.
2) Perché al TG3 , e in tutti gli altri, si sia persa la bella abitudine di controllare le fonti e usare il condizionale.
3) Perché la Farnesina, pur non essendo un giornale, non usi criteri analoghi prima di smentite categoriche.
4) Perché la campagna elettorale europea, porti i due poli italiani a fare una cacchiata dopo l'altra, parlando di tutto tranne che di Europa.
Nel disastro generale, personalmente ci consoliamo per due cose: non lavoriamo più alla Rai e, essendoci una elezione col vecchio e vituperato sistema proporzionale, non siamo "costretti" a votare per uno dei due Poli.
31 maggio 2004

I diciassette giorni che sconvolsero Prodi
Il 30 giugno era la data fatidica entro la quale doveva esserci una svolta in Iraq: la costituzione di un governo promosso dall'ONU, dopo una nuova risoluzione del Consiglio di Sicurezza.
A tale evento il triciclo aveva condizionato la sua posizione sulla permanenza o meno dei militari italiani in Mesopotamia. 
La svolta non c'è stata. Mai però come in questi giorni sembra potrebbe esserci.
Perché non aspettare ad unirsi a Bertinotti e C. nel chiedere il tutti a casa senza se e senza ma?
Il guaio è che le elezioni europee ed amministrative si terranno il 13 giugno e la preoccupazione dei "riformisti" non sembra più essere legata all'ONU ma alla paura di perdere voti a favore della sinistra radicale e pacifista.
Amato si assenta dall'aula, Boselli anche, ma poi, di fronte a Vespa, si allinea. I liberal DS mugugnano ma votano per disciplina.
Diciassette giorni di troppo. Forse qualche voto ci sarà ma la faccia è perduta.
24 maggio 2004

Pesce d'aprile

Dopo la "souspance" creata da Tremonti, il Cavaliere ha finalmente reso nota la ricetta per rilanciare l'economia del Belpaese: il solito (a parole) taglio delle tasse ma anche -ecco la rivoluzionaria novità- il taglio dei giorni festivi.
Purtroppo il genio economico del Nostro non è adeguatamente apprezzato, oltrechè da comunisti e c., neppure dai suoi rissosi alleati.
"Non ne abbiamo discusso collegialmente" tuonano in coro Fini e Follini.
A quanto pare in nessun incontro si è discusso se rimandare in soffitta la già ripescata Befana o rischiare dei malumori oltretevere su qualcuna delle tante feste religiose. Ad abolire il 25 aprile Fini, dopo Gerusalemme, si opporrebbe ad oltranza. Resterebbe il 1° maggio, visto che chi lavora ha sempre meno voglia di festeggiare.
Il Cavaliere, dimentico dei miliardi in programma per Messina, ha comunque subito precisato: "Sono i ponti che voglio eliminare, non i giorni festivi".
Probabilmente bisognerà introdurne una nuova di Festa : il "Berlusca Day", il 1° di aprile.
30 marzo 2004 

Todos Zapateros

Avevamo quasi deciso di non scrivere più queste, semiserie, prediche inutili. Che senso ha ormai -ci dicevamo- parlare di socialismo nel Belpaese?
Adesso, dopo l'inattesa vittoria del PSOE in Spagna, la sgangherata sinistra italiana riscopre la parola, che non è più una parolaccia da nascondere sotto ulivi, querce e margherite.
Fassino esulta, Boselli plaude, anche Bertinotti è contento. Bobo si è rallegrato, dimenticando che Zapatero ha sconfitto Aznar, l'amicone del Cavaliere, il cui governo il suo partitino appoggia. "Todos Zapateros!".
L'eroe iberico, finora quasi sconosciuto, dopo l'attentato di Madrid ha sfilato composto contro il terrorismo a fianco di Aznar e del suo designato successore. 
Da noi, per una analoga manifestazione, fioccano, come sempre, i distinguo: "Io non vado se c'è il Berlusca"; "Io vado se loro non vanno all'altra".
Il triciclo, che si presenta, semiunito, alle Europee, è sempre schifato dal gruppo socialista all'europarlamento?
Todos zapateros, tutti ciabattini, perché l'unica idea, in tutti gli schieramenti, sembra quella di fare le scarpe ad avversari ed alleati.
17 marzo 2004

Per decenza…
"Per decenza Prodi dovrebbe dimettersi". Così il Cavaliere.
"Per decenza" - pensiamo noi- il suddetto non avrebbe mai dovuto neppure "scendere in campo".
"Per decenza" la sinistra italiana -se il lifting degli ex comunisti avesse funzionato- dovrebbe poter esprimere un proprio leader senza dover ricorrere ad un ex democristiano. "Per decenza" la "lista riformista" per le elezioni europee si chiamerebbe socialista o socialdemocratica. "Per decenza" Boselli & C. non avrebbero dovuto abrogare il socialismo per garantirsi, forse, due eurodeputati, oltre al manipolo di seggi nel maggioritario. "Per decenza" De Michelis non dovrebbe usare la parola "socialismo" per qualche sottobriciola di sottogoverno insieme al Cavaliere, a Bossi e ai postfascisti.
"Per inutilità" noi dovremmo smettere di scrivere queste righe.
E' probabile che lo faremo prima che cessino le indecenze altrui.
19 febbraio 2004

Verificona, verifichina 
Bossi: "Non è cambiato nulla".
Bottiglione: "Occasione persa. Si chiude nella confusione".
L'unico obbligato a proclamarsi soddisfatto è Gianfranco Fini, che ha ottenuto, nientepopodimeno, l'impegno ad una maggiore collegialità. Si è dunque conclusa -l'annuncio ufficiale forse questa sera dal notaio Vespa-la verifica di governo. Strumento della prima Repubblica, e quindi non amata dal Cavaliere, la verifica ha battuto ogni record. Durata circa nove mesi ha partorito infine meno di un topolino: un dipartimento economico presso la Presidenza del Consiglio nel quale Fini potrà giocare a Monopoli mentre Tremonti proseguirà nella sua finanza "creativa". Non abbiamo sentito pareri del Nuovo PSI di De Michelis. Non è stato neppure sentito oppure -la qual cosa ci farebbe assai piacere- Gianni, che dice di voler ricreare una forza socialista, si è finalmente dissociato da questi giocherelloni?
11 febbraio 2004

Pensiero debole?
Il filosofo Gianni Vattimo, eurodeputato DS, a leggere le cronache, è tormentato da un dubbio: 
candidarsi con Di Pietro o con i comunisti di Cossutta?
Il teorico del pensiero debole, che alla tornata precedente pare fosse in dubbio tra quercia 
e margherita, ora, abbandonati i vegetali, sarebbe incerto tra falce-martello e manette.
Sembra comunque forte la sua determinazione: tornare a Strasburgo.
Auguri
6 febbraio 2004

Lifting
Il Cavaliere, dopo quasi un mese di sostanziale assenza dalla scena (deve essere stato ben difficile per un teatrante come lui), è ricomparso "liftato".
Sottopostosi ad un'operazione di chirurgia estetica in Svizzera -ma con chirurghi americani- dicono sia ringiovanito di dieci anni, quelli trascorsi dalla sua "discesa in campo" che si appresta a santificare.
Il fatto che Bossi dica "Sembra mio figlio" non depone a favore dell'esito ma tant'è: il cerone e le calze sulle telecamere non sembrano più sufficienti al teatrone della politica.
Un'altra operazione di lifting, a nostro parere assai più riuscita, è quella compiuta oggi dalla "lista unitaria" dell'Ulivo. 
Di Pietro -è stato convenuto- correrà per Strasburgo per i fatti suoi.
La lista non è una bellezza ma l'amputazione di Torino la rende quasi strafiga.
Potremmo anche decidere di darle un voto.
22 gennaio 2004

E' tutto uno schif…ani
Sulla bocciatura del cosiddetto "lodo Schifani" da parte della Consulta è stato già detto e scritto quasi tutto. Riassumiamo:
Il Cavaliere, più prima che poi, dovrà essere giudicato da un qualche tribunale.
La campagna elettorale sarà dunque incentrata sui processi anziché sui non pochi problemi del belpaese.
Il referendum sul suddetto "lodo", promosso da Tonino Di Pietro, fortunatamente non si terrà, non essendoci più la legge da abrogare.
L'Ulivo, di conseguenza, avrà meno occasioni di dividersi.
I girotondini avranno meno da girotondare e potranno occupare il tempo a decidere come presentarsi alle europee. Non potranno più dire che tutto è uno schifani.
Il quesito centrale resta: con chi andrà in lista Tonino?
Attendiamo di saperlo per votarne un'altra.
16 gennaio 2004

Il latte e l'Europa

Si chiude oggi il S.I.P.E (Semestre Italiano di Presidenza Europea, detto anche "Senza idee per l'Europa").
Si era aperto con il Cavaliere che dava del "kapo" all'eurodeputato tedesco Schultz.
Come avevamo facilmente predetto, non sono entrate nella UE né la Russia né la Turchia.
Dopo il fallito tentativo di far approvare la Costituzione Europea, il Nostro ha però potuto vantare un grande risultato: l'assegnazione a Parma dell'Autority sull'alimentazione.
Qualche ora dopo è esploso lo scandalo Parmalat.
Noi, che non siamo FAZIOsi, non vogliamo attribuire responsabilità che non competono.
Ci sorge però un dubbio: e se portasse sfiga?
Buon anno nuovo.
31 dicembre 2003


Italia senza Fede?

Non andrà sul satellite. Alla sua età potrebbe essere pericoloso, anche se tanti brividi li ha già vissuti intorno al tavolo verde della roulette.
Un decreto salverà dallo spazio l'Emilio nazionale, già noto, ai tempi della RAI, come "Sciupone l'Africano".
Salverà anche il bilancio di Rai 3, non estranea alle fronde dell'Ulivo.
Carlo Azeglio Ciampi, nonostante gli sforzi dei girotondini, ha comunque rinviato la Gasparri alle Camere.
Il Cavaliere ha detto che non leggerà le motivazioni del Capo dello Stato. E' bene infatti che si riposi, dopo tanta inutile fatica nel semestre europeo.
Qualcuno però le dovrà leggere per lui, e tenerne conto.
L'Italia dunque non è un regime. Solo chi si sforza di dimostrarlo, potrà forse riuscire a realizzarlo, con o senza Fede.
17 dicembre 2003

CATTURATO SADDAM

La tormentata vicenda irakena non è certo conclusa.
La guerra dichiarata dal terrorismo islamico sarà ancora lunga, difficile e sanguinosa.
Nell'immediato potranno anche aumentare gli attacchi terroristici.
La notizia che Saddam è stato catturato ci riempie comunque di gioia.
Attendiamo i commenti per capire chi è con la "resistenza" irakena.
Personalmente noi saremo altrove.
14 dicembre 2003

Fecondazione eterologa

A Gianfranco Fini - dice qualche maligno- dopo il viaggio a Gerusalemme non resta che farsi circoncidere.
All'ex pupillo di Pannella, Francesco Rutelli, non rimane probabilmente che farsi terziario francescano.
Il capo della Margherita, infatti, dopo aver gestito da Sindaco di Roma il Giubileo, ha dapprima risposato in chiesa la sua palombella ed ora ha votato la legge sulla fecondazione assistita nella prudente versione neocattolica contestata da donne, laici e radicali.
Il tema, assai complesso, riguarda evidentemente le coscienze e quella rutelliana può essersi profondamente evoluta dai tempi delle campagne per l'aborto libero.
Malignamente si potrebbe però anche pensare al tentativo di garantirsi da eventuali maldipancia della maggioranza ex democristiana del suo composito partito.
Qualcuno prende spunto dalla vicenda per rimettere in discussione il cosiddetto triciclo: la "lista unitaria" di un pezzo dell'Ulivo.
A nostro modesto parere una ben più grave "fecondazione eterologa" potrebbe inquinare il listone prodiano: l'inserimento, all'ultimo minuto, di Di Pietro e girotondini vari, per evitare concorrenze.
Ci piacerebbe sapere cosa farebbero, in quell'evenienza, i socialisti di Borselli e quanti esaltano il valore "riformista" della lista.

11 dicembre 2003

Dopo la Gasparri

Fassino sul ruolo di Ciampi: "Anche se la legge per noi è incostituzionale, non si può tirare il Presidente per la giacca".
Totalmente d'accordo.
Girotondini vari e pezzi d'Ulivo, applaudendo Di Pietro: "Ciampi non firmare".
Il nostro dissenso, sul metodo, è totale.
Se anche in politica vale la proprietà transitiva, non dovrebbe esserci molta sintonia sull'argomento tra il primo e i secondi.
Se ne terrà conto nella formazione delle "liste unitarie" per le europee e quant'altro?
4 dicembre 2003

Perplessi

Perché in molti telegiornali si parla di "resistenza" irakena? 
Il termine ci è troppo caro perché venga utilizzato parlando di terroristi, giustamente sponsorizzati dalla Lioce.
Resistenza contro chi?
I "cattivi" americani o anche i Carabinieri "brava gente" massacrati a Nassiriya?
O è solo un problema di ignoranza, della Storia italiana o della lingua inglese?
Siamo perplessi.
Ds, Margherita e SDI hanno approvato una lista unitaria per le prossime elezioni europee.
Per qualcuno l'operazione è un primo passo verso un unico "partito riformista"; altri non ne vogliono neppure sentir parlare.
A quali gruppi del Parlamento di Strasburgo aderiranno gli eletti?
Siamo perplessi.
Anche D'Alema è perplesso, per il provvedimento di espulsione dell'Imam di Carmagnola.
Noi siamo perplessi per la perplessità di D'Alema. 
Ci sembra non siano mancate occasioni migliori per essere garantisti.

19 novembre 2003

La Volpe" e "Torquemada"

Fra la Camera e il Senato
le battute sono tante.
Il dibattito è scoppiato
fra Andreotti ed il Violante.

"Io non fui giustizialista"
dice il buon Lucian con cura
"Dissi solo alla Procura
d'un oscur telefonista".

"Excusatio non petita"
gli ribatte Giulio, assolto,
"Per fortuna la mia vita
è finor durata molto".

"Incastrare mi voleva
e fu peggio di Buscetta.
Ma senz'altro non sapeva
che può attender la vendetta".

Su a chi spetti la ragione
sarà dura la tenzone.
Ancor lunga è la strada 
per "la volpe" e "Torquemada".
7 novembre 2003


Vittoria dello Stato
Sei persone, ritenute gli omicidi di Massimo D'Antona, arrestate; altrettante indagate per costituzione di banda armata; un covo brigatista scoperto; l'annuncio che sarebbero stati individuati anche gli assassini di Marco Biagi.
Una vittoria dello Stato, come quasi tutti hanno subito dichiarato.
Neppure Bertinotti è riuscito a trovare granché per distinguersi dal coro del consenso.
Una notizia che, giustamente, ha aperto tutti i telegiornali e sarà domani sulle prime pagine dei giornali.
Se non ci fosse stata proprio oggi, ad aprire sarebbe stato lo sciopero generale indetto da Cgil, Cisl e Uil contro la "riforma delle pensioni" e la finanziaria del Cavaliere.
Perché, dopo anni di indagini, il blitz è avvenuto ieri notte e non il giorno prima, o magari domani?
Una domanda che Fassino, Rutelli e C. non possono assolutamente fare.
Noi però, che ammiriamo la formidabile capacità di comunicazione del Cavaliere e soprattutto, non contiamo niente, possiamo dirci d'accordo con la vecchia battuta di Andreotti: "A sospettare si fa peccato ma ci si azzecca quasi sempre".
24 ottobre 2003

Faccetta nera 2003
Apprezziamo l'uscita di Gianfranco Fini sull'opportunità di far votare alle elezioni locali gli extracomunitari in regola, dopo un certo numero di anni di residenza. 
Anche se la scelta fosse solo tattica, per rintuzzare l'asse Berlusconi-Bossi, l'apprezzeremmo lo stesso. E' chiara, condivisibile e coraggiosa.
Tra le reazioni (le ringhia di Bossi, la cautela del Cavaliere, la disponibilità di Fassino) ci sembra da segnalare il "rilancio" degli UDC Bottiglione e Giovanardi: "Bisogna rivedere le quote d'ingresso".
Ai due ministri neodemocristiani spiace evidentemente di essere stati scavalcati su questo tema, caro agli ambienti cattolici, dall'ex pupillo di Almirante.
Da segnalare anche lo scarso entusiasmo di Bertinotti e Pecoraro Scanio.
Troppo rosso l'uno, troppo verde l'altro, forse non gradiscono questa riedizione "politicamente corretta" di "Faccetta nera".
12 ottobre 2003

Italy: "no reds" market
Dopo aver rilanciato il turismo italiano, ricordando le belle isole dove il Cavalier Benito mandava benignamente in vacanza gli oppositori, il primo imprenditore d'Italia, in trasferta a New York, non poteva lasciarsi sfuggire l'occasione di promuovere gli investimenti nel Bel Paese.
"Abbiamo bellissime ragazze e segretarie" -ha ricordato agli imprenditori a stelle e strisce- ma soprattutto: "Ci sono meno comunisti di una volta".
Le varie mafie, che nel mercato italiano tendono a sguazzare, con meno rossi in circolazione sono un rischio trascurabile.
Il Cavaliere, per far tornare i conti, ha declassato pericolosi personaggi già ritenuti di ispirazione bolscevica come Jlly e Sbardella; ma che importa? Quando bisogna vendere, un buon battitore non bada a certi particolari.
"Ma dove lo trovate un presidente del Consiglio che vi fa divertire così?"
Condividiamo la battuta ai cronisti che ha concluso l'incontro.
Anche noi spesso ridiamo, per non piangere troppo.
25 settembre 2003

DuceTour
La data di oggi poteva prestarsi al ricordo della tragedia delle Twin Towers, due anni fa a New York, o alla più antica defenestrazione del socialista Salvador Allende, trenta anni orsono a Santiago del Cile.
Il Cavaliere Silvio, da buon italiano, ha preferito dedicarsi a fatti nostrani, difendendo la mite dittatura del Cavaliere Benito, "che non ha mai ucciso nessuno e mandava la gente a fare le vacanze al confino".
Confessiamo di aver frequentato Ponza, Lipari ed anche Ventotene: luoghi stupendi che, diversamente da Pertini, Amendola e tanti altri, abbiamo scelto noi per trascorrere un periodo di riposo.
Giacomo Matteotti, come noto, ebbe un trattamento ancora migliore, spedito direttamente al Creatore.
Alcune migliaia di ebrei e parecchi altri, non entusiasti del Cavaliere di allora, furono spediti in viaggio premio in Germania, Austria e Polonia, anche se non proprio in stazioni termali.
Ma il nostro una occasione di far propaganda al turismo italiano non poteva farsela sfuggire, forse anche per rimediare alle mancate vacanze italiane di Schroeder, dopo un'altra sua battuta al Parlamento Europeo.
11 settembre 2003

Goooool...
Notizie di Ferragosto.
Stati Uniti e Canada: 50 milioni al buio per il più grande blackout della storia. Si discute sulle responsabilità e sull'eccesso di privatizzazione nella distribuzione energetica.
Iraq: fatta saltare da un kamikaze la sede locale delle Nazioni Unite. L'ONU decide comunque di restare.
Gerusalemme: strage di bambini su un autobus ad opera di un altro kamikaze. La "road map" per la pace rischia di diventare carta straccia.
Italia: si riunisce il Consiglio dei Ministri e vara il decreto "salvacalcio".
I TAR non potranno più stilare le classifiche. Il siciliano di AN La Russa impone però il Catania in serie B. Prevale infine la logica bipartisan e, nella affollatissima B, viene cooptata anche la Fiorentina, sponsorizzata dal Sindaco DS.
Nella vicenda lo sconfitto sembra Bossi: la bergamasca Atalanta non sembra, per il momento, poter rientrare in serie A. Ma il nostro, forse, pensa ad un campionato padano.
Buone vacanze.
20 agosto 2003

I miracoli non bastano
"Tutti i giorni facciamo miracoli, ma le TV non ne parlano…" 
Il Cavaliere, perseguitato dal sistema televisivo oltre che dalla peggior opposizione possibile,
scopre che anche fra gli alleati si annidano comunisti travestiti: "Certe forze politiche fanno pesare la loro indispensabilità marginale…".
E fu così che, nella conferenza stampa di mezza estate, gli scappò infine la sua verità: "Certo con una dittatura si farebbe molto prima".
Perché perdere tempo con presidenzialismo e premierato, con federalismo e devolution?
Ecco la grande riforma istituzionale, da realizzare magari con un sondaggio sui sondaggi.
Il Cavaliere (non ce n'era già stato uno di nome Benito?) non farà neppure le vacanze.
Peccato per la sua linea. Con qualche anno di riposo potrebbe forse finalmente dimagrire e fargliela vedere (la pancetta) a quel presuntuoso di D'Alema.
3 agosto 2003

Curiosità
Premessa 1: il nostro esame in Procedura penale risale a quasi 40 anni fa. Il codice è da allora più volte cambiato e, per nostra fortuna, abbiamo avuto poco a che fare coi Tribunali.
In materia siamo quindi degli ignoranti.
Premessa 2: Berlusconi e Previti, politicamente parlando, e non solo, ci sono assai lontani. Usiamo queste parole per evitare querele.
Premessa 3: da quando Di Pietro ha gettato la toga e Borrelli è andato in pensione, i PM che ci sono meno simpatici (vale la spiegazione di prima) sono Ilda Boccassini e Gerardo Colombo. 
Senza dunque entrare nel merito giuridico e politico della vicenda, confessiamo che ci piacerebbe da impazzire sapere cosa c'è scritto nel secretatissimo fascicolo 9520.
26 luglio 2003

Sogni di mezza estate
Sessanta anni fa cadeva il fascismo. Oggi non cade neppure la pioggia.
Quasi più nessuno aspetta il "sol dell'avvenire". Quello odierno è già troppo e provoca il rincaro di frutta e insalata.
Se qualcosa tende a caderci, sono. le braccia.
I nipotini del duce, al governo del paese, appaiono spesso i meglio di questa strampalata destra italiana.
Il Ministro della Giustizia è garantista solo col Cavaliere e soci; teme invece il pericolo di Sofri fuori dalla galera.
Certa sinistra difenderebbe la Boccassini anche se secretasse la guida del telefono.
Il gran caldo ci fa dormire male e fare strani sogni: gli ex comunisti sono diventati socialisti per davvero e tanti che furono socialisti riscoprono che non si può stare con Bossi, il Cavaliere e i fascisti. Nasce un partito nuovo che non promette soli dell'avvenire ma cerca di realizzare almeno una tintarella di luna.
Poi un brusco risveglio. Accendiamo la TV e su un telegiornale a caso, tra l'ennesimo servizio sul grande esodo e quello sul rincaro delle melanzane, sentiamo dichiarazioni di Salvi e Cicchitto.
Era un sogno, appunto.
25 luglio 2003

I limiti della finanza creativa
Un vero peccato! All'ultimo minuto non hanno avuto il coraggio di scriverla nel Dpef.
Eppure l'idea di liberare nuove risorse da investire in beni durevoli e non, ipotecandosi la casa o il negozio, era quanto di più finanziariamente innovativo si potesse immaginare.
Pare lo facciano già in America. In Italia però, come con i condoni, non ci si sarebbe più fermati: impegnarsi l'automobile per comperare il DVD, impegnarsi il DVD per acquistare l'ultimo modello di telefonino che, oltre alle fotografie, fa anche il caffè.
Un impulso ai consumi che, come ci insegna la pubblicità televisiva, avrebbe scatenato un coro di "grazie".
Forse vi è stato il timore che qualcuno, fraintendendo la norma, facesse un bel mutuo sulla "Casa delle libertà" per acquistare i voti non più sicuri, in libertà appunto. E che qualche giudice comunista intervenisse ipotizzando il reato di circonvenzione di incapaci.
Con il Dpef resta poco da ridere. Diversamente da quanto pensavamo, resta solo da piangere.
14 luglio 2003

A furia di ridere, non ci resta che piangere
In queste righe commentiamo solitamente gli avvenimenti della politica con un po’ di ironia, rivolta anzitutto a noi stessi e agli amici. 
Nella settimana passata, pur ricca di fatti, non siamo riusciti a scrivere nulla. La realtà ha superato ogni nostra possibile vocazione umoristica.
Dopo il brillante esordio nel semestre di Presidenza Europea, papà Silvio ha “lasciato che i ragazzi si sfogassero un poco” e questi ci hanno preso tanto gusto da non fermarsi più.
L’ex sottosegretario al turismo Stefani ha inaugurato una via singolare per incrementare le presenze germaniche nel Bel Paese.
Anziché dimettersi avrebbe forse fatto meglio a sfidare i teutonici in una gara di rutti. Date le abitudini sue e della sua famiglia politica, avrebbe avuto ottime possibilità di primeggiare. 
Fini ha lasciato la “cabina di regia” prima ancora che venisse istituita. Se l’avessero chiamata “gabina” ed affidata a Bossi sarebbe certo durata di più.
A verifica “conclusa” pare che nessuno abbia ancora letto il Dpef, documento che dovrebbe fissare gli obiettivi della politica economica. A giorni il mistero sarà svelato e sapremo finalmente se ci sarà da ridere o da piangere. O tutte e due le cose insieme? 
14 luglio 2003

Se sei mesi vi sembran pochi…
Fini: “Capisco ma non condivido”.
Follini: “Non capisco e non condivido”.
Bossi: “Ha fatto bene”.
Ulivo e dintorni: “Figuraccia per l’Italia, una gaffe imperdonabile ecc…”
Ma cosa si aspettavano? Il Cavaliere è uno dei più grandi imbonitori viventi – vi ricordate il contratto con gli italiani dal notaio Vespa?- ma è soprattutto uomo di spettacolo e non sa rinunciare alla battuta.
Tale Schultz, europarlamentare tedesco della SPD (e quindi più o meno comunista) gli ricorda che Bossi ha opinioni un po’ radicali sugli immigrati e che lui, il Cavaliere, ha un conflitto d’interessi che può disturbare anche a Strasburgo.
Come perdere l’occasione? “Io la manderei a fare il kapò”.
Non potendoci infilare una barzelletta, la soubrette nazionale non ha resistito a fare la mossa.
Raro esempio di sceneggiata milanese.
Il vero conflitto non è quello degli interessi. E’ il conflitto delle vocazioni.
Niente paura: al 31 dicembre mancano solo 5 mesi e 28 giorni.
3 luglio 2003

Italian road map
Oggi è partito ufficialmente il S.I.P.E: Semestre Italiano di Presidenza Europea.
Ieri, o forse oggi, è entrato in vigore il Nuovo Codice della strada.
Da un sondaggio personalmente compiuto (5 telefonate ad amici, uno dei quali senza patente) risulta che, alla domanda: “Quale avvenimento consideri più importante?”, l’80 per cento degli italiani risponde: “Il secondo che hai detto”.
In questo caso, infatti, sono in ballo i 20 punti della patente; nel primo é solo un problema di punti di vista, che sono molti di più.
Scontato che il Cavaliere non riuscirà in sei mesi a far entrare nell’Unione la Russia, la Turchia e Israele, potrà al massimo verificarsi una maggior diffusione della barzelletta come strumento diplomatico.
I contenuti, bruttini a nostro modesto parere, di quella che viene chiamata Costituzione Europea, non sarebbero molto diversi se sottoscritti a Stoccolma o a Lisbona.
Forse, sull’onda del nuovo Codice, si potrebbe introdurre una segnaletica anche per la strada che porta all’Europa: “Divieto di veto”, “Inversioni di marcia consigliate” o, di genere più surreale, “Attenzione. Sparate Bossi”.
La sigla SIPE potrebbe anche malignamente leggersi come: “Senza Idee Per l’Europa”.
Sempre meglio della SARS.
1 luglio 2003

Le mezze stagioni
Non siamo ancora alla fine di giugno e quasi non si sente più parlare di Aprile.
Non ci riferiamo al film girato da Nanni Moretti assai prima dei girotondi. Ci dicono – ma abbiamo qualche dubbio- che Veltroni, gli abbia dedicato una giunta politica.
Parliamo dell’Associazione politica messa su dal correntone DS insieme a movimenti vari, alla cui Copresindenza venne chiamato, non molti mesi orsono, Sergio Cofferati.
Sarà che l’estate, secondo la meteorologia ufficiale, inizia oggi, ma il caldo estivo è cominciato da tempo. Molti elettori, facendo finta di non aver mai sentito parlare di tale Craxi, sono andati al mare e il referendum per estendere l’articolo 18 il quorum non lo ho visto neppure da lontano.
Sarà che il caldo è stato particolarmente intenso a Bologna sciogliendo i dubbi del Cinese che, con la benedizione di Prodi, ha deciso di correre per la guida della Città. 
Sarà che certa sinistra non ha mai avuto confidenza col calendario, tanto da fare in novembre la rivoluzione di ottobre.
O sarà che non ci sono più le mezze stagioni?
21 giugno 2003

Sconfitta la Guerra!
Non sappiamo se sia merito dei pacifisti, ma la Guerra, in Friuli-Venezia Giulia, è stata sonoramente sconfitta.
Il Cavaliere dice di non drammatizzare ma, nel giro di due settimane, è la seconda pesante battuta d’arresto nella sua lotta al comunismo.
Il bolscevico ex sbardelliano Gasbarra si è insediato alla Provincia di Roma ed ora il trotskista mascherato da caffettiera, Illy Riccardo, ha dato dieci lunghezze alla belloccia leghista Alessandra.
Il nostro, che tenta di presentarsi come moderato, è di antiche origini ungheresi e vive nella città che fu controllata da Tito.
Fonti non ufficiali parlano anche di brindisi alla vittoria con successiva rottura di tazzine da caffè, alla moda russa.
Leciti gli entusiasmi di Fassino, Rutelli e c. Forse però è meglio non esagerare: le elezioni politiche sono un’altra cosa.
Domenica prossima nuova chiamata alle urne. Come potranno Ulivo e dintorni, non molto uniti sul referendum, cantare vittoria?
Personalmente, visto che andare al mare non porta bene, abbiamo deciso per una gita in montagna.
10 giugno 2003

Vittoria!
“La volontà di scontro non paga. Gli italiani hanno punito Berlusconi”.
“Nonostante gli attacchi violenti dei comunisti e delle toghe rosse, abbiamo guadagnato voti e conquistato Comuni e Province”.
Poi dicono che in Italia non c’è spirito “bipartisan”!:tutti sono d’accordo sul risultato delle elezioni amministrative.
Il Cavaliere però una piccola sconfitta dovrebbe ammetterla.
La sua campagna contro il comunismo, iniziata qualche anno dopo la caduta del Muro, ha avuto una battuta d’arresto.
Non solo la capitale d’Italia è guidata dal pericoloso rivoluzionario Veltroni, esperto di cinema e di jazz; l’intera provincia di Roma, compresi i famosi Castelli, è ora sotto il controllo di un altro pericoloso bolscevico: Enrico Gasbarra, uomo di bell’aspetto, già allievo di tal Sbardella, ex boss democristiano noto alle cronache della prima Repubblica come “lo squalo”.
Le vie del Signore sono infinite. Quelle del comunismo parecchie.
26 maggio 2003

L’insostenibile surrealtà della politica italiana
Fassino: “Se si va alle elezioni anticipate, l’Ulivo è pronto a candidare Prodi”.
Il portavoce di Prodi: “Il Presidente è impegnato a guidare l’Europa…”.
Rutelli (inquieto): “Piero poteva almeno parlarmene!”.
Il coro dei prodisti: “Qui si vuole bruciare il professore”.
Berlusconi e C.: “Ma quali elezioni anticipate?”.
Finita la guerra in Iraq (troppo in fretta?), tra una pausa e l’altra del processo SME, in attesa delle elezioni amministrative e del risultato della Guerra (candidata governatora leghista) in Friuli, il dibattito politico deve pur proseguire.
E’ vero che il Cinese ha ormai detto che non voterà al referendum sull’art.18, ma non c’era niente altro su cui discutere?
15 maggio 2003

Volano basse
Andreotti assolto, nonostante il libro di Caselli. Per la Corte d’appello di Palermo non ha baciato Totò.
Previti condannato, nonostante la Cirami e le mille ricusazioni. Come ha detto egli stesso, forse la colpa é di Lombroso.
Berlusconi per il caso SME chiede una medaglia e l’impunità.
Non contento chiama in causa Prodi ed Amato.
Un tal Marini (non è quello del pipì) accusa Mortadella, Cicogna e Ranocchia di aver puppato su Telekom Serbia. Fioccano le querele.
I delegati dell’apposita Commissione d’inchiesta, prontamente inviati in Svizzera a cercare le prove, vengono trattati come estracomunitari clandestini e quasi rischiano l’arresto.
Carlo Azeglio Ciampi insiste nel chiedere più serenità.
E provare a ragionare?
10 maggio 2003

www.costituentesocialista.it


Torna alla pagina precedente

Vai alla prima pagina