Albertini: un grande erede della tradizione socialista

Al De Amicis per la Sezione DS "Aldo Aniasi"

Sezione Aniasi


 

Con una cerimonia semplice e partecipata è stata scoperto a Palazzo Marino , il 20 aprile , un busto di Aldo Aniasi, opera del maestro Vittorio Gentile, nel Loggiato che ospita le sculture dedicate agli ex sindaci di Milano.

Alla manifestazione erano presenti la vedova di Aniasi, Stefania con la figlia Alina, i fratelli Mario ed Ugo con le rispettive mogli nonché un nutrito gruppo di amici ed estimatori del compianto Aldo Aniasi, esponenti della F.I.A.P. e delle altre Associazioni Partigiane.

Presenti il presidente del Circolo De Amicis Mario Artali, il Vice Presidente Vicario della F.I.A.P. Guido Bersellini, Ettore Carinelli che con Aniasi condivise la lotta partigiana nonché la Medaglia d’Oro Giovanni Pesce.

 

Il Sindaco Gabriele Albertini ha rivolto ai convenuti un breve e sentito discorso:

“Oggi il loggiato di Palazzo Marino, questa galleria che ospita le sculture dedicate ai sindaci di Milano, accoglie il busto marmoreo di un altro primo cittadino, il sindaco Aldo Aniasi. 

E’ un onore per me - e una grande emozione - partecipare a questa cerimonia di inaugurazione.

Il monumento dedicato ad Aniasi, posto nella sede della municipalità - nella “casa dei milanesi" e nel luogo del suo intenso lavoro per Milano - rappresenta la nostra gratitudine e l'importanza che questa città attribuisce alla memoria storica.

Avevo sentito come una responsabilità istituzionale e ancor più come un'aspirazione personale quella di rendere omaggio in modo concreto, con un segno tangibile e significativo, a un sindaco che ha contribuito allo sviluppo di Milano e scritto pagine importanti della nostra storia cittadina.

Sono quindi molto felice, e lo sono certamente tutti i milanesi, dell'inaugurazione di oggi: lo scoprimento della statua che lo ritrae, opera del maestro Vittorio Gentile.

Sappiamo che Aldo Aniasi ha ricoperto ruoli diversi e rilevanti: comandante partigiano; parlamentare socialista per cinque legislature; due volte ministro; per quasi un decennio vicepresidente della Camera.

Oggi però vogliamo ricordarlo soprattutto come sindaco di Milano.  E vogliamo ricordare l'importanza di ciò che egli ha saputo lasciare alla nostra città.

Aniasi ha promosso molti progetti di opere pubbliche.  Ad alcuni - pensati e auspicati da tempo - ha saputo dare l'impulso iniziale.

Sono opere che hanno poi orientato la crescita della città nei decenni successivi: penso - solo per fare qualche esempio - ai grandi parchi pubblici o alla seconda linea della metropolitana.

Ma di lui, oltre alle doti di amministratore, rievochiamo la sensibilità umana e politica profusa nel governo della città in anni difficili, cruenti, in cui dialogo sembrava dover cedere alla violenza e alla barbarie.

Non ha mai accettato, non avrebbe potuto farlo, l'aggressività come strumento di competizione politica.

Ha cercato di capire, di indagare, di conoscere quanto andava muovendosi nella società milanese di allora, riservando però la sua disponibilità al dialogo solo a chi accoglieva il metodo democratico e rifiutava la violenza.

Egli era un erede della grande tradizione dei riformismo socialista milanese:

un riformismo che si fondava sulla capacità di unire sensibilità sociale e concretezza realizzativa; che aspirava a realizzare il cambiamento nella condivisione delle scelte: la più ampia condivisione possibile. 

In un libro dal titolo "Vivere a Milano", scritto verso la fine del suo mandato di sindaco, Aniasi indicava alcune linee della crescita della città: 

·       lo sviluppo del sistema dei trasporti,

·       l'aumento delle aree verdi,

·       la necessità del pareggio dei bilanci delle aziende municipalizzate,

·       il vigile di quartiere,

·       la creazione di quella che allora si chiamava area metropolitana, e oggi città metropolitana,

·       il riutilizzo delle prime superfici industriali dismesse, e quindi il ridisegno urbanistico della città.

Se oggi, in questa occasione, ricordo che molte di queste linee sono state da altri e infine da noi riprese e portate a compimento, è solo per mostrare come l'interesse della città possa essere perseguito lungo percorsi comuni, al di là delle distinzioni politiche e delle appartenenze di schieramento.

Aldo Aniasi era un uomo orgogliosamente di parte, ma ha saputo ugualmente rappresentare tutta la città.

Se questo sembra un paradosso, consentitemi - per concludere - una citazione tratta sempre dal suo libro, a cui spesso torno con la memoria e la coscienza: 

"Non ho mai inteso rappresentare l'intera città.  La mia scelta è ben definita, ma certo non voglio rappresentare soltanto coloro che mi hanno votato.

Un sindaco deve rappresentare il vero volto della città.  Per la sua storia, per vocazione, per scelta, Milano è sempre stata dalla parte del progresso”.

Parole che tutti noi, ancora oggi, sentiamo di condividere”.

Milano, 20 aprile 2006


Si conclude una vicenda che tra grettezze e stupidità mostra i segni di antichi e non sempre tempestivamente combattuti settarismi : dopo la intitolazione ad Aniasi di una sezione dello SDI, con una manifestazione commossa e sobria, e dopo la iniziativa del nuovo PSI (Bobo Craxi), che ha chiamato "Aniasi" la federazione milanese, anche la sezione "centro" dei DS porta ora il nome di Iso. Della vicenda non abbiamo voluto parlare prima perchè sui temi che sono sottesi l'Ossimoro non è mai stato reticente e per la ferma posizione immediatamente assunta dalla federazione provinciale e dal suo segretario, confermata anche dal comunicato emesso, e che riportiamo:

E’ stata intitolata ad Aldo Aniasi la sezione milanese dei Democratici di Sinistra di corso Garibaldi.
La decisione è stata presa ieri sera dagli iscritti della Milano Centro. Al termine della riunione, “molto partecipata”, alla quale era presente il segretario cittadino dei Ds, Pierfrancesco Majorino, l’86,6% dei presenti ha votato sì.
Su 97 votanti, 84 si sono espressi a favore, 9 contro e 4 si sono astenuti.
Majorino e il segretario provinciale, Franco Mirabelli, esprimono “grande soddisfazione per un atto politico atteso e importante, che dimostra la volontà di dare continuità al progetto dell’unità della sinistra, in cui Aniasi aveva creduto e al quale aveva lavorato da dirigente di questo partito.
I Ds – continuano i segretari – sono orgogliosi di mantenere viva la memoria del compagno Iso, socialista, partigiano e grande sindaco di Milano”.
Milano, 21 dicembre 2005


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