Come
è nata Amnesty International

(dalla copertina dell' "Observer"
del 28 Maggio 1961)
Il 28 maggio del 1961, un avvocato inglese, Peter Benenson, lanciò una
campagna internazionale per la liberazione dei prigionieri di opinione,
pubblicando un appello sui quotidiani "The Observer" di Londra e
"Le Monde" di Parigi. L'articolo si intitolava "I
prigionieri dimenticati". Parte della campagna consisteva nella
creazione di un ufficio a Londra che raccogliesse informazioni su questo
tipo di prigionieri e pubblicizzasse i singoli casi. L'appello si guadagnò
rapidamente sostegni internazionali e nel giro di pochi mesi era pronto il
terreno per un'organizzazione permanente che divenne infine nota come
Amnesty International. Da allora, Amnesty ha precisato via via il suo
ambito di intervento
(mandato). Amnesty si adopera per la liberazione dei prigionieri di
coscienza, per processi equi e tempestivi per i prigionieri politici, per
l'abolizione della tortura e della pena di morte, per la cessazione delle
esecuzioni extra-giudiziali e delle "sparizioni". Svolge inoltre
un'attività di educazione ai diritti umani. Amnesty ha oggi più di
1100000 soci e sostenitori in tutto il mondo. Il Segretariato
Internazionale ha sede a Londra, vi sono 52 sezioni nazionali e più di
8000 gruppi locali in 90 paesi. La sezione italiana ha più di 38000 soci
e circa 200 gruppi locali.
Irene Khan: il nuovo Segretario Generale di Amnesty International
Venerdi' 17 agosto 2001 Irene Khan assumera' ufficialmente l'incarico di
Segretario Generale in seno all'organizzazione internazionale per i
diritti umani.
Irene e' il settimo Segretario Generale in 40 anni di storia
dell'organizzazione e la prima donna e prima persona di origine asiatica a
ricoprire la carica.
Irene succede a Pierre Sane', che e' stato Segretario Generale per 10 anni
ed e' ora entrato a far parte dell'UNESCO, in qualita' di Direttore per i
Diritti umani e sociali.
Durante l'International Council Meeting (ICM) di Amnesty International,
che prende avvio il 17 agosto a Dakar, in Senegal, Pierre Sane' passera'
le consegne ad Irene in una cerimonia inaugurale. Consegnandole una
candela a simboleggiare il logo dell'organizzazione, raffigurante una
candela cinta da filo spinato,
Pierre formulera' il proprio "au revoir" ed esprimera' il
personale continuo impegno e supporto al movimento per i diritti umani.
Nel ricevere la candela, Irene parlera' delle sue speranze e
dell'entusiasmo per il lavoro che l'attende.
"Questo e' un momento simbolico per Amnesty International, che tutti
noi possiamo condividere prima di concentrarci sul cammino futuro, sulle
sfide che si prospettano per i diritti umani nel 21° secolo e sul nostro
ruolo nell'affrontarle" ha dichiarato Irene.
Irene Khan giunge ad Amnesty International dall'Alto Commissariato delle
Nazioni Unite per i Rifugiati, con il quale ha lavorato per 21 anni.
Durante questo periodo ha ricoperto una serie di incarichi, focalizzando
la propria attenzione in particolare sul lavoro diretto con rifugiati e
profughi, per proteggere
i loro diritti. Ed e' questo impegno al contatto diretto che intende
portare con se' nell'assunzione del nuovo incarico. "Le violazioni
dei diritti umani sono perpetrate su scala massiccia, a centinaia,
migliaia, milioni.
Ma nella sua vera essenza, Amnesty International si occupa di individui:
coloro i cui diritti sono violati e coloro che denunciano le violazioni.
Le violazioni dei diritti umani non riguardano 'gli altri', ma una madre,
una sorella, un fratello, un figlio. La nostra sfida e' mobilitare milioni
di persone in tutto il globo alla solidarieta' per le vittime, conoscere i
loro nomi, i loro volti, le loro identita', le loro storie", ha
dichiarato Irene.
L'ICM si svolge ogni due anni e coinvolge 500 membri di Amnesty
International, che si riuniscono per decidere dei progetti futuri e
indirizzare il lavoro sui diritti umani in continua evoluzione.
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